Lavagna


Città di Lavagna – (GE)

Informazioni

  • Codice Catastale: E488
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 13013
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’antico centro di Lavagna si è sviluppato sulla sponda sinistra dell’Entella, inizialmente come centro dipendente dai vescovi di Genova. Lo stemma del Comune rappresenta questa situazione, col castello posto sulla riva di un fiume simboleggiato da una sbarra ondata.

Verso l’XI secolo divenne il centro principale di una contea soggetta a quelli che vennero detti appunto Conti di Lavagna, da questi avranno origine i Fieschi (famiglia dei papi Innocenzo IV e Adriano V) che diverranno feudatari di un ampio territorio posto tra il mare e la pianura padana, e che nel 1100 si opporranno aspramente ai dominio di Genova.

Nel XIII secolo Genova riuscì a mettere Lavagna sotto il controllo di Chiavari. i Fieschi entrarono a far parte della nobiltà della Repubblica di Genova, che cercheranno di conquistare attraverso la celebre Congiura ordita da Gian Luigi Fieschi contro i rivali Doria del 1549, e che costerà all’esilio la dinastia.

Note di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).
Casanova (Maria Letizia, a cura di). MUSEO ITALIA. La più grande mostra d’arte all’aria aperta, vol.3 Valle d’Aosta-Piemonte-Liguria. Curcio, Roma 1984.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro alla banda ondata d’azzurro, accompagnata in capo da un castello fondato sulla roccia, al naturale, e cimato da una gru, colla sua vigilanza d’argento. Motto: Entella”.

D.R. 23 febbraio 1890.

Colori dello scudo:
oro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 12/05/1889
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 11/10/1983