Minerbio


Città di Minerbio – (BO)

Informazioni

  • Codice Catastale: F219
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 8700
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il blasone dello stemma del Comune di Minerbio è stato formalizzato con il “riconoscimento” ufficiale da parte del Capo del Governo del 15 aprile 1929, che testimonia come esso fosse già in uso all’epoca (altrimenti si sarebbe proceduto alla “concessione”), e che risulta: “D’oro alla figura della Dea Minerva in maestà nascente dalla punta, capo d’azzurro a tre gigli d’oro posti in fascia. Motto: JUSTITIA ET FORTITUDO”.

Secondo le parole di Alessandro Savorelli “… nel tipico gusto archeologico dell’epoca, il Comune assunse alla metà dell’Ottocento come proprio stemma la figura della dea Minerva, per assonanza col nome” che, secondo la tradizione, deriva proprio dalla presenza in loco un antico tempio dedicato alla dea Minerva (probabilmente derivata dalla Menr’va etrusca e in seguito identificata con l’Atena dei Greci, figlia di Zeus e della prima moglie Metide, nata dal polpaccio o dalla fronte del padre, già adulta e armata!), divinità tutelare della guerra, della saggezza e protettrice degli artigiani (soprattutto tessitori) nonché degli studiosi. Nello stemma la figura della dea è ripresa da una della tante rappresentazioni classiche, con l’elmo, l’egida (lo scudo sul quale sarebbe fissata la testa della gorgone Medusa offertale da Perseo), la corazza lavorata (a serpi e una piccola medusa, dono di Zeus e ottenuta dalla pelle essiccata della capra Amaltea) la lancia e lo scudo.

Il centro attuale è sorto ufficialmente 2 novembre 1186 (come documentato nel “De Pactis Altedi” datato però dal 1231), allorché “… nella Piazza Maggiore di Bologna alla presenza di tutto il popolo, il podestà Federico da Lavellolungo, bresciano, cedette a 150 famiglie mantovane il territorio di Altedo e Minerbio”, il motivo per il quale queste famiglie si spostarono nella zona bolognese è tutt’ora oscuro, forse per fuggire dalle lotte che opponevano il partito filo-imperiale (guelfi) a quello filo-papale (ghibellino) o forse a causa di qualche cambiamento delle condizioni ambientali nel mantovano.

Papa Clemente VII del 1524 investe del titolo di conte di Minerbio Giovanni Francesco Isolani, della nobile famiglia originaria dell’isola di Cipro che aveva visto riconosciuti i loro diritti sul territorio già dai Visconti nel XV secolo. Per contrasti con il potente Comune di Bologna nel 1734 gli Isolani vennero esautorati dal feudo da parte del Senato di Bologna, che creò la Comunità di Minerbio, sotto controllo bolognese.

Con l’arrivo delle armate di Napoleone, il territorio fu compreso in un Distretto composto da una ventina paesi circonvicini di Minerbio.

Dopo il 1815, Minerbio venne inglobato come frazione al Comune di Budrio, ma nel 1818 venne reso autonomo con le frazioni di Ca’ de Fabbri e San Giovanni in Triario.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003. Romolotti (Giuseppe) a cura di.

STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972. Risulta universalmente accettato che il nome di Minerbio risalga ad età romana ed abbia riferimento al culto di Minerva che ivi si praticava o, quanto meno, ad una dedicazione sacrale della selva che ivi esisteva.

Note di Stefano Afroditi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro alla figura della Dea Minerva in maestà nascente dalla punta, capo d’azzurro a tre gigli d’oro posti in fascia. Motto: JUSTITIA ET FORTITUDO”

 

Colori dello scudo:
azzurro, oro
Partizioni:
capo
Oggetti dello stemma:
dea minerva, figura, giglio
Attributi araldici:
in maestà, nascente dalla punta, posto in fascia

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Colori del gonfalone: bianco
Profilo Araldico

“Drappo di bianco allo stemma comunale centrato…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 15/04/1929

      Trascritto nel registro della consulta araldica il 16 aprile 1929 – anno VII

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 23/10/1997
    • Regio Decreto (RD) di concessione – 26/11/1928