Marzabotto


Comune di Marzabotto – (BO)

Informazioni

  • Codice Catastale: B689
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6833
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Nel Medioevo il centro principale della zona era la sede pievana e comitale di PANICO (oggi frazione, nome derivato da un tipo di cereale alimentare coltivato nella zona), sede della pieve e del castello dal quale prese nome la potente famiglia dei conti di Panico.

Dove oggi sorge Marzabotto vi era un centro denominato CAPRARA SOPRA PANICO. Molto più tardi si scoprirono le rovine dell’antica città etrusca di Misa (sec. VI a.C. anche se studi recenti le attribuirebbero il nome di Kainua), della quale Caprara era erede e che diverrà centro amministrativo del Comune.

Nel XIX secolo si decise di adottare quale emblema civico quello della antica famiglia feudale dei conti di Panico: che “alzava” un leone scaccato al quale successivamente furono aggiunti dieci boccioli di rosa posti in cinta.

Con Regio Decreto del 2 luglio 1882 n. 899 venne riconosciuta le nuova denominazione di MARZABOTTO.

Secondo una curiosa leggenda popolare il toponimo deriverebbe dal fatto che in questa zona il nottolone1 “marza” (‘impregna, ingravida’) la femmina del rospo, in dialetto “al marza el bot” (Polloni,1966), secondo altri si tratterebbe di un soprannome dato ad un contadino che in antico viveva nella zona (UTET, 1990).

Lo stemma è stato formalmente riconosciuto dal Capo del Governo, Mussolini, con Decreto (DCG) del 20 febbraio 1935, dove è così blasonato: “D’argento, al leone scaccato d’oro e d’azzurro, contornato di dieci rose [al naturale]”.

1 Caprimulgus Europaeus, una specie di pipistrello altrimenti noto come caprimulgo o succiacapre.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Utet, Torino 1997 (prima edizione 1990).
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, al leone scaccato d’oro e d’azzurro, contornato di dieci rose [al naturale]”

D.P.R. 20 febbraio 1933

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,