Fiorenzuola d’Arda


Città di Fiorenzuola d’Arda – (PC)

Informazioni

  • Codice Catastale: D611
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 15024
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Fondata da Romani di Silla nel I secolo d.C. come FLORENTIA (col significato di “luogo fiorito” cioè “fiorente, prospero”) mutò nome dopo il V secolo in FLORENTIOLA per distinguersi dalla città etrusca di Florentia (l’attuale Firenze).

Per una serie di curiose coincidenze il nome si è connesso con quello del patrono San Fiorenzo vescovo di Orange che, secondo la leggenda, avrebbe resuscitato la figlia del comandante militare locale durante una sosta del suo viaggio verso Roma.

Il Comune, istituito dall’Amministrazione Francese come FIORENZUOLA, nel 1866 ha assunto il determinante D’ARDA, dall’idronimo del torrente che lambisce il capoluogo. Le armi del Comune presentano, in un campo rosso, tre “fiori” di rosa d’argento alludenti alla prosperità del luogo e richiamo, oltre che al nome, ai colori del capoluogo provinciale (rosso e argento sono i colori araldici di Piacenza).

 

Lo stemma con le rose ha ispirato diverse leggende.

 

Una rimanda alla battaglia che Lucullo combatté nei pressi dell’attuale abitato nel 73 a.C. durante la quale il condottiero, essendo in inferiorità numerica, temeva di soccombere, ma una miracolosa pioggia di rose sui suoi soldati diede la conferma del favore divino (ovviamente la battaglia fu vinta).

 

Un’altra storia è quella di un crudele signorotto del luogo che, in tempi immemorabili, rapì tre sorelle conducendole nelle foresta per abusarne, ma vennero trasformate dalla divinità silvana in tre rose appena il bruto tentò di abbracciarle, il quale punto dalle loro spine morì dissanguato.

Una terza racconta di quattro gemelli cavalieri, che intervennero a salvare alcune fanciulle di Fiorenzuola destinate ad esser sacrificate ad un terribile drago, tre dei fratelli morirono nell’impresa; all’unico sopravvissuto una delle ragazze, di nome Fiore, ricamò tre rose in filo d’argento sul mantello rosso per tramandarne la memoria.

I blasoni dei Comuni di Monopoli (Bari, concesso con Decreto del 9 marzo 1935) e quello di Fiorenzuola d’Arda (Decreto dell’11 marzo 1955) sono pressoché identici: “Di rosso a tre rose d’argento, disposte 2,1”. La differenziazione non è possibile nemmeno attraverso le corone di rango: entrambe di Città, sia per Monopoli che per Fiorenzuola (avendo anche questo Comune il titolo di Città concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 settembre 1956); L’unica differenziazione è ottenuta rappresentando in modo più naturalistico le rose di Fiorenzuola (per quelle di Fiorenzuola tecnicamente si potrebbe dire “gambute”: cioè provviste di stelo, o “di giardino” intendendo disegnate come al vero) anche se il blasone ufficiale non lo specifica per nessuno dei due.

Nota di Massimo Ghirardi e Renzo Barbattini

Si ringrazia il sindaco Romeo Gandolfi per la gentile collaborazione

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Romeo Gandolfi – sindaco di Fiorenzuola d’Arda

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini





Profilo araldico


“Di rosso a tre rose d’argento, disposte 2, 1″.

Colori dello scudo:
rosso
Oggetti dello stemma:
rosa
Attributi araldici:
posto 2-1

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Romeo Gandolfi – sindaco di Fiorenzuola d’Arda

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini




Profilo Araldico


“Drappo trinciato di bianco e di rosso…”

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: trinciato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 11/03/1955
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/09/1956
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 02/08/1955