Macra


Comune di Macra – (CN)

Informazioni

  • Codice Catastale: E789
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 55
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Macra fu, con il nome di Alma, una delle dodici terre dell’Alta Val Maira.

Dal 1928, Macra comprende anche l’antico Comune di Albaretto, dal quale fu separata nel 1602 per ricomprenderlo più tardi.

 

Il toponimo Macra si collega al nome della valle e a quello del fiume che la percorre mentre l’antico nome di Alma sarebbe una variante celto-ligure di “balma” con cui si indicavano antri, cavità al riparo della roccia che si aprono numerose sulle verticali pareti carbonatiche che circondano l’abitato.

 

Sicuramente fu abitata fin dal Neolitico da gruppi di pastori-cacciatori nomadi, i quali più tardi divennero stabili come agricoltori-allevatori, i Liguri alpini.

 

Verso il VII secolo a.C. giunsero nella zona popoli indoeuropei che fondendosi con gli abitanti del luogo diedero vita alla civiltà detta celto-ligure.

 

Successivamente la valle fu conquistata dai romani, come attestano le lapidi marmoree di Elva, Marmora e Pagliero; i percorsi trasversali alle valli erano ritenuti importanti per il trasferimento delle. Le valli, tuttavia, ebbero una forma di gestione autonoma.

 

Con la crisi dell’impero romano, tutte le valli alpine videro passaggi di orde barbariche che causarono scontri e distruzioni e lasciarono tracce della loro presenza nel nome di località.

 

Verso il 900 giunsero i Saraceni, che per circa settant’anni con le loro scorrerie saccheggiarono il territorio diffondendo ovunque terrore, morte e distruzione.

 

Il primo cenno lo si ha in un documento databile tra il 1155 e il 1176, una donazione da parte di Enrico di Montemale ai canonici di Oulx.

 

Il commercio si sviluppò particolarmente durante il periodo comunale che vide fiorire il paese.

 

Il Comune di Alma fece parte del Marchesato di Saluzzo con propri statuti fin dal 1254 ricevendone un ulteriore miglioramento economico e un’autonomia sulla base delle consuetudini locali.

 

Nel Cinquecento, si diffuse il calvinismo. Poi, nel 1601, passò ai Savoia con il Trattato di Lione (1601) diventando feudo del conte Gioia di Asti.

 

Intorno al 1630 giunse la peste che decimò la popolazione e, assieme agli scontri militari, determinò l’inizio di una crisi economica inarrestabile che portò spesso la popolazione locale ad emigrare stagionalmente verso la pianura e la Francia occitana.

 

La popolazione, malgrado alcuni tentativi in epoca giolittiana, non crescerà mai più e verrà ulteriormente falcidiata dalle due guerre.

 

 

Note di Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,