Lugo


Comune di Lugo – (RA)

Informazioni

  • Codice Catastale: E730
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 32777
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Derivata dal romano FUNDUS LUCUS (fondo agricolo presso il ‘bosco sacro’, contrapposto a “silva” che è il ‘bosco selvaggio’), ma certamente di origine più antica (sono state rinvenute tracce di insediamenti risalenti al V millennio prima di Cristo) è nominata, per la prima volta, in un documento di papa Adriano I del 782 dove è riportata come FUNDUS CENTO. Nel 981 è ridenominata MASSA DE SANCTO ILARO.

Nel 1147 compare come FUNDO LUCUS e, nel 1264, come VILLA LUGI (la pronuncia gutturale delle “g” determinerà il toponimo attuale).

Nel XIII il papa Innocenzo III la cedette all’arcivescovo di Ravenna Alberto, che fece costruire la prima fortificazione, poi inglobata nella Rocca ancora esistente.

Passata sotto il dominio dei Da Polenta, poi dei Pepoli, quindi dei Visconti, dal 1437 appartenne agli Estensi che la manterranno fino al 1597, quando questa dinastia perdette tutti i territori legati al Ducato di Ferrara (mantenendo solo Modena e Reggio Emilia) in favore dello Stato della Chiesa.

Nel 1859, attraverso un plebiscito, LUGO fu annessa al Regno di Sardegna assumendo nel 1868 il determinante DI ROMAGNA (per distinguersi da Lugo di Vicenza), attualmente abolito.

Lo stemma, antico ma riconosciuto dal Capo del Governo solo con Decreto del 7 marzo 1929, testimonia la lunga soggezione all’arcivescovo ravennate, infatti, l’emblema è l’insegna della Diocesi di Ravenna, riportata anche in numerosi documenti e monumenti di epoca bizantina: si tratta essenzialmente di una croce d’altare, segno di stabilità della fede, dalla quale si invola la colomba della pace, in riferimento all’episodio di Noè, che verificò la cessazione del diluvio liberando una colomba che ritornò all’arca con un ramoscello d’ulivo nel becco, segno che la collera divina era placata e che erano tornati a verdeggiare gli alberi.

Blasone: “Di rosso, alla croce d’argento, ritrinciata e pomata nel capo e dai lati, patente in punta, accantonata alla destra del capo da una colomba dello stesso metallo, volante verso il fianco destro dello scudo, con un ramoscello verde di olivo tenuto nel becco”. Blasone nostro.

Nota di Massimo Ghirardi
Si ringrazia Giovanni Villan per la gentile collaborazione

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso, alla croce d’argento, ritrinciata e pomata nel capo e dai lati, patente in punta, accantonata alla destra del capo da una colomba dello stesso metallo, volante verso il fianco destro dello scudo, con un ramoscello verde di olivo tenuto nel becco”.

Blasone nostro

Colori dello scudo:
rosso
Oggetti dello stemma:
colomba, croce ritrinciata, ramoscello

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 01/02/1936
    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 07/03/1929
    • Bolla Papale di concessione

      Concessione di papa Pio VII nel 1817.