Comune di Mazzarino – (CL)

Informazioni

  • Codice Catastale: F065
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 11946
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Mazzarino si considera erede dell’antico centro greco di Maktorium, citato da Erodoto (VII, 53) mutato poi in Mazzara, sul luogo del quale in epoca medioevale il principe di Butera fondò un nuovo centro attorno al castello arabo che divenne la residenza della casata. Nel 1143, Manfredi del Vasto ne divenne primo signore, nel 1304 ne divennero feudatari i Branciforte, che mantennero la signoria fino all’abolizione dei feudi nel 1812.

 

Lo stemma del comune di Mazzarino riprende quello della famiglia Mazarini o Mazzarini, alla quale appartenne Pietro (1576-1654), intendente dei domini del connestabile Colonna, poi governatore della città di Visso nelle Marche, padre del famoso cardinale Giulio Raimondo, che nacque a Pescina nel 1602.

 

Nel 1090 il conte Ruggero I di Sicilia concesse infatti la terra di Mazzarino a Enrico, Marchese di Lombardia, fratello della terza moglie Adelaide del Vasto, il quale, nel 1130, fece costruire nella sua terra una chiesa. I discendenti presero il cognome dalla signoria che avevano su quella terra.

 

Giulio, trascorse la giovinezza a Roma, come allievo dei gesuiti. Dopo un breve periodo trascorso in Spagna, dove aveva accompagnato Girolamo Colonna, tornò nel 1621 a Roma, come ufficiale nel reggimento dei Colonna in Valtellina. Dopo essersi laureato in legge (1628) iniziò la sua attività diplomatica per conto del Pontefice, a servizio del quale negoziò il trattato di Cherasco (1631) e quello segreto di Torino, tra Francia e Savoia (1632). L’attività diplomatica lo portò ad avere contatti col Cardinale Richelieu, presso il quale fu inviato dal Papa nel 1632, per ottenere il favore della Francia all’occupazione sabauda di Ginevra. In questa occasione ricevette la tonsura. In seguito, si pose al servizio dl cardinale Antonio Barberini. La sua ascesa alla dignità cardinalizia fu fortemente osteggiata dalla Spagna, ma riuscì ad ottenerla assieme al vescovato di Metz (1641) dopo aver accettato la cittadinanza francese (1639) ed essere passato al servizio di questa Nazione. Nel 1642, in seguito alla morte del Cardinal Richelieu che lo aveva indicato come suo successore, fu nominato dal Re di Francia, primo ministro, divenendo così arbitro assoluto della politica francese, posizione che conservò fino alla morte, avvenuta a Vincennes il 9 marzo del 1661. Esperto collezionista d’arte, ebbe il titolo di duca di Rethel-Mazarin, duca di Mayenne e Pari di Francia, principe di Chateau-Porcien, lasciò tutti i suoi beni e titoli alla bella nipote Ortensia Mancini (1645-1699), figlia della sorella Geronima Mazzarino, facendola divenire l’ereditiera più ricca d’Europa, con l’obbligo per il marito Armand Charles  duca di Melleray ((1632-1715) di prendere il cognome e l’arma dei Mazzarino (e il titolo di duca Mazzarino), la linea si estinse nel 1731, e per via femminile, l’eredità passò ai Grimaldi di Monaco.

 

I titoli furono trasmessi al figlio Paolo Giulio (1666-1731), Governatore di Port-Louis, Blavet, Hennebon e Quimperlé e da questi passarono al figlio Guido Paolo Giulio (1701-1738) e quindi alla figlia Carlotta Antonietta che sposò il Duca di Duras che trasmise i titoli alla figlia Luisa Giovanna che sposò il Duca d’Aumont, antenati dei Grimaldi Principi di Monaco.

 

Altra parte andò all’altra sorella Laura Margherita Mazzarino, moglie del conte Girolamo Martinozzi di Fano, una figlia dei quali, Laura Martinozzi (1639-1687) sposò Alfonso IV d’Este Duca di Modena e Reggio.

Lo stemma comunale è stato concesso con D.P.R. del 5 settembre 1995.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 455.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, al fascio consolare, di rosso, rovesciato, munito della scure d’oro, con il taglio posto a sinistra, il fascio attraversato dalla banda diminuita, di azzurro, caricata da tre stelle di sei raggi d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
fascio, fascio consolare, raggio, scure, stella, taglio
Pezze onorevoli dello scudo:
banda diminuita
Attributi araldici:
attraversato, caricato, munito, posto a sinistra, rovesciato

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.”

Colori del gonfalone: azzurro

Leggenda:

  • STEMMA
  • GONFALONE
  • BANDIERA
  • SIGILLO
  • CITTA'
  • ALTRO

    Decreto del Presidente della Repubblica (DPR)
    concessione
    5 Settembre 1995