Carrega Ligure


Comune di Carrega Ligure – (AL)

Informazioni

  • Codice Catastale: B836
  • Codice Istat:
  • CAP: 15060
  • Numero abitanti: 85
  • Nome abitanti: carreghini
  • Altitudine: 958
  • Superficie: 958
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 84.2
  • Distanza capoluogo: 84.2

Storia dello stemma e del comune

I territori del comune di Carrega Ligure e di Cabella Ligure, nell’alta Val Borbera, sono i territori più orientali del Piemonte e confinanti con l’Emilia-Romagna (Provincia di Piacenza). Oggi Carrega è un piccolissimo comune (non arriva a 100 residenti effettivi, anche se gli abitanti aumentano sensibilmente durante il periodo estivo), il cui toponimo deriva dal dialettale “caréga” (‘sedia’) per la sua posizione a cavallo del monte.

Le vicende di Carrega (dal 1862 col determinante Ligure) sono strettamente collegate a quelle dell’antico marchesato di Torriglia, entro i confini del quale si trovava. La giurisdizione sulla zona, nel secolo XII, era esercitata dai marchesi Malaspina, sotto i quali nel 1197 fu nominato castellano di Carrega tale Baiamonte di Figino.

Verso la metà del secolo XIV il feudo venne acquistato dalla famiglia comitale dei Fieschi di Lavagna, già Signori, dal 1250, del Marchesato di Torriglia.

I Fieschi furono costretti ad abbandonare la giurisdizione di Carrega nel 1547 a causa della nota congiura da loro promossa per impadronirsi del dominio di Genova e, nello stesso anno, tutti i feudi in loro possesso vennero devoluti alla Camera Imperiale con una sentenza del 27 ottobre.

Il 19 Giugno 1547 l’imperatore Carlo V d’Asburgo infeudò Carrega, Torriglia, Croce in Val Trebbia, Calice, Locano, Cairote, Ceppo, Cremante, Vario, Grondano, Garbagna, Gremisco, Fabbrica e Monticato all’ammiraglio Andrea Doria, disponendo che con i feudi di Torriglia e Carrega, con tutte le loro appartenenze, formassero un unico territorio, integro ed indivisibile, eretto a Marchesato.

Deceduto Andrea, il Marchesato di Carrega passò a Pagano Doria, investito del feudo nel 1562, resse il Marchesato fino al 1574, anno in cui morì a Tunisi senza lasciare prole. Gli succedette Gian Andrea Doria, che ricevette il diploma di investitura dall’Imperatore Massimiliano II d’Asburgo l’8 Luglio 1575 e confermato dello stesso dall’Imperatore Rodolfo II.

A Gian Andrea Doria succedette Gian Andrea Colonna Doria, che venne investito della Signoria il 18 Marzo 1613 dall’Imperatore Mattia d’Asburgo.

A Gian Andrea Colonna Doria subentrò nel 1638 Gian Andrea II Doria Landi. Il 31 Gennaio 1641 venne investito della Signoria di Carrega Maria Polissena Landi Doria, per il figlio minore Andrea III, al quale venne conferito il diploma imperiale in data 27 Aprile 1648.

Morto Andrea III in giovane età, nel 1654 gli succedette Gian Andrea III Doria Landi, non ancora maggiorenne. Per tale ragione l’Imperatore investi della Reggenza la madre, Violante Lomellini Doria, il 1 Marzo 1655 ed il 18 Settembre 16591. Durante il periodo del dominio di Violante venne attuata la riforma legislativa nei feudi Doria. Lo statuto a titolo “Status Marchionatus Turillae” dovette da quel momento esser osservato scrupolosamente da tutti i pubblici ufficiali, commissari, podestà, consoli e ovviamente da tutti i sudditi. Il 27 Febbraio 1679 Gian Andrea III Doria Landi viene ufficialmente investito del proprio potere.

Fu questo il periodo più florido per il feudo di Carrega ed i sudditi poterono vivere un lungo periodo di pace. Già dediti all’agricoltura ed alla pastorizia, sfruttarono in questo periodo le loro attività molto più proficuamente. Altra più redditizia occupazione divenne quella del mulattiere per il trasporto delle merci da Genova alla Lombardia. Sorsero anche piccole industrie di artigianato locale. Il principe Doria favoriva queste iniziative ed anzi, lui personalmente si curava di acquistare i prodotti per poi smerciarli a Genova. Morì nel 1743 dopo 64 anni di effettivo governo. Gli successe il nipote Gian Andrea IV Doria Landi che nel 1784 unì il marchesato di Cabella acquistato dal marchese Gian Carlo Pallavicino.

Gli furono confermate le investiture nel 1785 e nel 1794 egli fu l’ultimo feudatario imperiale delle Stato Doria e quindi l’ultimo signore feudale di Cabella, Torriglia e Carrega.

Dal 1795 e  fino a 1805 fece parte della Repubblica Ligure, quindi dell’Impero Napoleonico fino al 1814, per poi passare al Regno di Sardegna nel 1815, provincia di Novi. Dal 1859 passa alla provincia di Alessandria.

Lo stemma richiama, nella figura del castello, quello effettivamente esistente (oggi ridotto a rudere) costruito dai Malaspina nel XII secolo sulla cima del monte Carmo a controllo del transito verso la Val Trebbia e la Lombardia. A pianta circolare con una torre centrale. Il capo unisce gli stemmi di Genova/Alessandria (d’Argento alla croce rossa) a quello di Savoia/Sardegna (di rosso alla croce d’argento) in riferimento al suo passato.

Si può blasonare: “D’azzurro, al castello d’oro torricellato di uno, aperto di nero e  finestrato di due dello stesso; capo partito, il primo d’argento alla croce di rosso, il secondo di rosso alla croce d’argento”.

(1): Nello stesso anno la Principessa reggente concedette a Gian Battista Piangivino il suo consenso per l’apertura di una zecca in Carrega per battervi ottavetti da destinarsi al Levante. La zecca fu costruita ma pare che, non essendovi coniata moneta, il Piangivino ricevesse, nel 1672, la somma anticipata in restituzione.

 Nota di Massimo Ghirardi

(liberamente tratto da“la media ed alta Val Borbera nella storia” di L. Tacchella)        

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Lo stemma del Comune è rappresentato da un castello di colore oro, situato su fondo di colore azzurro,sovrastato da due croci, di cui una rossa su fondo argento ed una argento su fondo rosso e da una corona, il tutto attorniato da un ramo di alloro e di quercia.

Colori dello scudo:
argento, azzurro, rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,