Lusia


Comune di Lusia – (RO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E761
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 3629
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lusia dovrebbe derivare il nome da un insediamento legato alla Gens Luxia, alla quale apparteneva Caio Mario, il console che sconfisse definitivamente la popolazione dei Cimbri nella battaglia dei Campi Raudii (presso Vercelli) nel 101 a.C.

La figlia del console, Maria Terzia, avrebbe vissuto in una villa rustica nell’attuale territorio di Lusia, con il padre: i territori conquistati vennero infatti distribuiti ai veterani e in parte occupati dallo stesso Mario che fece costruire fattorie per la bonifica e lo sfruttamento agricolo.

 

I ritrovamenti confermano che il territorio era già colonizzato in età romana, a questo si riferisce l’urna in forma di colonna, ritrovata durante gli scavi archeologici, che Maria Terzia (cioè terzogenita di Caio) fece fare per i resti mortali del marito Quinto Bebio Cardilliaco, come testimonia la scritta dedicatoria Q. BAEBI C.F CARDILIACI MARIA C.F. TERTIA UXOR (abbreviazione di “Quinto Baebi Caji Filio Cardiliaci Maria Caji Filia Tertia Uxor” che si traduce con “[per] Quinto Bebio, figlio di Caio Cardialiaco [la] moglie Maria Terzia figlia di Caio [fece fare]”).

 

Sempre la tradizione vuole che, sui ruderi dell’antico insediamento della villa di Maria Terzia, devastata durante le invasioni barbariche, gli Estensi facessero costruire il castello di Lusia, intorno all’anno 1000, per controllare il territorio.

 

Conteso dalle varie famiglie feudali del territorio (soprattutto tra Carraresi ed Estensi) venne conquistata da Francesco d’Este nel 1305, la cui famiglia ne mantenne il dominio, tra alterne vicende, fino al 1395.

 

Successivamente la contea di Rovigo, comprendente Lusia, venne data in garanzia alla Repubblica di Venezia per ottenere un ingente prestito finanziario. Alla scadenza del quinquennio previsto per il rimborso del prestito, la contea passò definitivamente a Venezia permettendo alla Serenissima il controllo degli sbocchi fluviali dell’Adige e del Po nell’Adriatico.

 

A Lusia, nei primi anni del 1600, si instaurarono i veneziani Morosini che trasformarono il castello in una sfarzosa villa protetta da solide mura. I Morosini, patrizi veneti, appartenevano al gruppo delle sedici famiglie Tribunizie e diede alla Repubblica di Venezia ben quattro dogi.

 

Il 20 aprile 1945, alle ore 11,30, il paese venne devastato dai bombardamenti aerei, che cancellarono il municipio, gli uffici pubblici, l’antica chiesa parrocchiale e la villa Morosini. L’ingente opera di ricostruzione vide risorgere la nuova Lusia a circa 300 metri dall’Adige con la sua nuova chiesa inaugurata nel 1958.

 

A questa ricostruzione “dalle ceneri” della’antica Lusia si riferisce simbolicamente la “fenice” dello stemma comunale concesso una prima volta, assieme al gonfalone, con decreto del Presidente della Repubblica del 25 giugno 1952, e successivamente modificato con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 marzo 2000.

 

Lo stemma in uso si blasona: “Troncato: nel PRIMO, di azzurro, alla fenice d’oro, sulla sua immortalità di rosso; nel SECONDO, d’oro, al cippo cilindrico di marmo bianco-grigio al naturale, caricato dalla scritta in quattro righe in lettere maiuscole di nero, la prima riga, Q. BAEBI C.F., la seconda riga, CARDILIACI, la terza riga, MARIA C.F., la quarta riga, TERTIA UXOR”.

 

Mentre il gonfalone è descritto come “Drappo tagliato di giallo e di azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma, con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

 

Lo stemma precedente conteneva gli stessi elementi, ma in uno scudo partito, anziché troncato.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Troncato: nel PRIMO, di azzurro, alla fenice d’oro, sulla sua immortalità di rosso; nel SECONDO, d’oro, al cippo cilindrico di marmo bianco-grigio al naturale, caricato dalla scritta in quattro righe in lettere maiuscole di nero, la prima riga, Q. BAEBI C.F., la seconda riga, CARDILIACI, la terza riga, MARIA C.F., la quarta riga, TERTIA UXOR”.

 

Colori dello scudo:
azzurro, oro
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
cippo, colonna, epigrafe, fenice, immortalità, lettera, marmo, riga, scritta
Attributi araldici:
caricato, cilindrico, maiuscolo, romano

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Archivio Centrale dello Stato

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


Drappo tagliato di giallo e di azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma, con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.”

Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: tagliato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 24/03/2000

      Decreto di concessione del nuovo stemma e gonfalone.

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 02/06/1889
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 25/06/1952