Kaluš


Città di Kaluš – ()

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Kaluš (Калуш, anche Kalush) è una città dell’Oblasst’ di Ivano-Frankivs’k, posta ai piedi dei monti Carpazi, nella regione storica polacca della Galizia (Galitien, in tedesco).

È capoluogo amministrativo dell’omonimo Raion (Consiglio Distrettuale) e della comunità territoriale della città di Kalush.

Il nome della città deriva probabilmente dalla fonte denominata “Kalyusha” – dalla quale sgorga acqua fortemente salina e dalla quale si estraeva il sale nell’antichità.

 

Lo stemma della città di Kaluš (Герб Калуша/Herb Kalusha) è stato ufficialemente adottato con deliberazione della XXVII sessione del Consiglio Comunale di Kaluš della XXI convocazione del 24 settembre 1993.

 

Si compone del classico scudo arrotondato di campo azzurro con una grande iniziale “K” d’oro sormontata da tre “forni da sale” d’argento, che indica la principale fonte di reddito dei salinari, e accompagnata in punta da un crescente di luna pure d’oro, che ricorda la vittoria del re Sobieski sui Turchi e che fu adottato anche dai feudatari della città, i Senyavsky.

 

Come molti altri stemmi ucraini lo scudo è incorniciato da un cartiglio decorativo e timbrato da una corona cittadina d’argento.

 

L’emblema risale al periodo del voivodato galiziano, durante il periodo sovietico. Nel 1978, fu approvato uno stemma differente con un cartiglio d’oro posto entro uno scudo con un cerchio d’argento sormontato dal nome d’oro della città “KALUSH” accompagnato dagli immancabili falce e martello.

Come detto, durante l’indipendenza dell’Ucraina il 24 settembre 1993, la sessione del Consiglio comunale ha riaffermato l’emblema precedente e ormai storico della città.

 

La bandiera ufficiale della città di Kalush è stata approvata con la medesima decisione della XXVII sessione del 24 settembre 1993. La versione ufficiale è uno stendardo quadrato azzurro con una lettera gialla “K” (da Kalush) sormontante la mezzaluna d’oro e sormontata dai tre “camini o forni da sale”.

 

Gli emblemi sono stati ideati dal noto storico ucraino Andriy Bogdanovich Grechylo (n.1963), specialista in araldica, vessillologia, faleristica, emblematica e sfragistica, nonché presidente della Società Araldica Ucraina

 

Storicamente sembra che l’insediamento nel territorio di Kalush esistesse prima del principato galiziano dei Volyn (sec. XII-XIII), i giacimenti di sale conosciuti nella regione cominciarono a essere sfruttati intensamente dal 1367 e furono la vera spinta dello sviluppo del villaggio. Del XV secolo è la prima menzione documentaria di Kalush, in un diploma del principe Svidrigail Olgredovich, rilasciato il primo giorno del gennaio del 1400 in Galizia, col quale concedeva il villaggio di Studinka all’anziano Podolsk Hrytska Kerdeevich. 

 

La successiva menzione è una carta del principe Fyodor Olgerdovich nel 1422, dove si nomina il villaggio di Novytsia e la sua affiliazione con la contea di Kalush.

 

Nel 1435 iniziò la colonizzazione polacca ed entro la fine del XV secolo i resti del vecchio ordine ucraino furono aboliti. Per consolidare la sua posizione, il governo polacco incoraggiò la creazione di parrocchie cattoliche romane. A Kalush, questo è stato segnato dalla costruzione di una chiesa cattolica romana nel 1469, con annessi un ospedale e una scuola dal 1478.  

 

Fino al 1549 rimase un villaggio della contea di Galizia, nel voivodato russo, in quell’anno il re polacco Sigismondo II Augusto diede la sua approvazione ai voivodi di Belz, Mykola Senyavsky, a “fondare” la città di Kalush con una propria giurisdizione. Kalush diventa una “città libera” secondo le leggi del Magdeburgo e adotta un proprio stemma per la prima volta, con i tre “forni da sale” su fondo rosso che testimoniano la produzione del sale come principale attività economica.

 

Nel luglio del 1594 i tartari saccheggiarono e distrussero la città che venne incendiata. All’inizio del secolo XVII Jakub Sobieski, padre del re Jan III Sobieski, divenne capo di Kalush e sotto di lui iniziò la ricostruzione della città che subì ancora altri attacchi da parte delle orde tartare nel 1617, 1620 e 1621 e un ulteriore furioso incendio. La città venne completata solo nel 1630.

Contemporaneamente la popolazione, ucraina, cercò di liberarsi della “protezione” polacca ribellandosi al potere dei nobili polacchi guidati da Bohdan Khmelnytsky. 

La città venne governata dal 1649 da Jan Sobipan Zamojski che la cedette a Jan Sobieski che il 16 ottobre 1672 la liberò sconfiggendo, con l’aiuto della popolazione, i tartari comandati dal khan Selim Girey.

 

Durante la prima spartizione della Polonia nel 1772, Kalush, come tutta la Galizia con parte della Volinia, passò sotto il dominio dell’Austria-Ungheria. La città di Kalush venne inserita nel distretto di Stryi e venne in possesso del principe Stanislaw Lubomyrski, nel 1782, che bandì immediatamente le saline private in favore del monopolio statale.

 

Nel 1918, quando fu costituita la Repubblica popolare ucraina occidentale, il popolo di Kalush cercò di liberarsi dalla protezione polacca. 

Nel 1919, Kalush, insieme a tutta la Galizia, fu rioccupata dalla Polonia e rimase il centro della contea di Kalush. I residenti di Kalush si sono opposti alla politica di polonizzazione forzata, fondando il gruppo Ridna Shkola. 

 

Il 19 settembre 1939 in città fu stabilito il potere sovietico rimasto in vigore fino all’istituzione dell’Ucraina come stato indipendente.

 

La città di Kalush ha concluso accordi pertinenti per stabilire relazioni amichevoli con un certo numero di città, tra le quali: Little Rock (USA), Gorlice e Kędzierzyn-Kozle (Polonia),

Vienna (Austria), Backa Palanka (Serbia) e Sein (Romania).

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

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