Comune di Madruzzo (TN)

Informazioni

  • Numero abitanti: 2801
  • Altitudine: 0
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  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Il Comune di Madruzzo, nella Valle dei Laghi, è stato istituito a partire dal 1 gennaio 2016, alla località è legato il nome della storica casata trentina omonima che, nei suoi due rami, ha rivestito importanti ruoli politici e culturali nella regione e in Europa e che prendeva agnome dal Castel Madruzzo, presso Calavino.

Una discendenza riconosceva come capostipite tale Gumpone, che ebbe il feudo come “vicario” (o “advocato”) del principe-vescovo Adalpreto nel 1161dal vescovo di Trento. Egli e il suo nipote Boninsegna presero l’agnome Madruzzo e furono i capostipiti della prima branca della famiglia, documentata dal 1159, e che tenne il feudo di Madruzzo fino all’estinzione della propria discendenza nel XIV secolo.

Una seconda branca della famiglia discendeva dai signori di Denno e Nanno e si faceva originare da un Cristoforo, il cui erede Aliprando di Nanno (della Val di Non) nel 1447 acquisì i territori dei precedenti Madruzzo. Aliprando morì senza figli, i suoi beni passarono a suo nipote Gian Gaudenzio che iniziò a farsi chiamare Madruzzo e assunse uno stemma che si rifaceva a quello della precedente famiglia.

La sua schiatta ebbe giurisdizione con titolo di “barone” dei Vicariati Vescovili della Val Lagarina e della contea di Challant (in Valle d’Aosta). Di questo ramo ben quattro dei suoi membri riuscirono ad ottenere la carica di Principe-Vescovo di Trento, in successione ininterrotta (Cristoforo 1539-1567, cardinale dal 1545 che fu “ospite” del Concilio che prese nome dalla sua città; Ludovico 1567-1600, cardinale dal 1561; Carlo Gaudenzio 1600-1629, cardinale dal 1604; Carlo Emanuele 1629-1658 con lui si estinse il casato).

Lo stemma antico della famiglia si blasona: “d’oro, al gonfalone di rosso, a tre bandoni, quello centrale più lungo” il campo verrà mutato in argento e poi trasfigurato in “Troncato: al primo di rosso, al secondo pure di rosso a due pali ritirati in punta d’argento”.

Il quale verrà poi posto in cuore “sul tutto” nello stemma dinastico formato dall’inquartato con quello dei Nanno: “Bandato d’argento e d’azzurro” e con quello degli Sparrenberg : “Di nero, al monte scorciato di cinque cime, d’argento, caricato da uno scaglione di rosso” (si tratta di uno stemma “parlante”:  dato che il tedesco “Sparren” significa: ‘scaglione’ e “Berg”: ‘monte’).
Quest’ultimo pervenne ai Madruzzo-Nanno verso la metà del XVI secolo, dopo l’estinzione di quella dinastia che ebbe la signoria di Sparremberg (oggi Sparremburg, presso la città renana di Bielefeld ) e Villanders/Villandro, e dalla quale proveniva Eufemia, moglie di Giovanni Gaudenzio Madruzzo e madre del principe-vescovo Cristoforo.

Il nuovo stemma comunale di Madruzzo è stato scelto con apposito concorso, che ha visto vincitore la proposta di Alvaro Periotto, di Lasino, che ha vinto i mille euro a titolo di premio del bando.

La torre richiama quella detta “di Gumpone”, di castel Madruzzo.

Lo stemma è stato approvato dal Presidente della Giunta Regionale di Trento con decreto n. 2108 del 7 dicembre 2017 ed è così blasonato: “Troncato d’azzurro e di rosso da una fascia ondata partita d’argento e d’azzurro: nel 1° alla torre quadrata d’argento, merlata alla guelfa di 4 pezzi e finestrata di due del campo, fondata sulla partizione; nel 2° al grappolo d’uva (4, 3, 2, 1) d’oro stilizzato. Ornamenti  esteriori  da  Comune”.

Il gonfalone è blasonato: “Drappo bianco di cm. 180×90, bordato e frangiato d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata e convessa verso l’alto in argento: COMUNE DI MADRUZZO, sospeso mediante un bilico mobile ad un’asta ricoperta di velluto dello stesso colore del drappo, fissato a spirale con bullette. L’asta termina in alto con una freccia sulla quale è riprodotto l’emblema della Repubblica ed è ornata da una cravatta frangiata in nastro tricolorato dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone, le frange, i cordoni, le bullette, oltre che l’iscrizione, sono argentati”.

Calavino e Lasino avevano ognuno un proprio emblema.

Calavino: “Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso al grappolo d’oro pendente da un tralcio fogliato al naturale; nel 2° e nel 3° d’azzurro al busto di leone d’oro, linguato di rosso, rivoltato nel 3°: sul tutto uno scudetto bandato d’azzurro e d’argento”.

Lasino:” d’argento a due fronde di rosaio al naturale fiorite: a destra di una rosa rossa, a sinistra di una rosa canina, legate da un nastro d’oro, accompagnate da due cotisse di rosso, disposte la prima del capo al fianco, la seconda nel cantone sinistro dello scudo”.

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico

“Troncato d’azzurro e di rosso da una fascia ondata partita d’argento e d’azzurro: nel 1° alla tor-
re quadrata d’argento, merlata alla guelfa di 4 pezzi e finestrata di due del campo, fondata sulla
partizione; nel 2° al grappolo d’uva (4, 3, 2, 1) d’oro stilizzato”.

Stemma ridisegnato

Fonte: Bollettino Ufficiale della Giunta Provinciale di Trento

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: troncato
Profilo Araldico

“Drappo bianco di cm. 180×90, bordato e frangiato d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata e convessa verso l’alto in argento: COMUNE DI MADRUZZO, sospeso mediante un bilico mobile ad un’asta ricoperta di velluto dello stesso colore del drappo, fissato a spirale con bullette. L’asta termina in alto con una freccia sulla quale è riprodotto l’emblema della Repubblica ed è ornata da una cravatta frangiata in nastro tricolorato dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone, le frange, i cordoni, le bullette, oltre che l’iscrizione, sono argentati”

Gonfalone ridisegnato

Fonte: Bollettino Ufficiale della Giunta Provinciale di Trento

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Presidente del Consiglio provinciale di Trento n. 2108 di concessione – 07/12/2017 Guarda il decreto























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