Conca dei Marini


Comune di Conca dei Marini – (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: C940
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 739
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Conca dei Marini è l’antica “Cosa” o “Cossa dei Tirreni, che divenne colonia romana nel 481 avanti Cristo. Alleata dei romani nella seconda guerra punica, ne fu avversaria nella guerra sociale. Famosa per la sua marina mercantile che aveva rapporti con tutti i paesi del Mediterraneo, “codesto traffico attivo e continuo fece prosperare Conca per più secoli, e principalmente sotto le dinastie degli svevi ed angioini di Sicilia e di Napoli”, lo e’ stata anche per una consuetudine abbastanza singolare: essendo la mortalità molto bassa, i pochi morti non venivano seppelliti , ma depositati uno sopra l’altro, nella Torre vicereale che sorge sulla penisoletta della sua marina.”Troviamo che nel mese di giugno 1543, una ciurma di quegl’ infedeli (definiti “feroci barbareschi”) appressatasi con cinque galeotte al lido della terra di Conca (appo Amalfi), e quivi disbarcati la saccheggiaron tutta. La chiesa parrocchiale di San Pancrazio, fu profanata e spogliata interamente de’ suoi arredi e vasi sacri, e rimase per piu’ anni chiusa e interdetta. Quei miseri abitanti, alla comparsa de’ predoni, abbandonaron ogni cosa, riescendo a gran pena a trafugarsi ne’ monti superiori, mettendo in salvo la propria vita”. La chiesa di S. Pancrazio, citata in un documento nel 1362 attestante che essa era di patronato della famiglia Mele, presenta tre navate con altrettante absidi e porte d’ingresso. Le navate laterali, coperte da volta a crociera, hanno tre cappelle ciascuna. E’ stata ricostruita in tempi recenti nella facciata e nel campanile dopo il crollo di quello originario.
La chiesa di S. Antonio di Padova ha la caratteristica di avere le absidi piatte, con tre navate coperte da volta a crociera e divise da colonnati con grossi pilastri cilindrici in muratura su cui insistono archi a tutto sesto. Nella sagrestia e’ da notare l’antico pavimento in maiolica e un’ acquasantiera in marmo. Il campanile e’ coperto da una cuspide rivestita in maiolica. Da sottolineare e’ che l’interno e la facciata furono restaurati nel 1909.
La chiesa di S. Michele Arcangelo, nella zona di Penne, e’ citata in un documento del 1208 dove si attesta che essa era di patronato di Pietro Comiteorso e che nel 1309 venne ceduta al Capitolo di Amalfi. E’ costituita da un’aula non absidata alla quale si accede attraverso un ambiente coperto da volta a crociera. Il campanile, maldestramente restaurato, termina con una cella cilindrica con monofore sormontata da una cuspide.
Il convento di S. Rosa sorge su un’altra rupe a fianco della chiesa di S. Maria de Grado, che divenuta “malconcia e bisognevole di riparazioni” fu nel 1539 dall’arcivescovo di Amalfi Giovan Ferdinando Annio donata al Comune di Conca, e da questi nel 1679 a suor Maria Pandolfo che nel 1681 vi fondò un convento di domenicane, sotto il titolo di S. Rosa. Il convento presenta le celle voltate a botti estradossate parallele, costruite al di sopra di altre volte interne allo scopo di fornire una preziosa camera d’aria sugli ambienti.
Subito dopo la Statale si allarga in una piccola piazza da cui si accede alla Grotta di Smeraldo, che scoperta nel 1932 dal marinaio Luigi Buonocore di Vettica Minore, e’ stata mirabilmente sistemata dall’Ing. Ruggiero Francese. La grotta di “dolce color d’oriental zeffiro” misura m.60×30 con altezza massima di m. 24. La profondità dell’acqua e’ di m. 10. Ha alcuni corridoi di m. 20 – 40 di lunghezza. Raggiungibile per mare e per terra, presenta una caratteristica singolare, quasi unica: unisce in sé gli elementi della grotta carsica con quelli della grotta marina. Formatasi in epoca remotissima per un procedimento carsico, fu poi invasa dal mare; così che si vedono stalattiti e stalagmiti, fatto rarissimo, immerse nell’acqua fino a notevole profondità.

Si ringrazia il prof. Adriano Caffaro per la cortese collaborazione

Notizie a cura di Antonio Ferrara

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
argento, azzurro
Partizioni:
troncato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di rosso…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,