Corte Palasio


Comune di Corte Palasio – (LO)

Informazioni

  • Codice Catastale: D068
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1597
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del Comune sparso di Corte Palasio è stato regolarmente riconosciuto con D.P.C.M. del 16 ottobre 1954.

 

Il campo palato oro e verde è una variante dello stemma Passerini/Bonacolsi la nobile famiglia discendente da Rinaldo Bonacolsi detto “il Passerino” che possedevano terre nella zona.

 

Rinaldo dei Bonacolsi, detto il “Passerino” per via della bassa statura (1278-1328) fu Vicario Imperiale di Mantova di Enrico VII dal 1309 e signore di Modena, ma si comportò come un tiranno e venne anche scomunicato, al punto che la popolazione (sobillata dai Gonzaga) gli si ribellò, il 16 agosto del 1328, e venne ucciso da Luigi Gonzaga, mentre i figli Andrea e Francesco Bonacolsi vennero imprigionati nella torre di Castel d’Ario (Mantova) dove morirono di stenti.

 

Non è chiaro da dove derivi la versione dello stemma comunale: lo stemma dei Bonacolsi era “di rosso a tre fasce d’oro”, quindi completamente diverso, agli smalti oro e verde sono attribuiti convenzionalmente il significato di ricchezza e fertilità, adottati probabilmente per differenziarsi da quello della famiglia.

 

Il castello e la gru richiamano: il primo lo stemma antico dei “Della Pusterla” (che poi abbandoneranno per una più “nobile” aquila nera) i quali condividevano il feudo con gli abati della vicina abbazia di Santa Maria del Cerreto, oggi Abbadia Cerreto, i cui monaci bonificarono il territorio dal XIII secolo, richiamata dall’emblema della gru in “vigilanza”, cioè tenente un sasso con la zampa levata.

 

Infatti i Della Pusterla usarono in antico uno stemma parlante, con una “pusterla”: cioè una piccola porta castellana merlata alla ghibellina, con una pianta d’ortica serpeggiante sui battenti della porta, nel 1201 l’imperatore Ottone I concesse il titolo comitale a Guglielmo Della Pusterla il quale, in segno di omaggio, adottò l’aquila imperiale nera in campo oro. Gli stemmi sono descritti dal Crollalanza come 1) Arma antica: D’argento ad una muraglia merlata alla guelfa di rosso colla porta chiusa di … con un ramo di ortica in banda attraversante sulla porta; essa muraglia movente da una terrazza di verde; 2) Arma moderna: D’oro, all’aquila di nero, coronata del campo.

 

La dominante verde dell’emblema richiama, indirettamente, anche la borgata di Terraverde, dove si trova il Municipio e i principali servizi pubblici (ufficio postale, banca, …) e la parrocchia, in particolare, quella di San Giorgio in Prato.

 

L’insediamento di Corte Palasio, toponimo che testimonia una “curtis palatiolum” cioè una corte agricola annessa ad un piccolo palazzo, probabilmente risale all’epoca gallica, intorno all’anno 1000 apparteneva ai conti di Comazzo, poi alla mensa vescovile di Lodi. Nel 1143 venne assegnato all’abbazia di Cerreto, tranne una porzione che rimase infeudata ai Pusterla e, per eredità, passata ai Trivulzio-Galliero, dei quali rimane il palazzo omonimo.

 

In epoca napoleonica, dal 1809 al 1816, al Comune di Corte Palasio vennero aggregati i territori del Comuni soppressi di Abbadia Cerreto e Tormo, che riacquistarono l’autonomia con l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto. Solo Abbadia Cerreto ha mantenuto la sua indipendenza fino ad oggi (Tormo è oggi una frazione di Crespiatica).

 

 

 [vedi anche Abbadia Cerreto, Terranuova dei Passerini]

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato: sopra palato d’oro e di verde, sotto di verde partito da un filetto d’argento: nel 1° al castello turrito d’argento, merlato ala guelfa, aperto e finestrato del campo; nel 2° alla gru con la sua vigilanza. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
oro, verde
Partizioni:
troncato semipartito
Oggetti dello stemma:
castello, gru, vigilanza
Pezze onorevoli dello scudo:
filetto
Attributi araldici:
aperto, finestrato, merlato alla guelfa, palato, partito, turrito

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 16/10/1955