Cortona


Città di Cortona – (AR)

Informazioni

  • Codice Catastale: D077
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 23036
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Città di antichissima origine, secondo una tradizione ripresa da Virgilio Cortona sarebbe da identificare con Corytum, terra natale a quel Dardano fondatore della città di Enea, tanto da dar luogo al detto popolare «Cortona: mamma di Troia e nonna di Roma», fondato sul III libro dell’Eneide.

Leggende a parte, Cortona fu sede di una delle dodici lucumonie etrusche, civiltà alla quale è dovuto lo stesso etimo, attestato nella forma Curtun in un’iscrizione votiva del III secolo a.C. Resta memoria di questo lontano passato nelle imponenti mura dallo sviluppo di circa tre chilometri (IV secolo a.C.), nelle necropoli caratterizzate da tombe nella forma cosiddetta “a melone”, nel monumentale altare funerario adornato da sfingi, fino alla cosiddetta Tabula Cortonensis, lamina bronzea con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca.

Sottomessa con la forza a Roma, nonostante un patto d’alleanza che però non venne rispettato, Cortona venne occupata dai Goti nel 450, dopo di che se ne perdono le notizie.

Fin dal XIII secolo la città fu un libero comune, governato da un podestà, sottoposto tuttavia alla diocesi di Arezzo, città verso la quale vi fu sempre una forte rivalità. Fu proprio a causa di questa impossibile convivenza che nel 1325 papa Giovanni XXII eresse Cortona a sede vescovile. In quegli stessi anni Cortona si alleò con Perugia, quindi con Firenze (1232), arrivando a occupare la città rivale. Nel 1258 Cortona venne a sua volta occupata e saccheggiata dall’esercito aretino, aiutato dagli stessi fuorusciti guelfi cortonesi nell’ambito delle lotte di fazione. Tre anni dopo i ghibellini di Cortona ripresero la città, grazie all’alleanza stretta con Siena.

Nel corso del XIV secolo la città su sottoposta alla signoria dei Casali, finché nel 1411 entrò a far parte del Dominio fiorentino, fino all’avvento al potere dei Medici, quando Cosimo I promosse costruzione della fortezza del Girifalco (1549), facendone una sede importante dal punto di vista militare. Cortona dette i natali a Luca Signorelli, tra i massimi pittori di epoca rinascimentale.

Nel 1727 fu fondata l’Accademia Etrusca, per opera dei fratelli Venuti, che ne fecero un centro di ricerca ante litteram per lo studio della civiltà etrusca, che fin da subito ebbe rilevanza presso gli intellettuali europei per le sue innovative caratteristiche. 

 

In merito alle insegne, scrive Bascapé (1969) che «il Comune di Cortona usò, probabilmente al principio del ’200, una matrice col drago – insegna civica –; il 28 (sic) aprile 1261, per solennizzare e commemorare la pacificazione delle fazioni, si sostituì al vecchio emblema, nella bandiera e nel pubblico sigillo, il leone marciano, perché in quel giorno cadeva la festa dell’Evangelista».

Simile la versione di Passerini (1864), secondo il quale i guelfi Cortonesi «durante l’esilio, ricordandosi che S. Marco era patrono di Venezia e protettore della sua libertà, si posero sotto il suo patrocinio, e ne invocarono la tutela. I successivi avvenimenti, e il trattato di pace firmato alla Badia al Pino il 20 aprile 1261, riportarono i guelfi alla patria; dove rientrarono il 25 di quel mese, giorno appunto dedicato a S. Marco. Per questo fatto fu dichiarato quell’evangelista patrono della città; e, come a Venezia, il leone alato (suo simbolo) fu adottato per arme dal comune».

Nei sigilli trecenteschi, a differenza del simbolo veneziano, il leone è passante e tiene un papiro in luogo del libro; negli esemplari del secolo successivo invece il leone sta accovacciato e tiene un libro aperto.

Negli stemmi, dei quali esistono notevoli esemplari monumentali, il leone viene raffigurato rampante in campo rosso, nimbato d’oro, con il libro dei Vangeli tra le branche anteriori. Negli esemplari fiorentini del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio (seconda metà sec. XVI), così come in quelli locali nel palazzo Casali o sul portale del Duomo, la fiera è rappresentata alata. Viene invece rappresentata senza appendici alate nelle Cappelle medicee di Firenze (prima metà sec. XVII) e, con minime eccezioni, in tutti i blasonari conservati negli archivi fiorentini e senesi.

L’insegna attualmente in uso si conforma alla tipologia degli esemplari monumentali esistenti in loco, e dunque con il leone alato. Il gonfalone, che esibisca la corona d’oro di Città, in quanto sede vescovile, porta il drappo di rosso.

 

 

(nota a cura di Michele Turchi)

 

Bibliografia

– E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, Firenze 1833-46, vol. I.

– L. Passerini, Le armi dei Municipj Toscani, Firenze 1864.

– A. Neppi Modona, Cortona etrusca e romana nella storia e nell’arte, Firenze 1977.

– G.C. Bascapè, Sigillografia, Il sigillo nella diplomatica, nel diritto, nella storia, nell’arte, Milano 1969-1978.

– G. Colonna, Virgilio, Cortona e la leggenda etrusca di Dardano, in: «Archeologia Classica», 32 (1980).

– G.P. Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze 1985.

– Gli stemmi dei Comuni toscani al 1860, a cura di G.P. Pagnini, Firenze 1991.

La Toscana paese per paese, voce a cura di Renato Stopani, Firenze 1980

Stemma Ridisegnato


Fonte: Michele Turchi

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso, al leone alato, d’argento, allumato di rosso, aureolato d’oro, tenente con entrambe le zampe anteriori, il libro chiuso, di verde, munito di due legacci d’oro e ornato da cinque borchie, poste quattro negli angoli e una centralmente, dello stesso, esso libro con il taglio di testa e quello davanti, visibili, d’oro; il tutto alla bordatura in filetto, dello stesso. Ornamenti esteriori da Città”.

Colori dello scudo:
oro, rosso
Partizioni:
bordato
Oggetti dello stemma:
borchia, legaccio, leone, libro, taglio davanti, taglio di testa, zampa
Pezze onorevoli dello scudo:
bordatura
Attributi araldici:
alato, allumato, anteriore, aureolato, caricato, chiuso, munito, ornato, posto centralmente, posto nell'angolo, sostenente, tenente, visibile

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Michele Turchi

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Colori del gonfalone: rosso
Profilo Araldico

“Drappo di rosso caricato al centro dello stemma comunale sormontato dal nome della città…”

bandiera ridisegnata

Fonte: Michele Turchi

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • di concessione – 01/10/1750

      Legge poiché sede vescovile.

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 22/04/2014