Coccaglio


Comune di Coccaglio – (BS)

Informazioni

  • Codice Catastale: C806
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 8575
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Anche se l’etimologia più accettata fa derivare il toponimo dalla voce bresciana “coca” (‘pendice, cima’) è diffusa anche la convinzione che derivi da “cocal” (‘guscio di lumaca’) in riferimento ai terreni argilloso-calcarei del Monte Orfano, ricchi di fossili, ai piedi del quale sorge il territorio, compreso nella regione vinicola della Francicorta.

La storia dello stemma di Coccaglio risale almeno al 1926, quando il 25 agosto il Comune invia allo storico bresciano Paolo Guerrini una richiesta di consulenza per la sua creazione. L’indicazione è quella di cercare in archivio l’esistenza di antichi sigilli della comunità o, in alternativa, di adottare l’emblema “parlante” della antica famiglia da Coccaglio, all’epoca già estinta, che consisteva in tre teste d’aglio al naturale in campo d’oro.

Nel 1938 venne affidato formale incarico ad uno studio araldico di Padova per la realizzazione dello stemma, il quale (con una certa supponenza) rilasciava una relazione con una proposta basata sulle pubblicazioni: “…che questo Studio detiene …  la parte inferiore dello stemma si deve riferire all’arma del ghibellino Berardo Maggi, che fu feudatario della terra di Coccaglio: fasciato d’azzurro e d’argento. La parte superiore invece dovrebbe riferirsi alla famiglia Boccacci di Venzago che fu in alleanza col Maggi per tenere il soggezione il feudo”.

Secondo le approfondite ricerche di Marco Foppoli, lo stemma dei Boccacci è apocrifo, dato che le fonti più note attribuiscono loro uno stemma differente, con la figura di una lancia con gonfalone rosso, alludente alla carica ereditaria di advocati dell’abate di Santa Maria di Manerbio.

Comunque lo stemma venne accettato dal Consiglio Comunale, che avviò le pratiche per la formale concessione, avvenuta con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 21 giugno 1942, dove si blasona: “Troncato: nel primo d’azzurro a due boccali e una bottiglia di coccio rosso al naturale, posti sulla troncatura; nel secondo d’argento a due fasce di azzurro”.

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. p. 253.

Foppoli, Marco. STEMMARIO BRESCIANO. Gli stemmi delle città e dei comuni della provincia di Brescia. Provincia di Brescia/Grafo, Brescia 2011. p. 132.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato: nel primo d’azzurro a due boccali e una bottiglia di coccio rosso al naturale, posti sulla troncatura; nel secondo d’argento a due fasce di azzurro”

Colori dello scudo:
argento, azzurro
Partizioni:
troncato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 21/06/1942

      “Troncato: nel primo d’azzurro a due boccali e una bottiglia di coccio rosso al naturale, posti sulla troncatura; nel secondo d’argento a due fasce di azzurro”