Gualdo Tadino


Comune di Gualdo Tadino – (PG)

Informazioni

  • Codice Catastale: E230
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 15740
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

TADINUM fu un’importante Municipium Romano nel 266 a.C. lungo la Via Flaminia che portava da Roma alla costa adriatica di Fano, sorta su un precedente insediamento Umbro (forse) identificabile con la TARSINA nominata nelle cosiddette “Tavole Eugubine”.

Nel 217 a.C. fu assediata e distrutta da Annibale, successivamente alla battaglia del Lago Trasimeno.

Nel III secolo avvenne l’evangelizzazione del territorio per opera di S. Feliciano, vescovo di Foligno.

Venne attaccata e saccheggiata dai Goti di Totila, lo stesso re fu ferito in quest’occasione e sconfitto nel 552 dal generale bizantino Narsete.

Nel 996 fu distrutta dalle armate dell’imperatore Ottone III, successivamente nel 1007 le sede episcopale fu trasferita nella sicura Rocca di Noce.

Nel 1180 fu ricostruita con il nome di GUALDUM in una posizione leggermente diversa dalla precedente. Gualdo è un toponimo di origine germanico (longobardo), derivante da “Wald” (bosco) attestante la presenza di fitte foreste, nel diritto medioevale è spesso associato al nome di un “dominus”: un proprietario, giacché i boschi erano un importante parte dei patrimoni terrieri.

Nel 1237 fu ricostruita dopo un tremendo terremoto sul Colle S. Angelo, costruì le mura e la Rocca Flea sotto la protezione dell’imperatore Federico II, che concesse ordinamento comunale, questo però non evitò la sottomissione a Perugina nel 1251.

Nel 1459 fu annessa allo Stato Pontificio, papa Leone X creò la Legazione per il controllo della posizione strategica al confine con il Ducato di Urbino.

Papa Gregorio XVI nel 1833 aggiunse TADINO come determinante a GUALDO, per distinguerlo da altri centri omonimi, accettando la tradizione che identificava l’abitato con l’erede della scomparsa città romana, lo stesso pontefice riconobbe il titolo di città.

Nel 1860 fu unita al Regno d’Italia.

Lo stemma comunale è composto da uno scudo “d’argento alle tre bande di rosso” timbrato da una corona civica del rango di Comune e da un serto formato da un ramo di quercia e uno d’alloro legati da un nastro nei colori dello scudo.

[cfr. anche Gualdo Cattaneo (PG)]

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Michele Turchi

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento alle tre bande di rosso” timbrato da una corona civica del rango di Comune e da un serto formato da un ramo di quercia e uno d’alloro legati da un nastro nei colori dello scudo.
D.C.G. 14 dicembre 1932.

Colori dello scudo:
argento
Profilo Araldico

“Drappo di verde al capo di rosso…”

Gonfalone ridisegnato

Fonte: Michele Turchi

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: rosso, verde

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,