Gazoldo degli Ippoliti


Città di Gazoldo degli Ippoliti – (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: D949
  • Codice Istat:
  • CAP: 46040
  • Numero abitanti: 3033
  • Nome abitanti: gazoldesi
  • Altitudine: 35
  • Superficie: 35
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 15.2

Storia dello stemma e del comune

Gazoldo, fino al 1879 GAZZOLDO, è un antico insediamento dal nome derivato forse da un oscuro personaggio germanico, Galto o Gaggio (da gahagi: porzione di terreno riservato) e Altus (elevato), è oggi nota ai più per esser la culla delle industrie della famiglia Marcegaglia, la sua storia è narrata succintamente in una lapide posta sotto il portico di Palazzo Ippoliti, oggi sede del Municipio:

“Impalmatosi nel 1305 Albertino degli Ippoliti con Felicina, figliola di Furlino, in parentela a Guido Bonacolsi, questi assegnò in dotazione il feudo di Gazoldo che apparteneva al casato dei Bonacolsi [signori di Mantova].
L’imperatore Carlo IV nel 1365 dichiarò poi Vicari i conti Ippoliti, istituendo Gazoldo Feudo Imperiale. Con investitura [del] 16 maggio 1747 l’imperatore confermò nel possesso del feudo di Gazoldo i marchesi Nicola e Paolo degli Ippoliti, con che dipendesse dal Sacro Romano Impero per gli oggetti di civile amministrazione, svincolato dalla soggezzione del [vescovo] Diocesano e direttamente soggetto alla Santa Sede per gli oggetti ecclesiastici.
Gazoldo, sebbene di non molti caseggiati, si presenta elegante ed in ridente posizione a cavaliere dell’antica e bella Via Postumia”.

Gli Ippoliti furono un’antica famiglia, che afferma di discendere dal cavaliere romano Ippolito, capitano delle guardie dell’Imperatore, martire cristiano. A seguito dello sterminio della famiglia i superstiti si trasferirono al Nord, identificandosi con nome di Ippoliti.
Ebbero possessi intorno a Suzzara, affidati loro dal vescovo di Mantova.

Con la conquista del potere sul territorio di Mantova da parte dei Gonzaga a spese dei Bonacolsi, congiunti e alleati degli Ippoliti, questi ultimi, certamente con l’esborso di una forte somma di denaro, si fecero investire nel 1354 del titolo di conti di Gazoldo, per mettersi al sicuro dalle cupide mire dei potenti vicini (e nemici), soggetti direttamente all’Imperatore. La signoria indipendente durò formalmente fino al 1796, con l’arrivo delle armate francesi, che istituirono anche il Comune. Con la restaurazione il marchese Carlo Maria degli Ippoliti ebbe riconosciute le sue proprietà. La famiglia si è estinta nel XIX secolo. In loro omaggio il Municipio decise di adottare il determinante “degli Ippoliti” nel toponimo del Comune nel 1879 (e di eliminare una “z”).

Nel 1803 con nota del 28 marzo del Prefetto del Mincio, il Ministero del Culto della Repubblica Cisalpina abolì anche il privilegio “nullius dioecesis” della parrocchia di Gazoldo, aggregandolo alla Diocesi di Mantova.

Lo stemma dell’attuale Comune riprende un’antica impresa dei conti Ippoliti di Gazoldo, la fenice rinascente dal rogo (tecnicamente detto “immortalità”) che fissa il sole, con il motto “HINC VITA PERENNIS” (“da questo vita eterna”).

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione prestata

Bibliografia:

Castagna M. STEMMI E VICENDE DI CASATE MANTOVANE, Zanetti, Montichiari 2002.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro alla fenice nella sua immortalità, movente da una campagna di verde e mirante un sole raggiante d’oro. Motto: Hinc vita Perennis”.

D.R. del 8 marzo 1936.

Colori dello scudo:
azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,