Mergozzo


Comune di Mergozzo – (VB)

Informazioni

  • Codice Catastale: F146
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2167
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il simbolo più noto dell’antico centro di Mergozzo è sicuramente lo spettacolare olmo secolare che si trova nella piazza del paese, sulla riva del lago.

Era già presente nel XVII secolo, come testimoniato dalla sua raffigurazione nella pala dell’altare della Madonna del Rosario nella chiesa parrocchiale (che fu dipinta nel 1623 da Carlo Canis), come in uso in gran parte degli antichi centri, sotto di esso si riunivano gli abitanti per le decisioni riguardanti la comunità e per amministrare la giustizia.

Il Comune ha però scelto, come emblemi dello stemma civico, alcuni massi simboleggianti le celebri Cave di marmo rosato di Candoglia, che furono donate dai Visconti alla Fabbrica del Duomo di Milano (dalle quali, ancora oggi, si ricava il marmo per i restauri della cattedrale milanese) associati al celebre “biscione” dei Visconti.

Lo stemma attualmente in uso deriva da quello regolarmente concesso con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 22 maggio 1942: “partito: nel primo di rosso caricato di blocchi di marmo; nel secondo d’argento al biscione visconteo di azzurro coronato d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”. Si nota ancora in capo la fascia color porpora che portava in origine il “Capo del Littorio” (1), imposto da Mussolini a tutti gli stemmi d’Italia e formalmente abolito nel 1944 (2). Per questa ragione lo stemma “corretto” dovrebbe essere completamente privo del capo porpora. Lo scudo è timbrato dalla corona d’argento del rango di “Comune” e decorato da un serto vegetale composto da un ramo d’alloro e uno di quercia fruttiferi.

Per evitare però il costo di rifacimento del ricamo dello stemma, rimase la fascia color porpora. Tra il 1975 e il 1980 il posto del fascio littorio venne preso da un’incudine sostenente una tenaglia e un martello da fabbro.
Questa composizione, che è stata riprodotta sul gonfalone ed anche in un fregio del paese in Piazza Cavour, si attribuisce all’iniziativa del sindaco Sergio Colombo, e richiama simbolicamente la cosiddetta “PARS FERRARIA” – fazione politico-amministrativa che comprendeva la val d’Ossola inferiore (3).

Attualmente, nella comunicazione ufficiale, il Comune usa lo stemma con il capo porpora senza figure, mentre il gonfalone riporta gli attrezzi da fabbro. Il Consiglio Comunale sta dibattendo sull’unificazione dei simboli tra l’opzione “legale” (senza alcun capo) o quella “storica” (con attrezzi) approfittando dell’indicazione prevista dal Testo Unico degli Enti Locali (4) che prescrive: “…Lo Statuto [Comunale e Provinciale, nda] stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell’Ente, le forme di collaborazione tra Comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico”.

(1): istituito con Regio Decreto del 12 ottobre 1933 n.1440 e reso obbligatorio per tutti gli stemmi degli enti locali del Regno.

(2): Decreto Luogotenenziale del 10 dicembre 1944 n. 394. Che prescrive espressamente: “…l’anzidetta figura araldica è tolta dagli stemmi che la contengono, ed in essi il campo dello scudo è ricoperto interamente dalle insegne del titolare dello stemma”.

(3): Già ai tempi del Barbarossa era ben distinta la separazione della Valle Ossola in due fazioni: la “Pars Ferraria”, che comprendeva la Valle Anzasca e l’Ossola Inferiore e la “Pars Spilorcia” dell’Ossola Superiore. La Pars Spilorcia era impegnata in una politica Filo-Papale (guelfa) mentre la Pars Ferraria era impegnata in una politica Filo-Imperiale (ghibellina) e successivamente Viscontea.

(4): Decreto Legislativo n. 267 del 2000 ( “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” (TUEL), art. 6 comma 1 e 2.

Per maggiori informazioni: vedi sezione DIZIONARIO alle voci “Capo del Littorio” e “Visconti”.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringraziano Antonio Grossi e Alberto De Giuli per la gentile collaborazione

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


“Partito: nel 1° di rosso caricato di blocchi di marmo; nel 2° d’argento al biscione visconteo di azzurro coronato d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

R.D. 22 maggio 1942

Lo stemma riporta un residuo di Capo del Littorio che avrebbe dovuto, secondo il blasone, non esistere più.

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
partito

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Partito di bianco e di rosso…”

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,