Foggia


Città di Foggia – (FG)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: D643
  • Codice Istat:
  • CAP: 71100
  • Numero abitanti: 152747
  • Nome abitanti: foggiani
  • Altitudine: 76
  • Superficie: 76
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Secondo la leggenda, nell’XI secolo la città di Arpi (che sorgeva a pochi chilometri dall’attuale Foggia) venne distrutta e i profughi cercarono un posto dove fondare una nuova città. Alcuni pastori videro comparire, sospese sull’acqua, tre fiammelle sopra un acquitrino nello sperduto Borgo del Gufo; esse indicavano il luogo dove era stata occultata una antichissima immagine della Madonna (detta “dei sette veli”) che venne recuperata e posta al riparo dentro ad una grotta (in latino “fovea”, cioè una cavità usata come cisterna).

Roberto il Guiscardo fece prosciugare il pantano ed edificare una cappella (che divenne in seguito l’attuale cappella di Santa Maria della Fovea) dove conservare la sacra immagine intorno alla quale si sviluppò un centro abitato che ne rpese il nome: FOVEA appunto, poi divenuto FOGGIA.

Nel 1179 l’icona fu trasferita nella nuova cattedrale voluta da Guglielmo II “il Buono” e detta perciò “di Santa Maria Icona Vetere”.

Guglielmo II era in realtà interessato alle esazioni fiscali sugli armenti in transito, per questo finanziò la costruzione di un presidio urbano. Ancora dopo il 1442, quando la città passò dal dominio degli Angioini a quello degli Aragonesi, la città era ritenuta importante per questo ruolo fiscale e nel 1468 avvenne il trasferimento della Regia Dogana dalla sede di Lucera (istituizione fondata da Alfonso d’Aragona nel 1447 per la protezione degli armenti, per i quali Foggia era un importante centro di convergenza dei tratturi della Transumanza).

Note di Massimo Ghirardi

Si ringrazia l’associazione AS.SO.RI di Foggia per la collaborazione

E’ risaputo, infatti, che l’intera zona, fin dalla civiltà arpana, si presentava malsana, “ricca” di acquitrini, laghetti e pantani, nonché folta di boscaglie e canneti, tanto che gli scampati dall’Antica Arpi, poterono trovare tra essi, rifugio per sfuggire alle rappresaglie, saccheggi e razzie, ad opera di saraceni e malviventi che all’epoca imperversavano nell’intero meridione.
Ciò avveniva, da come si diceva, dopo la distruzione di Arpi da parte dell’Impero Romano.
Tra tali “ripari”, ” i fuggiaschi” – da ciò Foggia? – costruirono capanne e pagliai, per essere sempre pronti alla fuga, vivendo di pascolo e caccia.
Sull’intero sito, poi, già luogo di alcuni ritrovi sparsi, chiese e conventi, favoriti dalla buona posizione geografica, perché ceppo d’incontro dei vari tratturi, col tempo trovarono posto alcune taverne, tra cui la “Taverna del Gufo”, tanto che, secondo alcune testimonianze tramandate nel tempo, risulta che l’intero agglomerato veniva indicato con il nome di “Borgo del Gufo”. Tali taverne, erano solite ospitare viandanti e pellegrini, i quali, in esse, trovavano di che rifocillarsi prima di riprendere i loro lunghi viaggi.

Ma un bel giorno doveva avvenire qualcosa che doveva far gridare al miracolo. Il ritrovamento del Sacro Tavolo della Madonna Dei Sette Veli, infatti, doveva segnare la data della nascita di questa Città.
Ciò avvenne nei pressi dell’attuale Piazza Del Lago, dove “Tre Fiammelle” affiorarono sull’acqua, attirando l’attenzione di alcuni buoi menati al pascolo prima, e di alcuni pastori poi. Il fatto fece si che dalla melma venisse ricavato e portato alla luce il Sacro Tavolo. Dopo i primi stupori, la Sacra Immagine fu portata alla citata “Taverna Del Gufo” per essere venerato.
Avvolto in “Sette Veli” oltre che da drappi ed altri panni pregiati, il Sacro Tavolo risultava portatore dell’Immagine della Madonna, Madonna che si vuole dipinta da San Luca.

Tratto dal sito sul Comune di Foggia sul quale è possibile trovare molte altre notizie.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Pasquale Fiumanò

Fonte: Tipografia Pelusi

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento a tre fiammate guizzanti dalla superficie del mare e in questo specchiantisi, il tutto al naturale”.

Decreto del 3 giugno 1941.

Stemma reperito da Giovanni Giovinazzo

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo troncato di azzurro e di rosso, bordato di porpora…”

Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 03/06/1941