Cavriglia


Comune di Cavriglia – (AR)

Informazioni

  • Codice Catastale: C407
  • Codice Istat:
  • CAP: 52022
  • Numero abitanti: 9522
  • Nome abitanti: cavrigliesi
  • Altitudine: 308
  • Superficie: 308
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 43.0

Storia dello stemma e del comune

Il territorio di Cavriglia si estende sul versante valdarnese dei Monti del Chianti. Ricco di storia, attestata dalla presenza di pievi romaniche e castelli, dei quali furono signori i Guidi, i Ricasoli e i loro consorti Firidolfi; in seguito presero il sopravvento altre nobili stirpi valdarnesi, quali gli Ubertini, i Pazzi e i Franzesi.

Pervenuto sotto il dominio fiorentino, il territorio venne organizzato fin dal XIV secolo nella Lega di Avane (o Val d’Avane), sottoposta al Vicariato di San Giovanni. In seguito, la sede del giusdicente fiorentino fu spostata a Montegonzi conferendo nuova denominazione alla Lega. Di queste circoscrizioni civiche sono note le insegne. La Lega di Avane alzava un leone al naturale in campo d’oro, fiancheggiato di nero. Quella di Montegonzi le chiavi di san Pietro, alludenti al titolare della locale chiesa, sormontate da un monte di sei cime d’oro, in campo azzurro.

La storia moderna del territorio è segnata dalla presenza di vasti giacimenti di lignite, scavato per lo più a cielo aperto, dando luogo a uno sconvolgimento dell’assetto territoriale, con interi paesi resi inabitabili a causa delle conseguenze dell’attività estrattiva. Il combustibile fossile è stato sfruttato per la produzione di energia nella centrale termoelettrica di Santa Barbara.

Cavriglia venne eretta in comunità autonoma nel 1811, al tempo della dominazione francese, distaccandosi da San Giovanni Valdarno, cui era stata unita nel 1774 in seguito alle riforme amministrative volute dal Granduca Pietro Leopoldo.

Lo stemma comunale è di creazione ottocentesca. Luigi Passerini scriveva in proposito che «quest’arme è stata inventata non è gran tempo; e mal saprei dire a che alludano i segni che vi sono espressi, perché non hanno verun rapporto colla storia del luogo. Soltanto dello scudetto coll’arme fiorentina può dirsi che rammenta il dominio che vi ebbe la Repubblica dopo la potente famiglia Ricasoli. Tutto peraltro si spiega quando si noti che si è presa per quella del municipio l’insegna di una famiglia che da quel luogo prese il suo nome, e che trovasi notata nel sepoltuario fiorentino».

L’insegna ha ottenuto il riconoscimento ministeriale con D.P.C.M. del 15 marzo 1951.

 

Nota a cura di Michele Turchi

 

Bibliografia

– E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, Firenze 1833-46, vol. I.

– L. Passerini, Le armi dei Municipj Toscani, Firenze 1864.

– G.P. Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze 1985.

– Gli stemmi dei Comuni toscani al 1860, a cura di G.P. Pagnini, Firenze 1991.

La Toscana paese per paese, voce a cura di Renato Stopani, Firenze 1980.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Massimo Palmieri

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo araldico


“D’azzurro, alla fascia d’oro, accompagnata in capo da tre stelle dello stesso, male ordinate ed in punta da un disco d’argento, caricato da un giglio di rosso”.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
disco, giglio, stella
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia
Attributi araldici:
accompagnato in capo, accompagnato in punta, caricato, male ordinato

Gonfalone ridisegnato


Fonte: www.radicedidue.com/Toscana

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo Araldico


“Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Cavriglia”.

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 15/03/1951
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/04/1951