Casola Valsenio


Comune di Casola Valsenio – (RA)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: B982
  • Codice Istat:
  • CAP: 48010
  • Numero abitanti: 2761
  • Nome abitanti: casolani
  • Altitudine: 195
  • Superficie: 195
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 62.5

Storia dello stemma e del comune

Da CASULA, una piccola casa o proprietà di ridotte dimensioni nella media valle del fiume Senio, sarebbe derivato il nome attuale.

Nel 1851, in risposta ad una richiesta ufficiale, l’amministrazione comunale nel 1851 ipotizzava che la data dell’adozione dello stemma fosse posteriore al 1621, in quella data infatti avvenne la costruzione del ponte di Baffadi rappresentato nell’emblema, del quale non ci risulta formale concessione, ma si può blasonare: “D’argento, al ponte di due arcate in raffigurazione naturalistica, movente dai fianchi dello scudo, gettato sopra una corrente d’acqua fluttuosa d’azzurro”

Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Savorelli

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori,
Bologna 2003.
Plessi, G. GLI STEMMI DEI COMUNI DELLE QUATTRO LEGAZIONI. 1969. Forni, 1999 (rist. anast.)

Il comune di Casola Valsenio fa parte della Comunità Montana dell’Appennino Faentino.


Molteplici ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti o di stazionamenti etruschi e gallici nelle zone più fertili del fondo valle.La fondazione dell’Abbazia di Valsenio da parte dei monaci benedettini determinò, alla fine del primomillennio, un ampliamento dei terreni lavorati e l’introduzione di nuove colture. A poco a poco l’Abbazia estese la sua influenza su tutta la media valle del Senio. Con l’aumento del reddito e del complesso fondiario i monaci smisero di attendere personalmente all’agricoltura sostituiti dalle famiglie coloniche e determinando un assetto economico e sociale i cui effetti si sono ripercossi fino alla metà di questo secolo con il sistema di conduzione di tipo mezzadrile.
All’inizio del II millennio il formarsi di numerosi, se pur piccoli, castelli con una propria autonomia determina il frazionamento del territorio in tante piccole comunità rette su di una economia di tipo curtense. Emergono in questo periodo le famiglie che governano il castello e dal quale prendono anche il nome: i Baffadi, i Campalmonte e, tra altri, i Pagani dai quali discenderà Maghinardo il quale lasciò la sua impronta nella vita politica e nelle attività militari della Romagna del XIII secolo.

Nel 1216, nel corso di una contesa tra Imola e Faenza per la supremazia sulla valle del Senio, quest’ultima distrusse il castello di Casola. Gli scampati edificarono un borgo, un poco più in basso, tra il fiume ed il colle, al quale, inizialmente, diedero il nome di Casola e, quindi, di Casola Valsenio. Il borgo si ingrandì sviluppando le arti e la mercatura malgrado venisse coinvolto ripetutamente nella contesa tra guelfi e ghibellini e fosse oggetto di innumerevoli scorrerie non avendo la protezione delle mura.

Nel 1424, insieme alle località vicine, la borgata, giurò fedeltà al Duca di Milano Filippo Maria Visconti, per passare poi di nuovo ai Manfredi di Faenza e, in seguito, ai Signori di Imola Girolamo Riario e Caterina Sforza, infine al Duca Valentino Cesare Borgia.

Nel sec. XV emerge per ricchezza e potenza la famiglia dei Ceronesi i quali, nel 1523 sconfiggono le truppe imolesi in un memorabile scontro ricordato come “la battaglia delle botti” che furono ruzzolate piene di sassi sui nemici attaccanti il castello di Ceruno.

L’arbitrarietà, la superbia e la sete di potere della consorteria ceronese mise in subbuglio tutta la Romagna. Per mettere a tacere tutte le suppliche e gli appelli, nel 1563, il granduca di Toscana Cosimo de Medici e il Papa Pio IV fecero convergere nella valle del Senio oltre 5000 uomini distruggendo uomini o cose che appartenessero o fossero legate ai Ceronesi.

Il paese lentamente riprese a vivere sotto la tutela delle città d’Imola fino a diventare sede di governatorato anche con giurisdizione su paesi della valle del Santerno.

Dopo il 1860 Casola è un discreto centro commerciale per l’abbondante produzione di cereali, uve, castagne, legname e carbone.

Nel 1944 il territorio casolano è teatro di scontri sanguinosi tra i reparti partigiani della XXXVI Brigata Garibaldi, le truppe della V Armata statunitense e della VIII Armata britannica da una parte e i nazifascisti dall’altra: a Monte Pianaccino l’11 settembre i partigiani sconfiggono e mettono in fuga i tedeschi; a Monte Cece i fucilieri britannici riescono ad avere ragione della tenace difesa attuata dai soldati della Wehrmacht; a Monte battaglia lo scontro si protrae dal 26 settembre all’11 ottobre coinvolgendo, contro i tedeschi, prima i partigiani pi gli americani e, infine, gli inglesi in una battaglia che fece ricordare l’altura su cui si svolse come la “piccola Cassino”.

Dal sito www.comune.casolavalsenio.ra.it

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, al ponte di due arcate in raffigurazione naturalistica, movente dai fianchi dello scudo, gettato sopra una corrente d’acqua fluttuosa d’azzurro”

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
ponte

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo d’azzurro…”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,