Galatina


Città di Galatina – (LE)

Informazioni

  • Codice Catastale: D862
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 27299
  • Nome abitanti: galatinesi
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Le prime notizie storiche relative a Galatina risalgono al primo medioevo, anche se è certo che la città esistesse anche in epoca precedente; il suo nome deriva dal nome di famiglia Galâtos, probabile proprietaria in origine di terreni nel territorio.

Fu saccheggiata dai Goti e pesantemente danneggiata durante le scorrerie saracene del IX secolo; passata sotto il dominio normanno fu coinvolta nelle lotte tra questi e il pontefice e, successivamente, in quelle tra angioini e aragonesi.

Lo stemma di Galatina porta una civetta coronata in campo azzurro (ne esiste anche qualche versione precedente con il fondo rosso) sormontata dalle chiavi di San Pietro al di sopra delle quali è presente un’altra corona; fino XIX secolo era anche presente il motto, tratto dal Vangelo di Matteo (16, 18): ADVERSUS HANC PETRAM PORTAE INFERI NON PREAVALEBUNTU (le forze del male non prevarranno su questa pietra, in questo caso nell’accezione che il male non avrebbe prevalso su Galatina).

L’elemento più antico dello stemma sono proprio le chiavi, concesse dal papa Urbano VI (Bartolomeo Prignano di Napoli, 1378-1388), simbolo che ricorda come la città, in un’area di obbedienza greco-ortodossa, fosse ritenuta centro di irraggiamento della fede romana già a partire dal suo predecessore papa Marziano III (il cui nome è, in realtà un’alterazione del nome di Marino II, detto anche Martino III, che fu papa fino al 10 maggio 946). Galatina fu l’unica città, al di fuori dello Stato della Chiesa, a godere di questo simbolo per espresso privilegio pontificio, insieme a ciò assunse anche il nome di San Pietro in Galatina per significare che essa era inclusa tra le “terre di San Pietro” (una tradizione leggendaria fa invece risalire il cambio di nome al passaggio dell’Apostolo nelle sue terre).

Successivamente, sempre per speciale privilegio di Urbano VI, fu aggiunto il motto quale riconoscimento del valore mostrato dai galatinesi, guidati dal loro duca Raimondello Del Balzo Orsini, nella difesa di Nocera , città nella quale si trovava il pontefice, durante l’assedio del 1385.

La civetta, animale sacro della dea greca Atena e del suo corrispettivo romano Minerva, fu aggiunta per distinguere lo stemma galatinese da quello delle altre città portanti anch’esse le chiavi di San Pietro e per ricordare le origini magno-greche di Galatina stessa, che alcuni vorrebbero di fondazione ateniese.
La corona baronale presente al di sopra delle chiavi fu concessa da re Ferdinando IV che, con decreto del 20 luglio 1793, elevò il centro al rango di “città” e le conferì i privilegi di “baronia”, in riconoscenza della sua fedeltà alla Corona.

Dopo l’unità d’Italia (1860) fu abbandonato il motto e l’appellativo “di San Pietro”.

Nota a cura di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo.

Bibliografia:

Galatina in Comuni d’Italia. Puglia, IEI, Acquaviva d’Isernia 2000, p. 199.

Maria Fatima Rollo, Galatina in Gli stemmi raccontano, a cura di Antonio Maglio, Quotidiano, Lecce 1994.

Sito web del Comune di Galatina, Stemma, consultato il 20 agosto 2017.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Di azzurro, caricato da due chiavi pontificie di color oro, poste in croce di Sant’Andrea, con l’ingegno rivolto verso l’alto e cimate in capo da una corona, di tre punte dello stesso, e da una civetta (simbolo di Athena) posta in maestà. Al capo del blasone segni esterni di Citta’, sui lati ramoscelli di ulivo e alloro.

 

Dallo statuto comunale

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
Athena, chiave, civetta, corona, ingegno, punta
Attributi araldici:
caricato, cimato in capo, pontificio, posto in croce di sant'Andrea, posto in maestà, rivolto, verso l'alto

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di colore azzurro, caricato dall’arma comunale…”

Note


Malgrado lo Statuto prescriva un gonfalone di azzurro viene utilizzato un gonfalone di bianco.

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 20/07/1793

      Decreto di Ferdinando IV di Borbone