Messina


Città di Messina – (ME)

Informazioni

  • Codice Catastale: F158
  • Codice Istat:
  • CAP: 98100
  • Numero abitanti: 242503
  • Nome abitanti: messinesi
  • Altitudine: 3
  • Superficie: 3
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’antica città di MESSANION (“città dei Messeni” popolazione greca della Messenia nel Peloponneso), ha dato origine alla forma italiana attuale che ci è pervenuta attraverso la mediazione bizantina di MESSANA.
Ma ancor prima, nell’VIII sec. a.C., venne denominata dai greci provenienti da Kuma (in Calcidia) come ZANCLE (“falce” per via della forma del luogo di fondazione).
Solo nel V secolo a.C. i Messeni spodestarono i calcidiesi.
Alla fine della I guerra Punica nel 241 a.C. fu assoggettata da Roma assieme a tutta la Sicilia.

Fu soggetta ai Vandali, ai Goti, ai Bizantini e agli Arabi (843) fino ad essere conquistata nel 1038 dai Normanni, che ne fecero la testa di ponte per la loro invasione dell’isola.

Ribellatasi a Federico II si dette ordinamento comunale, ma nel 1258 fu conquistata e definitivamente sottomessa da Manfredi di Svevia.
Fedele alla casa d’Angiò, aderì ai celebri moti detti “del Vespro Siciliano” resistendo arditamente alle armate di Alaimo da Lentini e a Carlo d’Angiò, nota è la storia del formidabile coraggio delle donne messinesi, incarnato nelle figure leggendarie di Dina e Clarenza che durante la battaglia portavano pietre e calcina per riparare i danni alle mura attaccate.

Il 2 ottobre 1282 Pietro III d’Aragona prese possesso della città.

Lo stemma (e il gonfalone) del Comune di Messina, sono stati formalmente riconosciuti con Decreto del Capo del Governo del 1 maggio 1942. I colori rosso e oro, diffusi in molte armi di città siciliane, farebbero sospettare un legame con la dinastia Aragonese (che, come noto, portava uno stemma con questi colori). Lo scudo crociato, secondo alcuni, si riferirebbe all’autonomia di tipo comunale che la città godette nel XIII secolo come punto di partenza delle flotte per le Crociate in Terrasanta.
Ma la tradizione sostiene che fu concesso ai messinesi da Arcadio nel 407 d.C. come ringraziamento per l’aiuto prestato con le loro flotta, allorché fu assediato dai Bulgari nella città di Tessalonica (oggi Salonicco, in Grecia): le navi siciliane prelevarono e lo portarono sano e salvo a Costantinopoli. L’imperatore bizantino portava, come emblema, il tradizionale vessillo di Costantino: rosso con la croce d’oro (alla quale vennero poi aggiunte le quattro „beta“ d’oro).

In epoca medioevale però la città aveva come simbolo tre torri merlate, simboleggianti le fortificazioni che difendevano l’abitato, associate alla lettera M, integrate poi con un’aquila imperiale e un leone rampante.

Stemma: Scudo a testa di cavallo, di rosso alla croce d’oro, circondato da due tralci di vite al naturale fruttati d’oro, timbrato dalla corona di città”. La corona è quello prevista dalla legislazione vigente all’epoca della concessione Reale.

I tralci di vite, variante curiosa ma non insolita nell’araldica civica italiana, sono allusivi della floridezza della zona e ricordano anche il vino Mamertino, celebrato da Plinio nella “Historia Naturalis”

Allo stemma, in alcune figurazioni antiche, è associato il motto FERT LEO VEXILLUM MESSANÆ CUM CRUCE SIGNUM.

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso alla croce d’oro. Corona di Città. Lo scudo sarà di forma a testa di cavallo e circondato da due tralci di vite con grappoli di uva”.

D.R. 1 maggio 1942.

Colori dello scudo:
oro, rosso

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo che misura ai punti esterni cm. 100 in larghezza, con cm. 200 in altezza ed è diviso in due campi di uguali misure. Il campo superiore di colore rosso porpora, il campo inferiore di colore giallo Napoli, la bordatura è formata da un gallone in oro goffato della larghezza di cm. 8, ai quattro angoli di congiunzione sono sovrapposte quattro formelle con funzioni di borchie del medesimo colore”.

Colori del gonfalone: giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato
Profilo Araldico

“Di rosso alla croce di giallo…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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