Momo


Comune di Momo – (NO)

Informazioni

  • Codice Catastale: F317
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2731
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Secondo la tradizione Momo sarebbe stato fondato dal console romano Lucio Mummio Acaico, ma è più verosimile che derivi da un toponimo preromano, probabilmente celtico dell’epoca della tribù dei Vertamorcori. Anche se non è da escludere un’iscrizione alla gens Mumia di Roma di un proprietario terriero del periodo tardo imperiale che potrebbe essere stato assegnatario di un fondo agricolo in questa zona.

 

Centro di controllo della Via Settimia (poi nota come “Francisca”) è citato in un documento del 7 agosto 892 dove si roga una permuta di terreni tra il vescovo di Novara Liuterio, presente di persona, e tale Cuniberto, testimonio il nobile longobardo Roderico di Seveusio.

 

Nell’XI secolo ebbe un castello, il Castrum Vetus (documentato dal 1087), sorta di cittadella fortificata costruita dalla comunità e che risulterà abbastanza confortevole da ospitare per tre mesi l’imperatore Lotario III nel 1132. Per la sua importanza strategica venne conquistato dai milanesi e per questo nel 1154 venne poi attaccato e distrutto dalle armate di Federico “Barbarossa” che infierirono anche sulla sua “villa” (centro abitato).

 

In seguito, il territorio verrà infeudato alla famiglia Cattaneo che adotterà il predicato “da Momo” e, nel 1466, passerà ai Da Casate i quali, nel 1467, nominarono per Momo il loro podestà. I diritti feudali passarono per breve tempo, nel 1534, ai Visconti di Fontaneto: infatti, dal 1 gennaio 1565, l’assemblea dei capifamiglia di Momo (che si riuniva abitualmente nella chiesa di San Martino) istituì il Consiglio della Comunità per una migliore gestione del bene pubblico. Il 17 gennaio 1580 furono riconosciuti i nobili Pernati come signori feudali, avendone essi acquistati i diritti nel 1575.

 

Sulle rovine del Castrum venne poi edificato il nuovo centro urbano, ampliando la “villa” precedente che ricalca il perimetro del fossato castrense. Per questo il castello “diruto” venne adottato come emblema cittadino.

 

Sebbene il blasone ufficiale reciti: “Di azzurro al castello di rosso, munito di una torre merlata alla guelfa, aperto e finestrato di nero, fondato sulla campagna di verde, sormontato da due mazze di argento in decusse…”, il Comune usa un emblema differente, con un castello diroccato d’oro a due torri.

 

Probabilmente si tratta di un equivoco tra “di rosso” e “diruto”: la trascrizione sul RD di concessione del 21 giugno 1942 ha sancito “di rosso” ma, molto probabilmente la versione più corretta storicamente è l’altra.

 

Anche sul gonfalone non c’è unanimità: quello in uso è un drappo azzurro, caricato dello stemma “sbagliato” ma, sul decreto, è descritto come “partito di azzurro e di rosso caricato dell’arma sopra descritta”. 

 

Nota di Bruno Fracasso, Massimo Ghirardi e Giancarlo Scarpitta

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di azzurro al castello di rosso, munito di una torre merlata alla guelfa, aperto e finestrato di nero, fondato sulla campagna di verde, sormontato da due mazze di argento in decusse. Segni esteriori da Comune”.

Stemma come da blasone.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
campagna, castello, mazza, torre
Attributi araldici:
aperto, finestrato, fondato, in decusse, merlato alla guelfa, munito, sormontato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di rosso…”

Note


Gonfalone come da blasone.

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 21/06/1942

      Registrato alla Corte dei Conti il 4 settembre 1942, registro n.20 Finanze, foglio 182