Colletorto


Comune di Colletorto – (CB)

Informazioni

  • Codice Catastale: C875
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2145
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Colletorto è menzionato per la prima volta nei registri angioini di Napoli nel 1320, Collis Tortus, toponimo di origine incerta sul quale si discute ancora oggi.

Secondo alcuni potrebbe derivare da “Colle Toro” (col significato di “Colle Forte”) oppure da “Colle obtorto” (collina accidentata).

 

L’attuale abitato forse sostituisce diversi antichi centri più antichi circonvicini:

 

  • Laureto, che sorgeva a tre chilometri circa, che prendeva il nome dalla locale chiesa abbaziale dedicata a Santa Maria di Loreto, unica testimonianza rimasta dell’antico centro; il villaggio di antichissima origine venne distrutto dal terremoto del 1279.
  • Santa Lucia, corrispondente all’attuale contrada Macchiarelle, distrutto dal terremoto del 1456
  • San Pietro in Valle, corrispondente alle attuali contrade Pietronero e Cigno, devastati dallo stesso sisma del 1456.

 

Nel 1444 l’ambasciatore di Modena presso Alfonso I d’Aragona testimonia che Colletorto apparteneva a Marco (detto “Marchetto”) da Cotignola, consanguineo del celebre capitano di ventura Giacomo degli Attendolo (noto come Muzio Attendolo “Sforza”).

Gli succedettero i Boccapianola, i Capece, i Gambacorta fino ad essere eretto in marchesato nel 1704 e concesso a Bartolomeo Rota, patrizio cremonese, il quale nel 1718 divenne anche barone di San Giuliano di Puglia. Alla morte di questi lo ricevette, per via femminile, Francesco Saverio Pignatelli, principe di Rade, la cui dinastia lo mantenne fino alla soppressione dei feudi.

 

Prima dello stemma in uso il Comune aveva adottato quello dei Rota, un cui esemplare si vede ancora oggi su uno degli accessi dell’antico castello costruito da Bartolomeo.

 

Con DPR del 15 luglio 1982 n. 3062 venne concesso il nuovo stemma (e il nuovo gonfalone): “D’oro alla lampada d’azzurro accesa di rosso. Ornamenti esteriori da Comune”.

 

La lampada ad olio allude alla pregiata produzione locale di olio d’oliva, mentre la fiamma probabilmente ricorda una nota tradizione popolare, i “Fuochi di Sant’Antonio”, che si tiene il 17 gennaio in onore di Sant’Antonio Abate e segna l’inizio del periodo di Carnevale. L’evento consiste nella preparazione di falò da parte di ogni rione del paese, che vengono accesi all’imbrunire ed è tradizione la benedizione del parroco ad ogni fuoco.

 

Il gonfalone è descritto come un: “drappo partito di rosso e d’azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Colletorto. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

 

Il comune è gemellato con la città di Bari, con il comune francese di Saint-Yrieix-sur-Charente, con quello cipriota di Lefkata, con quello Maltese di Xgħajra, con quello ungherese di Alsónémedi e con Pelplin in Polonia.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“D’oro alla lampada d’azzurro accesa di rosso. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
oro
Oggetti dello stemma:
lampada
Attributi araldici:
acceso

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


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Profilo Araldico


“Drappo partito di rosso e d’azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Colletorto. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito
Profilo Araldico

“Drappo partito di rosso e di azzurro…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 3062 di concessione – 15/07/1982