Curino


Comune di Curino – (BI)

Informazioni

  • Codice Catastale: D219
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 460
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Già abitata in epoca preistorica, si sono trovati reperti che si possono far risalire alla seconda metà del I millennio a.C. appartenente ad una popolazione Ligure, che fu sostituita da una popolazione celtica fino alla occupazione romana avvenuta nel II secolo a.C., in particolar modo nelle vie di transito, mediante la costruzione di centri commerciali e presidi militari tra i quali il Castrum Quirinum da cui poi deriverà il nome Curino.

Il primo centro di cui si hanno notizie storiche certe è Sostegno, citato in un documento dell’882, per le sue cave di calce, probabilmente già in uso in epoca romana.

A partire dal X secolo, tutte queste terre furono donate dagli Imperatori alla chiesa di Vercelli, e la loro storia, a seguito di investiture e conflitti, si andò differenziandosi nei secoli successivi.

Nel Medio Evo, Curino era parte del Comitato di Pombia che Arduino d’Ivrea aveva ceduto al fratello Umberto e che, dopo la caduta del Primo Re d’Italia, passava nel 1014 al Vescovo di Vercelli Uguccione.

Nel 1243, fu venduto, dal legato del Papa, al Comune di Vercelli, salvo essere poi rivendicato dal Vescovo di Vercelli, Martino degli Avogodro di Quaregna, che non riconobbe la vendita.

Nel 1394, Nicolò Fieschi, conte di Lavagna, lo ottenne come feudo perpetuo a favore del figlio Antonio Fieschi.

Da questo momento in poi, Curino rimase legato al feudo pontificio di Masserano e, seguendone la storia, rimase indipendente dai Savoia fino al 1767 e, assieme a quello di Crevacuore, fu retto dapprima dai Fieschi conti di Lavagna e poi dai Ferrero Fieschi, elevandosi da Contea a Marchesato e, infine, a Principato.

Curino divenne allora un centro di attività di scambio con la Valsessera, la Valsesia e la pianura vercellese.

Nel corso del Novecento, Curino fu coinvolto in un massiccio fenomeno di emigrazione che portò allo spopolamento dei paesi: i Curinesi emigrarono dapprima come stagionali svolgendo attività di calzolai e bottai, poi come muratori e falegnami, soprattutto in Svizzera, ma anche in Francia, Stati Uniti, Argentina e Sudafrica.

 

Lo stemma comunale, concesso con Dpr 21 aprile 1999, vorrebbe essere uno stemma parlante riprendendo l’idea che Curino derivi da cor- coris, cuore, mentre, come si è visto, l’origine è prediale e, quindi, di tutt’altra natura.

Lo stemma si blasona: “Troncato : nel PRIMO, di argento, alla croce di rosso; nel SECONDO, di argento ai due cuori di rosso, il cuore posto a destra in parte sovrapposto al cuore posto a sinistra, essi cuori posti in fascia. Ornamenti esteriori da Comune”.

Con lo stesso decreto è stato concesso il gonfalone: “Drappo partito di rosso e di bianco…”

 

Note di Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato : nel PRIMO, di argento, alla croce di rosso; nel SECONDO, di argento ai due cuori di rosso, il cuore posto a destra in parte sovrapposto al cuore posto a sinistra, essi cuori posti in fascia. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
argento
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
croce, cuore
Pezze onorevoli dello scudo:
croce
Attributi araldici:
in fascia, in parte sovrapposto, posto a destra, posto a sinistra, posto in fascia, sovrapposto

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 21/04/1999 Guarda il decreto