Capriati a Volturno


Comune di Capriati a Volturno – (CE)

Informazioni

  • Codice Catastale: B704
  • Codice Istat:
  • CAP: 81014
  • Numero abitanti: 1661
  • Nome abitanti: capriatesi
  • Altitudine: 290
  • Superficie: 290
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 73.0

Storia dello stemma e del comune

Un capriolo d’argento in campo azzurro è l’emblema principale di Capriati a Volturno, animale diffuso in tutta l’Europa il cui ambiente naturale sono i boschi e le campagne alberate: tipico paesaggio della regione. Nello stemma comunale va identificato, in effetti, il capriolo, non la capra, che figura in un timbro del Catasto Onciario del sec. XVIII.



Antichissimo insediamento si sviluppò intorno al castello col nome di Capriata (come documentato nel 881) come risulta nel Chronicon Vulturnense del Monaco Giovanni. E’ questa la prima menzione al momento conosciuta del comune.

Prima del R.D. del 12 ottobre 1862 n.903 si chiamava semplicemente Capriati, con quello adottò il determinate a Volturno, in omaggio alla sua storia e alla sua collocazione geografica, il torrente Sava è, infatti, un tributario del Volturno.

Secondo lo studioso Ciro Viti, il toponimo deriva da un patronimico, Caprius, anche se non documentato. Nell’881 per “Capriata” si intendeva non l’abitato, ancora inesistente, ma una grossa area sulla quale sarebbe poi sorto ereditandone il toponimo stesso.

Per altri, deriva dalla voce latina “caprea” (propriamente la capra selvatica) riferendosi, probabilmente, al fatto che il luogo fosse frequentato da greggi di capre selvatiche. Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) si può considerare come un parente “nobile” dell’umile capra e oggetto delle cacce dei nobili.



Nell’Alto Medioevo fu un possedimento dell’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno e della chiesa di San Pietro di Isernia, mentre dal 979 fu dell’abbazia di Montecassino che lo mantenne fino al 1290.

Nella seconda metà del XII secolo il signore del luogo era in cavaliere normanno Novellon de Buchon, mentre durante il regno di Carlo fu infeudata a Filippo Villacoublai, poi alla moglie di questi, Margherita Villacoublai-San Giorgio, dal 1329 appartenne alla famiglia Capuano; dal 1390 fu feudo dei Sanframondo. Nel 1450, Capriati insieme a tutta la baronia di Prata, passò sotto il dominio di Francesco Pandone conte di Venafro, che lo mantennero fino al 1528, quando passò ai Lannoi.



Alla metà del XVII secolo la baronia di Capriati venne venduta dai Carafa e Francesco II Gaetani-d’Aragona, duca di Laurenzana, la cui famiglia lo mantenne fino al 1806.



Con la ricostituzione nel 1945 della Provincia di Isernia (soppressa nel 1927), vi venne unito distaccando il territorio da quella di Campobasso.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia per la cortese collaborazione Ciro Viti




Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p.161.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


D.P.R. 15 settembre 1988

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,