Chiusa di Pesio


Comune di Chiusa di Pesio – (CN)

Informazioni

  • Codice Catastale: C653
  • Codice Istat:
  • CAP: 12013
  • Numero abitanti: 3783
  • Nome abitanti: chiusani
  • Altitudine: 575
  • Superficie: 575
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 15.0

Storia dello stemma e del comune

 

La Chiusa è documentata all’inizio dell’XI secolo come appartenente ai signori di Morozzo, che amministravano il territorio per conto del vescovo-conte di Asti. Il toponimo è riferito alla particolare conformazione del territorio che “chiude” la valle Pesio, dalla voce tardo-latina “clusa” (stretto accesso tra i monti), dal latino “clausa”, participio passato di “claudere” (chiudere) e identificava un modesto villaggio il cui insediamento ha però origini antichissime (come testimoniano reperti dell’Età del Bronzo).

 

Probabilmente abitata ancora in epoca romana, vide l’edificazione di una prima fortificazione che si evolverà nel castello di Mirabello. Si diede un ordinamento di tipo comunale nel 1173, riconosciuto dai Morozzo i quali vi faranno edificare nel 1173 la grande Certosa di Santa Maria che sarà in perenne contrasto con gli abitanti laici per il controllo del territorio. In seguito, verrà inglobata nel potente Comune di Cuneo dal 1198, territorio soggetto agli Angiò fino al 1347, quando passerà ai marchesi di Ceva.

 

Nonostante le devastanti scorrerie delle compagnie di ventura, le ricorrenti carestie e le storiche pestilenze, la cittadina si espande gradatamente. Ancor oggi sono conservate tracce della sua storia nel fitto impianto urbanistico, a partire dal Recinto, ricetto fortificato da alte mura e torri merlate nel quale la popolazione poteva trovar rifugio in caso di pericolo.

 

Nel XVII secolo il feudo passa ai Solaro di Moretta, nell’ambito dello Stato Sabaudo.

 

Con l’arrivo dei rivoluzionari francesi la certosa viene soppressa, negli spazi del monastero viene realizzato un prestigioso hotel da parte del cav. Avena, industriale vetrario.

 

Il palazzo dei Marchesi diverrà la sede del Municipio e il Comune, dopo l’Unità d’Italia, assumerà nel 1862 la denominazione di Chiusa di Pesio.

 

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 31 marzo 1942 e si blasona: «D’azzurro allo scaglione d’argento, accompagnato da tre crescenti montanti dello stesso posti due in capo e uno in punta. [Capo del Littorio]. Ornamenti esteriori da Comune».

Lo stemma è documentato da un dipinto, oggi perduto, sulla torre civica risalente al 1687, mentre ulteriori esempi del XIX si possono vedere nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino dove si trova lo stemma in stucco nella versione “aulica” poi sancita dall’uso, e alcune incisioni nei banchi lignei appartenenti alla Comunità.

 

Non è chiara la simbologia della figurazione, che una tradizione locale vuole legata all’invasione saracena, in questo contesto però le lune potrebbero tranquillamente simboleggiare i tre centri principali del Comune, Chiusa capoluogo, San Bartolomeo e Vigna, mentre lo scaglione potrebbe richiamare la posizione montana o di “sbarramento” del territorio. Lo scaglione, che nella tecnica militare veniva anche impiegato come sbarramento (analogamente ai “cavalli di Frisia”), prima di assumere il definitivo colore argento, è stato rappresentato anche in rosso (pavimento musivo del palazzo comunale) e in oro (soffitto dipinto dello stesso palazzo).

Il gonfalone è stato blasonato come un “troncato”, vale a dire diviso a metà in senso orizzontale. Il bozzetto presente sul sito dell’Archivio centrale dello stato è, invece, un “partito”, vale a dire diviso a metà in senso verticale. Particolare è anche il fatto che il Regio decreto di concessione del gonfalone sia stato concesso il 14 settembre 1941, vale a dire prima dello stemma.

 

È gemellata con il comune francese di Cuges-les-Pins dal 2015.

 

Nota di Massimo Ghirardi e Bruno Fracasso

 

 

Bibliografia

 

Rino Canavese. 2007 – NOBILISSIMA ARMORUM SCIENTIA: LO STEMMA DI CHIUSA. In “Chiusa Antica” Periodico di informazione storico-culturale della Valle Pesio. Nr. 12/ dicembre 2007. pp. 6-7.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


«D’azzurro allo scaglione d’argento, accompagnato da tre crescenti montanti dello stesso posti due in capo e uno in punta. [Capo del Littorio]. Ornamenti esteriori da Comune».

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
crescente montante, posto in capo, posto in punta
Pezze onorevoli dello scudo:
scaglione
Attributi araldici:
accompagnato

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Archivio Centrale dello Stato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di bianco…”

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 31/03/1942
    • Regio Decreto (RD) di concessione – 14/09/1941