Gignod


Comune di Gignod – (AO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E029
  • Codice Istat:
  • CAP: 11010
  • Numero abitanti: 1612
  • Nome abitanti: gignolins
  • Altitudine: 988
  • Superficie: 988
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 9.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma comunale riproduce, con una variante (il capo d’argento anziché d’oro), lo stemma della dinastia dei Pallavicino, che fu una delle maggiori e più antiche casate feudali dell’Italia Settentrionale, e uno dei rami più fiorenti (insieme ai Malaspina e agli Estensi) dell’antichissima stirpe obertenga, del ramo cosiddetto adalbertino, di cui facevano parte anche i marchesi di Massa, Corsica, Parodi e Gavi. Ebbero potere nell’area tra Cremona, Parma e Piacenza, in cui costituirono uno Stato (detto appunto Stato Pallavicino, comprendente Busseto, Zibello, Cortemaggiore ecc. Gli antenati dei Pallavicino si stabilirono nella valle Padana, tra Cremona e Piacenza, alla fine dell’XI secolo. Dal marchese Oberto detto Pelavicino, in riferimento alla sua rapacità, deriva il nome della famiglia, che ottenne da Federico I la conferma dei feudi ereditari nel futuro Stato Pallavicino. Il nipote Guglielmo, morto nel 1217, fu il capostipite di tutte le linee note della famiglia, una delle quali, nella persona di Bartolomeo, acquisì nel 1459 il feudo e il castello di Stupinigi e si trasferì in Piemonte. Questa linea, dalla quale si staccò a sua volta il ramo dei marchesi di Ceva, ebbe importanti incarichi alla corte dei Savoia e diede origine a un’ulteriore linea signorile, investita dei marchesati di Frabosa Soprana e Frabosa Sottana, Bossolasco e Murazzano, delle contee di Mombasiglio e Villar San Costanzo e delle signorie di Briga e Somano. Un membro di quest’ultimo ramo, Adalberto marchese delle Frabose, fu investito nel 1591 della signoria di Bosses e sposò Philiberte de La Creste, erede della baronia di Gignod e delle signorie da essa dipendenti: Allein, Doues, Etroubles, Saint-Etienne, Saint-Martin-de-Corléans, Saint-Oyen e Saint-Rhémy. Tra i suoi discendenti, l’ultima delle quali, Marianna, morì nel 1865, il più noto fu Filippo Guglielmo, barone di Saint-Rhémy (1662-1732), primo viceré di Sardegna dopo l’annessione dell’isola agli Stati sabaudi (1720).
Alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento il Comune fece occasionalmente uso dello stemma dei nobili De Gignod (De Gignio), cosignori del luogo, citati in vari documenti tra il 1281 e il 1409, che portavano: d’oro al castello turrito di due pezzi e merlato alla guelfa, il tutto di rosso murato di nero e aperto nel campo, cimato da un corvo di nero passante sulla cortina.

Nota di Joseph Rivolin

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Cinque punti di rosso equipollenti a quattro di argento; al capo d’argento, caricato dall’aquila bicipite di nero, con entrambe le teste coronate all’antica, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 17 settembre 1993

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
capo, scaccato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di nero, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le partii di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 17/09/1993 Guarda il decreto