Colmurano


Comune di Colmurano – (MC)

Informazioni

  • Codice Catastale: C886
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1289
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Colmurano deve forse la sua espansione per iniziativa di un gruppo di profughi di Urbs Salvia (Urbisaglia), fuggiti dalla città romana distrutta nel 409 dai barbari guidati da Alarico, e rifugiatisi in questo luogo meglio difendibile dove sorgeva già un insediamento più antico.

 

Nel 1154 avviene l’incastellamento, infeudato ai Castelli, con un proprio fortilizio connesso difensivamente a quello vicino di Montenereto (oggi Monteloreto), che dovette servire anche per temperare il controllo del vicino e potente comune di Tolentino. Nel 1273 i tolentinati distrussero Montenereto e il castello di Colmurano divenne il principale centro di dominio del territorio circostante, il cui sindaco era nominato da Tolentino, già dal 1259.

 

Nel 1360 Colmurano riconquistò una certa autonomia, e nel 1487 avvenne la stesura dei nuovi Statuti e l’adozione di un primo stemma.

 

Nel 1798 con la rivoluzionaria Repubblica Romana venne istituito il Comune di Colmurano, Dipartimento del Musone (con capoluogo Macerata), Cantone di Tolentino.

 

Il 2 aprile 1808, con l’annessione del territorio delle Delegazioni Pontificie al Regno Italico, Colmurano, con Urbisaglia e Sanseverino viene annesso al Dipartimento del Tronto, Distretto di Fermo, Cantone di San Ginesio.

 

Con l’annessione delle Marche al Regno d’Italia nel 1860 Colmurano diviene un libero Comune.

 

Lo stemma attuale è accertato sui sigilli del XVII secolo, e sembra sostituire quello precedente riportante i colli, ma sormontati da alcune strane figure: forse un fascio d’erba o un covone posto in orizzontale, ancora più in alto la luna e, sopra di essa, un cherubino. Nulla si sa di questo stemma, forse una maldestra riproduzione dello stemma di un podestà di Colmurano effigiato sul frontespizio degli Statuti del 1479 che mostra tre monti sormontati da una fascia, un crescente di luna e due stelle.

 

Negli affreschi della sala del Consiglio della Provincia di Macerata, risalenti al 1883, lo stemma è ancora differente: mostra i colli cimati da una croce latina fiancheggiata da due rami fogliati.

 

Lo stemma attuale è stato concesso formalmente con DPR del 19 febbraio 1979, dove si legge il blasone: “Di rosso ad un albero d’ulivo d’oro, nodrito sulla vetta centrale di un monte all’italiana d’argento e sormontato da una crocetta patente dello stesso”.

 

Il gonfalone è un “… drappo di bianco” caricato dello stemma comunale.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Luigi Ferrara

 

 

Bibliografia:

 

Carassai M. (a cura di). LE MARCHE SUGLI SCUDI. Atlante storico degli stemmi comunali. Andrea Livi Editore, Fermo 2015, p.170.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso ad un albero d’ulivo d’oro, nodrito sulla vetta centrale di un monte all’italiana d’argento e sormontato da una crocetta patente dello stesso”.

Colori dello scudo:
rosso
Oggetti dello stemma:
albero d'ulivo, albero di ulivo, crocetta patente, monte all'italiana, vetta
Attributi araldici:
centrale, nodrito, sormontato

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Colori del gonfalone: bianco
Profilo Araldico

“Drappo partito di bianco e di rosso caricato al centro dello stemma comunale…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 19/02/1979