Konstanz


Comune di Konstanz – (KN)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Konstanz (Costanza, in italiano) è erede della romana Constantia, a sua volta edificata su un preesistente insediamento più antico di origine celtica. Il nome vuole onorare l’imperatore dell’epoca della costruzione Costanzo I “Cloro” (250-306) o, più probabilmente, il nipote Costanzo II (317-361).

 

Nel 585 il vescovo Maximus vi trasferì la sede episcopale da Vindonissa (oggi Windisch), dato che Costanza era meglio difendibile dalle incursioni barbariche. La città si trovava in una posizione molto favorevole: sulla riva del lago e lungo le vie di comunicazione verso le Alpi. I vescovi assunsero, quindi, il ruolo di signori feudali.

 

La cittadinanza cominciò ad affrancarsi dal potere vescovile, nel 1192, ottenendo lo status di “città imperiale” pur soggetta al governo del vescovo (al quale andava la metà delle imposte destinate all’imperatore).

 

Posta sotto la protezione imperiale nel XIII secolo (status di “città imperiale” documentato dal 1237), divenne un principato-vescovile

 

Per la sua posizione strategica vi si tenne un importante Concilio dal 1414 al 1418 che portò alla cosiddetta “Pace di Costanza” che se pose fine allo Scisma Occidentale del 1318 e all’elezione di papa Martino V nel 1415, il teologo boemo protestante Jan Hus vi venne condannato al rogo e giustiziato nel 1415 (il processo fu manipolato, al predicatore non fu concesso di discolparsi, nonostante fosse munito di salvacondotto imperiale). All’epoca, la città si denominava Costnitz (ragione per la quale il Concilio viene detto anche “di Costnitz” e ha originato il nome in lingua ceca: Kostnice).

 

La città chiese di aderire alla Confederazione Elevetica, ma i Cantoni rurali si opposero (temendo una predominanza delle città). Costanza aveva già formato in passato una Lega con Zurigo, San Gallo e Sciaffusa. Sarebbe stato il capoluogo della Turgovia, suo entroterra naturale (ruolo che spettò a Frauenfeld) e che ha originato l’enclave attuale.

 

Nel 1525, la città aderì ufficialmente alla Riforma e il vescovo fu costretto a spostare la propria sede a Meersburg.

 

Città protestante venne ferocemente combattuta da Carlo V, dopo un lungo assedio il 13 settembre 1548 dovette arrendersi e venne donata dall’imperatore al fratello arciduca Ferdinando e unita alla regione dell’Alta Austria, perdendo anche lo status di “città libera”. Dopo la “ricattolicizzazione” i principi-vescovi mantennero prudentemente la loro residenza a Meersburg.

 

Per promuovere Costanza economicamente, nel 1785, il governo dell’Alta Austria vi stabilì i profughi ugonotti di Ginevra, che dovettero lasciare la loro patria per ragioni ideologiche ed economiche. Questi iniziarono la produzione di tessuti e di tintura, industria che farà la ricchezza della città nei secoli successivi.

 

Nel 1806, Costanza venne incorporata nel Ducato di Baden.

 

Nel 1952, entrò nel Land del Baden-Württemberg.

 

Dopo le turbolente vicende confessionali, dal 1821 Costanza non è più una sede vescovile, la cattedrale è tutt’ora consacrata al rito cattolico, ma è governata da un Decano, uno dei 26 con questo titolodell’organizzazione dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia (Freiberg im Breisgau).

 

 

I sigilli cittadini più antichi risalgono al 1246 e mostrano inizialmente, come in molti altri esempi di sigilli civici, una cinta muraria con una porta difesa da una grata e torri. 

 

In un sigillo del 1397, compare lo stemma della città vero e proprio, una croce, inserita sotto il fornice della porta. Deriva probabilmente dallo stemma della Konstanzer Hochstift, con i colori mutati: quelli dell’abbazia vescovile sono attestati dal 1405: “d’argento alla croce di rosso”; mentre quelli della città sono: “d’argento alla croce di nero”; lo stemma cittadino si arricchì di un capo di rosso, che si vuole derivato dallo stendardo imperiale, concesso dall’imperatore Sigismondo, nel 1417, in segno di riconoscenza per aver ospitato il Concilio.

 

Lo stemma episcopale venne usato dal vescovo Ullrich Pfefferhard (1344-1351).

 

Dopo che la città divenne austriaca nel 1548, il sigillo cittadino (con muro e stemma) si arricchì di un’aquila imperiale accollante lo scudo austriaco.

 

Formalmente si blasona: “In Silber (Weiß) unter rotem Schildhaupt ein durchgehendes schwarzes Kreuz” che corrisponde all’italiano: “d’argento alla croce di nero, al capo di rosso”.

 

La bandiera della città, corrispondente allo stemma, era già in uso nel XVI secolo (raffigurata nel libro delle bandiere di Jakob Köbel nel 1544).

 

La città è gemellata con Lodi, Fontainebleau (Francia) e Richmond upon Thames (Inghilterra).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo araldico


“D’argento alla croce di nero, al capo di rosso”

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
capo
Pezze onorevoli dello scudo:
croce
Profilo Araldico

“Drappo di bianco alla croce di nero addestrato da un palo di rosso all’inferitura”.

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,