Melpignano


Comune di Melpignano – (LE)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: F117
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2217
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’attuale circoscrizione amministrativa di Melpignano è stata costituita da re Ferdinando II delle Due Sicilie con Decreto Regio del 4 luglio 1836 (entrato in vigore il 1º gennaio 1837), che ne ha distaccato il territorio dal Comune di Castrignano dei Greci, a sua volta costituito dopo l’abolizione dei feudi dal governo napoleonico, con legge 2 agosto 1806 n. 130.

Lo stemma civico raffigura un albero di pino d’Italia – termine utilizzato in araldica per indicare la pianta così frequente nelle armi della media Italia; conifera che vegeta nelle nostre coste centrali (Pinus pinaster A.) e che ha la chioma elegantemente diffusa ad ombrello –, noto anche come “marittimo”, posto sopra un favo. Si blasona: D’azzurro, all’albero di pino al naturale posto su un favo di miele pure al naturale. È stato ufficialmente concesso con D. P. R. dell’8 novembre 1965.

Il Comune di Melpignano ha, quindi, adottato uno stemma parlante che unisce, anche in questo caso – come fosse un rebus – le parole latine mel (miele) e pinus (pino), attraverso la figura di un pino nodrito (letteralmente: che lo “nutre”) da un favo d’oro, e alludente per assonanza al toponimo. Tra le tante leggende sullo stemma e sulla nascita dello stesso paese, la più verosimile potrebbe essere ricondotta alle antiche origini contadine del paese: lo stesso nome Melpignano, infatti, potrebbe essere composto da due nomi “mele-pignana” cioè miele di pino (pigno in dialetto leccese) anche se in realtà nessuno dei due elementi risulta caratteristico del luogo, essendo il pino una presenza costante del Salento e non essendoci prove dell’esistenza di una particolare attività locale di apicoltura (MAGLIO, 1994).

La rappresentazione del favo sormontato da un pino domestico, tipico della macchia mediterranea, vuole probabilmente anche rappresentare la robustezza e la forza della laboriosa comunità melpignanese.

Non c’è quindi una ragione storica per l’adozione di questa curiosa figurazione: non è dato sapere con certezza se il nome della cittadina ha origini latine o greche ma esso è derivato probabilmente dal fondo di tale Melpinius, un oscuro centurione romano che avrebbe ricevuto terreni in questa zona come compenso per la partecipazione alle guerre dell’Impero Romano. Lo stemma del Comune è presente in alcune sculture su pietra locale poste alla base di alcuni altari nelle chiese comunali risalenti al XVII secolo; due esemplari antichi sono posti nella facciata cinquecentesca della chiesa Matrice e sulla parete ovest dei portici di piazza San Giorgio.

Di questo stemma se ne conoscono due versioni diverse, una con campo rosso e una con campo azzurro: la seconda è quella effettivamente riconosciuta dallo Stato, inoltre in alcune rappresentazioni il favo appare sostituito da un apiario a “casetta”. Oggi il Comune usa anche un logo, dove il pino è stilizzato entro un’elegante figura quadrata.

È da tener presente anche che Melpignano, attualmente, fa parte dell’Unione della Grecìa Salentina assieme ad altri otto Comuni ellenofoni in cui ancora in parte si parla il greco, anche se nei secoli passati la Grecia salentina era molto più vasta.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


“D’azzurro, all’albero di pino al naturale posto su un favo di miele pure al naturale”. 

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 08/11/1965
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 08/11/1965