Gifflenga


Comune di Gifflenga – (BI)

Informazioni

  • Codice Catastale: E024
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 135
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del comune di Gifflenga è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 novembre 2018, nel quale si legge il blasone: «Semitroncato partito: nel primo, d’azzurro, alle tre losanghe accollate, poste in fascia, d’oro, col capo dello stesso, alla fascia di rosso; nel secondo, d’argento, calzato di rosso, alla spada posta in palo, con l’impugnatura in punta, di nero; nel terzo, d’argento, alle tre piante di riso unite, al naturale, accompagnate in punta dalla gemella ondata, posta in fascia, d’azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»

 

Nel primo campo sono presenti alcuni elementi ripresi dai blasoni delle principali storiche famiglie che ebbero in feudo il territorio: gli Avogadro della Motta (che portavano uno scudo fasciato d’oro e di rosso, di dieci pezzi) ed i Parella di San Martino.

 

Nel secondo è raffigurato simbolicamente un mantello rosso diviso da una spada per ricordare il celebre gesto di san Martino di Tours, al quale era dedicata la pieve medievale di Gifflenga, sul luogo della quale sorge l’attuale chiesa parrocchiale.

 

Nella terza sono simboleggiate le risorse del territorio che ne caratterizzano l’economia da secoli: le piante di riso (tre come il numero dei cantoni, cioè frazioni, nei quali è suddiviso il comune, e la gemella ondata azzurra richiamante le acque del torrente Cervo.

 

Vi si coltiva una particolare varietà di riso (“Baraggia”) molto pregiata e la risicoltura ha avuto avvio fin dalle opere di bonifica del XVIII secolo con una intensificazione nel corso del XX secolo, con le grandi canalizzazioni e regimentazioni delle abbondanti acque.

 

Il gonfalone è descritto come un: “Drappo partito di bianco e rosso…”.

 

Il toponimo, deriva con molta probabilità dal termine germanico/lombardo ghiffa, con significato di “palo di confine” ed è attestato per la prima volta in un documento del 926, periodo nel quale è menzionata anche la chiesa pievana di San Martino (nella frazione Bonda).

 

Dopo essere stata a lungo soggetta al dominio del vescovo-conte di Vercelli, nel XIII secolo fu concessa al conte Ardizzone di San Martino e nel 1407 entrò a far parte dei domini dei Savoia, che ne concessero il feudo ai Castellengo, poi gli Avogadro e, infine, ai De Rege nel 1722.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Comune di Gifflenga. CENNI STORICI. In http://www.comune.gifflenga.bi.it/portals/1514/SiscomArchivio/2/STORIA%20DI%20GIFFLENGA.pdf

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Semitroncato partito; nel PRIMO, d’azzurro, alle tre losanghe accollate, poste in fascia, d’oro, col capo dello stesso, alla fascia di rosso; nel SECONDO, d’argento, calzato di rosso, alla spada posta in palo, con l’impugnatura in punta, di nero; nel TERZO, d’argento, alle tre piante di riso unite, al naturale, accompagnate in punta dalla gemella ondata, posta in fascia, d’azzurro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
argento, azzurro, oro, rosso
Partizioni:
semitroncato partito
Oggetti dello stemma:
impugnatura, losanga, pianta di riso, spada
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia, gemella
Attributi araldici:
accollato, accompagnato in punta, calzato, in punta, ondato, posto in fascia, posto in palo, unito

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di rosso…”

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 28/11/2018