Château-Thierry


Città di Château-Thierry – (02)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Château-Thierry è una città fondata ad anfiteatro sulle pendici di una collina nel dipartimento dell’Aisne, nella regione della Picardie, antica provincia e contea della Champagne, il distretto è oggi noto come Pays-de-l’Omois.

È l’erede dell’antichissima (e semi-leggendaria) Otmus, parte del Pagus Otmensis, e poi nota come Castrum Theodorici (“castello di Teoderico”) nel 923, che la tradizione locale mette in relazione leggendaria a Thierry IV, penultimo re dei merovingi, popolazione che aveva conquistato gran parte del territorio gallico e che verrà soppiantata da Carlo Martello.

Dal punto di vista etimologico il toponimo è da collegare al prelatino odomagus, che indicava il ruolo di sede mercantile della città.

Nel periodo imperiale medioevale la città è sotto la signoria degli Herbertiens, discendenti da Herbert I, parente di Pipino il Breve e quindi di Carlo Magno, ed erede della signoria dei Thierry. Gli Herbertiens sono all’origine della Contea della Champagne, dato che Herbert I ricevette il territorio del Pagus Otmensis, con la città (nota in seguito come Château-Thierry) come capoluogo, possesso che venne confermato da Carlo il Calvo nel 877 a Quierzy. Nel 910 Herbert II (de Vermandois), nipote di Herbert I, eredita i possedimenti dell’avo e, col matrimonio con la nobile Adele, quello di Meaux, è in questo periodo che compare il nome di Château-Thierry negli “Annali” di Flodoard.

Alla sua morte tutto l’Omois passa al figlio Herbert III “il Vecchio”, conte di Troyes e di Meaux, assieme al territorio dell’abbazia di Saint-Médard de Soissons. Scomparso quest’ultimo senza eredi, il re Lotario divide il territorio tra i nipoti di Herbert III: Eudes I, Herbert “il Giovane” e il fratello Albert.

Alla morte di Eudes I, nel 996, il figlio Eudes II gli succede e, nel 1004, eredita anche la contea di Blois (con la città di Tours e Chartres), Provins, Château-Thierry, Reims e il Tardenois. Nel 1021 viene creato conte di Troyes di Meaux da Roberto “il Pio”. Alla morte nel 1037 gli succede il figlio cadetto Étienne II, il quale muore intorno al 1048, lasciando l’eredità al figlio minorenne Eudes III, sotto la reggenza del fratello (di Étienne II) Thibaud III, conte di Blois. Nel 1060 Eudes III sposa la sorella di Guglielmo “il Conquistatore”, Adélaïde, e partecipa con il cognato alla conquista dell’Inghilterra del 1066, lasciando che il fratello Thibaut III si impossessi della contea (Guglielmo lo “compenserà” con la contea normanna di Aumales e quella inglese di Holderness).

Hugues I erdita i territori del padre Thibaut III alla sua morte nel 1089, è il primo ad essere designato “conte di Champagne”, ma nel 1125 entra nell’Ordine Templare e la contea viene affidata al nipote Thibaud II. In particolare, tra il 1064 e il 1124, Château-Thierry viene concesso in feudo ad una dinastia di cavalieri di nome Hugues, Thibaud II la rileverà. Gestendola direttamente. Nel 1285 la contea (della quale la città farà parte fino alla Rivoluzione) viene unita alla Corona di Francia, col matrimonio di Jeanne di Navarra con Philippe IV (“il Bello”), questi concederà alla città un “charte d’affranchissement” (“carta di affrancamento”) e ordinamento comunale.

Nel 1440 “la terra e signoria” di Château-Thierry vengono eretti in Ducato, e il duca elevato al rango di “Pari di Francia” in favore di Luigi, duca d’Orléans; poi riunito alla Coorna nel 1407 dopo l’assassinio del duca. Nel1547 Robert de la Marck, signore di Sedan, venne nominato signore di Château-Thierry, mentre nel 1557 Carlo IX di Valois concede il ducato (comprendente Château-Thierry ed Epernay) e il rango di “Pari di Francia” a Francesco, duca d’Alençon.

Luigi XIV concesse il feudo e il titolo ai Bouillon nel 1561.

Durante il periodo rivoluzionario del “Terrore”, il 23 ottobre 1793 venne denominata Égalité-sur-Marne.

La città di Château-Thierry è stata uno dei punti chiave durante le battaglie della Prima Guerra Mondiale, essa era sul fronte del 1918, che la espose a numerosi attacchi e distruzioni.

Lo stemma storico della città si blasona. “D’azur au château de cinq tours couvertes d’argent, ouvert, ajouré et maçonné de sable, accompagné de trois fleurs de lys d’or deux en chef et une en pointe” (D’azzurro, al castello di cinque torri coperte d’argento, aperto, finestrato e murato di nero, accompagnato da tre gigli d’oro due in capo e una in punta).

In sostanza si tratta dello stemma reale francese, a significare il legame con il regno, caricato della figura “parlante” del castello (“Château”), del quale rimangono le rovine.

Allo stemma è unito il motto Nul ne si frotte, antico proverbio popolare francese (“Nul ne s’y frotte”, oppure “Qui s’y frotte s’y pique”)1, col significato di “Nessuno si avvicina” (e “chi si avvicina si punge”), e riferito alla fortezza che difende la città.

(1) Da evidenziare anche che « Qui s’y frotte s’y pique » è il motto correntemente attribuito ai Duchi d’Orléans dal XVI secolo, nonché al re di Francia Luigi XII (nonché ad altre nobili famiglie, come quella de Créquy), per i quali la sentenza era associata alla figura del porcospino (porc-épic). Probabilmente derivato in qualche modo da un motto originale latino del XIV secolo: Cominus et eminus, che significa “da vicino e da lontano [posso ferire/pungere]”. Lo stesso motto è riferito talvolta alla figura del cardo nello stemma della città lorenese di Nancy.


Nota di Massimo Ghirardi e Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, al castello di cinque torri coperte d’argento, aperto, finestrato e murato di nero, accompagnato da tre gigli d’oro due in capo e una in punta”.

Colori dello scudo:
azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,