Gropparello


Comune di Gropparello – (PC)

Informazioni

  • Codice Catastale: E196
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2468
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La storia del paese è strettamente legata a quella del suo castello posto a controllo della valle del Riglio e dell’accesso all’abitato per chi proviene dalla pianura. Erede di un antico castrum romano posto a presidio della via per Veleja, antico centro egemone della collina piacentina.

Il castello e il borgo si denominarono fino a tempi recenti CAGNANO, nome che deriva da un antico fondo di tale Canius, mentre il toponimo GROPPARELLO, di origine longobarda (il termine “groppo” indicava una formazione montuosa tondeggiante), designava l’intero territorio del feudo.

Donato nel 780 da Carlo Magno al vescovo Giuliano II di Piacenza, il castello viene citato per la prima volta in un documento nell’840 come proprietà del vescovo di Piacenza, Seufredo II, alla fine del secolo è riportato come possedimento del Monastero benedettino della Val Tolla, poi passato ancora ai vescovi di Piacenza: il vescovo Filippo Fulgosio attorno al 1300 lascia il castello ai propri eredi, quando nel 1335 Piacenza ed il suo territorio passarono sotto il dominio ghibellino di Alberto Scoto e l’egemonia guelfa terminò, i Fulgosio dovettero fuggire dalla città e ritirarsi nel loro feudo di Gropparello.

Il resto della Val Riglio, con i castelli di Montechino e di Veggiola, invece fu concesso ai Nicelli, signori della vicina Val Nure.

I Fulgosio tennero il castello fino al 1464 quando Francesco Sforza, duca di Milano, lo cedette a Galeazzo Campofregoso.

Il castello passa poi a numerosi proprietari, tra i quali gli Anguissola, che lo mantengono fino al 1869, quando perviene al conte Ludovico Marazzani-Visconti che lo fa restaurare per riportarlo alle forme “originali” che attualmente si possono vedere.

Solo nel 1832 il territorio della Val Riglio si riunì a quelli della Val Vezzeno e della Val Chero per dare origine a quello che sarebbe in seguito divenuta la circoscrizione amministrativa del Comune di Gropparello

Dopo la seconda metà del XIX secolo il toponimo GROPPARELLO prevalse sugli altri, ad indicare il paese, mentre quello di Cagnano cadde in disuso.

Lo stemma del Comune, che mostra una torre, simbolo dell’autonomia, che riecheggia una delle torri del castello (semplificata) si può blasonare: “D’oro, alla torre in raffigurazione naturalistica, munita di tre merli alla guelfa, chiusa e finestrata di nero” (Foppoli-Savorelli).

Non siamo a conoscenza che sia mai stato formalmente concesso al Comune che, però, lo ha in uso da tempo.


Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003
Cafferini (Leonardo), PIACENZA E LA SUA PROVINCIA, Provincia di Piacenza, Piacenza 2005
Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro, alla torre in raffigurazione naturalistica, munita di tre merli alla guelfa, chiusa e finestrata di nero”.

Tratto dallo “Stemmario della Regione Emilia-Romagna”.

Colori dello scudo:
oro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,