Cascia


Comune di Cascia – (PG)

Informazioni

  • Codice Catastale: B948
  • Codice Istat:
  • CAP: 6043
  • Numero abitanti: 3257
  • Nome abitanti: casciani
  • Altitudine: 653
  • Superficie: 653
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 101.0

Storia dello stemma e del comune

Cursula fu il centro antico più importante del territorio, che venne devastato dai barbari nel I sec. a.C. e ripetutamente distrutto dai frequenti terremoti. Gli abitanti si rifugiarono sul monte Ocosce dove costruirono la nuova città, documentata dal 553, quando venne conquistata dalle armate del generale bizantino Narsete. Nel 1703 venne distrutta nuovamente da un tremendo terremoto e il nuovo centro si ridusse all’attuale, ai piedi del monte.

Nel 1198 papa Innocenzo III, concesse gli Statuti permettendo l’istituzione del Libero Comune retto da un podestà eletto ogni sei mesi. Ciononostante la famiglia Trinci ne ebbe il possesso per poi divenire soggetto alla corona imperiale di Federico II, che permise di non cadere sotto il dominio delle vicine città di Norcia, Leonessa, Spoleto.

Nel XVI entrò nei territori dello Stato Pontificio, pur mantenendo ampie autonomie.

Durante la dominazione francese nel 1809 dal territorio di Cascia venne ritagliato il nuovo Comune di Poggiodomo. Nel 1850 la frazione di Trimezzo cambiò di Stato, essendo stata assegnata al Comune di Cittareale, allora ancora nel Regno delle Due Sicilie.

Nel 1860 tutta l’Umbria venne unita al Regno di Sardegna, dal 17 marzo 1861 Regno d’Italia.

Lo stemma di Cascia è in uso da tempo, è noto almeno dal 1465, ma è stato formalmente concesso con RD dell’8 novembre 1929; si blasona: “D’azzurro, ad una donna al naturale, vestita d’argento e coronata all’antica, d’oro, con le braccia tese, tenente con la destra un giglio fiorito di tre, al naturale, con la sinistra una serpe ondeggiante in palo con la testa rivoltata”.

L’emblema rappresenta la ninfa Porrina (citata anche da Ovidio con la sorella Carmenta) che sarebbe vissuta nascosta in un antro presso uno scoglio roccioso nella valle del fiume Corno alla confluenza con il Tessino, vicino al villaggio di Roccaporena, dove vaticinava responsi a chi la invocava. I profughi della città di Carsula, alla ricerca di un nuovo posto dove ricostruire la città l’avrebbero incontrata vestita di bianco mentre raccoglieva gigli con accanto un grosso serpente che sembrava proteggerla, a loro avrebbe assicurato la sua protezione e profetizzato che nelle nuova città sarebbe “nato un fiore” che avrebbe sparso il suo profumo per il mondo nel cuore delle genti, evidente riferimento alla nascita nel 1381 di Margherita Lotti, meglio nota come Santa Rita da Cascia, la santa della “cause impossibili” e associata ai fiori di margherita e di rosa (per via di un celebre miracolo che avrebbe compiuto, facendo sbocciare un roseto in pieno inverno) e grazie alla quale Cascia è rinomata.

Pur essendo stata insignita di titolo di “città” da papa Clemente VIII (e confermato  successivamente da Clemente XI nel 1703 e da Leone XII nel 1824) il Comune timbra lo stemma con la semplice corona del rango di Comune.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, ad una donna al naturale, vestita d’argento e coronata all’antica, d’oro, con le braccia tese, tenente con la destra un giglio fiorito di tre, al naturale, con la sinistra una serpe ondeggiante in palo con la testa rivoltata”.

R.D. 8 novembre 1929

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,