Gaeta


Comune di Gaeta – (LT)

Informazioni

  • Codice Catastale: D843
  • Codice Istat:
  • CAP: 4024
  • Numero abitanti: 21546
  • Nome abitanti: Gaetani
  • Altitudine: 2
  • Superficie: 2
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 62.9

Storia dello stemma e del comune

Secondo la leggenda proposta da Virgilio fu fondata dall’eroe trojano Enea su un promontorio con il nome di CAIETA, che la volle dedicare alla sua nutrice omonima morta in quel luogo. Secondo il cronista Strabone la città di KAIATAS fu fondata da coloni greci derivandolo da “kajàdas” (cavità, insenatura).
Da questa città proverrebbero i Caietani (o Caetani) dai quali nacque Benedetto, che nel 1294 fu eletto papa col nome di Bonifacio VIII.

La città venne scelta nell’842 come sede episcopale in sostituzione di Formia, distrutta dai Saraceni, e dalla cui cattedrale vennero traslate le reliquie di S. Erasmo.
Il centro era già esistente dal II secolo a.C. come porto.
Nel IX secolo è sotto il dominio della famiglia dei Docibile, che guidano la popolazione nella guerra contro i musulmani che culminò nella storica battaglia del Garigliano del 915.
Fu sede di un duca imperiale e successivamente si eresse in Repubblica Marinara.
Dopo la morte del duca Giovanni V nel 1032 fu inglobata nel Regno Normanno di Ruggero II.
Nel 1227 l’imperatore Federico II ricostruisce il castello.
In seguito fu contesa tra Aragonesi e Angioini.
Nel XVIII secolo fu soggetta agli Asburgo. Dal 1734 ai Borboni che ne ricostruirono gran parte.
Nel 1848 fu ospite della città il papa Pio IX Mastai Ferretti che la elevò a sede arcivescovile con giurisdizione su Minturno, Formia e Fondi.
Con l’Unità d’Italia passò alla Provincia di Roma e, dal 1934, a quella di Latina.

Lo stemma, molto semplice, nella forma aulica è caricato su di un “cartoccio” dorato ed è formato da uno scudo inquartato di rosso e d’argento, timbrato da una corona ducale.

Secondo la tradizione lo stemma deriva da quello di papa Gelasio II, al secolo Giovanni Gaetani d’Aragona nato nella città intorno al 1064, monaco benedettino.

Durante il brevissimo pontificato (10 marzo 1118?-28 gennaio 1119) fu perseguitato dai ghibellini romani e Cencio dei Frangipani lo imprigionò in una torre dalla quale fu liberato dalla popolazione, ma fu costretto a fuggire prima a Capua e poi a Gaeta, mentre a Roma l’imperatore Enrico V imponeva un antipapa: Gregorio VIII.
Famoso l’episodio della sua ulteriore fuga a Benevento, sulle spalle del cardinale Ugo di Alatri, perché infermo e incapace di camminare speditamente. Da quella città il papa raggiunse il mare e, passando per Genova, andò a morire di pleurite presso l’abbazia di Cluny in Borgogna.

Nota: non ci sono certezze sull’esistenza dello stemma di papa Gelasio II, che alcuni autori rappresentano “Inquartato d’argento e di rosso, alla banda azzurra attraversante caricata di tre stelle d’oro a sei punte”.

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Altre immagini



Profilo araldico


“Inquartato di rosso e d’argento”.

D.R. 1 marzo 1939.

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
inquartato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo inquartato di rosso e di bianco…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 01/03/1939


    • di concessione

      Antico diritto