Cava de’Tirreni


Città di Cava de’Tirreni – (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: C361
  • Codice Istat:
  • CAP: 84013
  • Numero abitanti: 53520
  • Nome abitanti: cavesi
  • Altitudine: 180
  • Superficie: 180
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 12.4

Storia dello stemma e del comune

La città di Cava, che con R.D. del 23 ottobre 1862 assunse il determinante de’Tirreni, trae origine dal borgo sviluppatosi intorno all’antica abbazia della Santissima Trinità di Cava, il cui toponimo deriva dal fatto che la città sorge in una zona ricca di caverne, mentre la specificazione è stata adottata per ricordare l’antica città di Marcina, abitata dal popolo dei Tirreni (Etruschi).

 

L’abbazia venne fondata dal nobile longobardo Alferio (successivamente gli fu attribuito il cognome di Pappacarbone, famiglia consanguinea dei principi di Salerno) per adempiere ad un voto fatto durante un viaggio in Francia per conto del suo sovrano salernitano: giunto in Valle Susa cadde gravemente ammalato e venne curato dai monaci dell’Abbazia di San Michele della Chiusa, durante la malattia Alferio fece voto che, se guarito, avrebbe abbracciato la vita benedettina (come poi fece nell’abbazia di Cluny nel 991).

 

Richiamato dal principe Guaimario III di Salerno per aiutarlo nella riforma dei monasteri del suo principato, dopo qualche tempo si rifugiò in eremitaggio nella grotta (in latino cava) Arsicia alle falde del monte Finestra. Nel 1011 Alferio avrebbe avuto la visione di tre raggi luminosi che gli indicarono il luogo dove fondare un monastero da dedicare alla Santissima Trinità.

Il monastero divenne presto ricco e potente, anche grazie alle donazioni dei principi Guaimario III e Guaimario IV di Salerno e altri nobili.

 

Il 7 agosto 1394 papa Bonifacio IX Tomacelli elevò Cava al rango di “città”, concedendo ampia autonomia dal potere feudale degli abati. La tradizione afferma che fu a quell’epoca che la città adottò lo stemma, mutando il colore delle fasce da nero a rosso.

 

 

Lo stemma cittadino trae origine quindi da quello dell’abbazia, che si compone di tre fasce nere (richiamanti la Trinità) su campo d’argento, attraversate da un pastorale in verticale e caricato dell’acronimo S. T. C. (Sanctissima Trinitas de Cava).

 

Il 4 settembre 1460 Ferrante I d’Aragona, re di Napoli, concesse alla Città di Cava il titolo di Città Fedelissima, consegnando al sindaco, Messere Onofrio Scannapieco una pergamena e una lettera in bianco, già firmata e complete del sigillo reale, affinché i cittadini cavoti (oggi cavesi), vi scrivessero ogni concessione sovrana che si potesse loro concedere. In realtà, non venne mai richiesto nulla, entrambi i documenti sono conservati ancor’oggi: la pergamena nel Palazzo di Città; l’epistola nella Biblioteca Comunale “Aniello Avallone”.

 

Il 22 Settembre 1460, dopo diciotto giorni dalla consegna della pergamena in bianco, visto che la Città di Cava non aveva avanzato alcuna richiesta, il Sovrano Aragonese, nel Castello Nuovo di Napoli (attuale “Maschio Angioino”) consegnò ai cavoti Pietro Cola Longo, Bernardo Quaranta, Leonetto de Curtis, Tommaso Gagliardi, Petrillo de Monica e Perosino de Giordano una seconda epistola con la quale concesse al popolo de’La Cava di apporre sullo stemma e sulle insegne della Città le armi aragonesi e la corona regia. Concesse, altresì, le note guarentigie, consistenti nell’esenzione dal pagamento dei pesi fiscali (le attuali tasse, imposte e contributi), dovuti sia nel vendere e sia nell’acquistare beni mobili ed immobili in tutto il Regno; regno che si estendeva dalla Rocca di San Benedetto del Tronto, a Terracina a Lampedusa.

 

Lo stemma cittadino venne quindi partito: nel campo d’onore, il primo, venne posta una metà dello scudo del Regno d’Aragona (consistente in un campo “d’oro a quattro pali di rosso”) e nell’altro quello proprio della città (“d’argento a tre fasce di rosso”). Diversi storiografi, tra i quali Giovanni Alfonso Adinolfi, sostengono che il territorio primitivo della Città di Cava, fosse costituito da tre distretti: Sant’Adjutore, Metelliano e Vetere; successivamente fu suddiviso in quattro Quartieri, che assunsero i “toponimi” di Sant’Adjutore, Metelliano, Corpo di Cava e Pasciano, e contestualmente le tre fasce orizzontali rosse sarebbero divenute quattro. In questo numero compaiono nelle versioni dello stemma adottate dopo l’Unità d’Italia.

 

Con D.P.R. del 24 dicembre 1965, il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, concede al Comune della città di Cava de’ Tirreni lo stemma timbrato dalla corona di città: “Partito, nel primo partito d’oro e di rosso; nel secondo di rosso a tre fasce d’argento”, che sanciva la foggia in uso dopo l’unità d’Italia, ma perdeva del tutto i riferimenti agli stemmi storici d’Aragona e dell’Abbazia.

 

La Città di Cava de’Tirreni ha mantenuto la corona nobiliare (che, a rigore, dovrebbe essere quella reale d’Aragona, come previsto dal decreto 1460), anche se il 10 ottobre 2013, con ulteriore D.P.R., lo stemma è stato “corretto” riprendendo quello storico della città: con il blasone: “partito: nel PRIMO, palato di quattro pezzi, di rosso e d’oro; nel SECONDO, d’argento, tre fasce di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona formata dal cerchio d’oro, cimato da otto fioroni sostenuti da punte, cinque visibili, dello stesso. Sotto lo scudo, due fronde di alloro e di quercia, di verde, fruttate d’oro, decussate in punta, legate dal nastro tricolorato dai colori nazionali”.

 

 

Gemellaggi: Gorzów (Polonia), Kaunas (Lituania), Pittsfield (Massachussetts, Stati Uniti), Schwerte (Germania).

 

Nota di Davide Visentin e Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Trapanese Livio. Il vero stemma della città di Cava de’Tirreni, ne “IL PORTICO. Il giornale di Cava de’Tirreni” del 10 febbraio 2009.

 

Comune di Cava de’Tirreni. Delibera consiliare del 16 luglio 2013 (su comune.cava-de-tirreni.sa.it)

 

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Partito: nel PRIMO, palato di quattro pezzi, di rosso e d’oro; nel SECONDO, d’argento, tre fasce di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona formata dal cerchio d’oro, cimato da otto fioroni sostenuti da punte, cinque visibili, dello stesso. Sotto lo scudo, due fronde di alloro e di quercia, di verde, fruttate d’oro, decussate in punta, legate dal nastro tricolorato dai colori nazionali”.

Colori dello scudo:
argento, oro, rosso
Partizioni:
fasciato, palato, partito
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini




Profilo Araldico


“Drappo partito di giallo e di rosso, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.”

Colori del gonfalone: giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 10/10/2013

      Registrato nei registri del Servizio onorificenze e araldica 15 novembre 2013, trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato 30 ottobre 2013

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 24/12/1965
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/11/1965

      Il 7 agosto 1394 papa Bonifacio IX Tomacelli elevò Cava de’ Tirreni al rango di “città”.