Capranica Prenestina


Comune di Capranica Prenestina – (RM)

Informazioni

  • Codice Catastale: B687
  • Codice Istat:
  • CAP: 30
  • Numero abitanti: 375
  • Nome abitanti: capranicensi
  • Altitudine: 915
  • Superficie: 915
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 60.5

Storia dello stemma e del comune

Il comune di Capranica, prende il determinante Prenestina dalla posizione sulla dorsale dei Monti Prenestini per distinguersi dall’altro centro omonimo di Capranica (già Capranica di Sutri). Il territorio è in gran parte montano e ricoperto di boschi ed è bagnato dal fiume Sacco.

 

Borgo di origine medievale, Capranica Prenestina vide le proprie sorti legate alle vicende di due famiglie aristocratiche: i Capranica e i Colonna. Alla famiglia Capranica, in particolare, sono legati i due edifici più importanti del paese: la chiesa di Santa Maria Maddalena, che sorge su una struttura risalente al XII secolo di cui oggi rimane, seppur con qualche rimaneggiamento trecentesco, solo il campanile; il palazzo baronale, oggi noto come Palazzo Barberini, edificato su una struttura più antica che conserva ancora intatta la struttura cinquecentesca, mentre l’interno è stato quasi del tutto rinnovato ed attualmente ospita il Municipio ed il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, nato dalla necessità di un rilancio del turismo culturale ed ambientalista, per una divulgazione e conoscenza del patrimonio ambientale e culturale della zona.

 

La mancanza di documentazioni storiche impedisce di fissare una data certa sull’origine di Capranica: alcune fonti fanno infatti pensare che ebbe origine sotto il pontificato di Onorio II (1124 – 1130), divenendo poi feudo dei Colonna. La prima citazione storica del paese si riscontra in un documento del 1252, atto di divisione dei feudi tra i colonnesi, secondo la quale Capranica Prenestina veniva assegnata ad Oddone Colonna. Capranica Prenestina rimase feudo dei Colonna per oltre quattro secoli ed i suoi abitanti quindi subirono direttamente le ripercussioni delle storiche contese che opposero la grande casata al potere della Santa Sede. Nel 1298 papa Bonifacio VI, sconfitti i Colonna, li privò di tutti i loro beni ed ordinò, tra l’altro, la distruzione di Palestrina e dei feudi limitrofi: devastazioni e saccheggi si abbatterono anche su Capranica Prenestina.

 

La morte di Bonifacio VIII, avvenuta nel 1303, e l’elezione di Benedetto IX, segnano il risorgere della potenza dei Colonna e per la grande casata iniziò un periodo di particolare splendore che fece registrare, tra l’altro, con il Concilio di Costanza del 1417, l’ascesa al soglio pontificio di Oddone Colonna. Egli, assunto il nome di Martino V, cominciò ad arricchire i feudi colonnesi; il 24 maggio 1426, nominò cardinale Domenico (da) Capranica, uomo di raffinata cultura e di notevoli capacità politiche e diplomatiche: fu il più illustre esponente della casata che prende il nome dal paese. Egli fondò il prestigioso Collegio Capranica con l’insigne biblioteca.

 

Il 1400 si chiude con l’elevazione al soglio pontificio di Rodrigo Borgia che, nel 1492, assume il nome di Alessandro VI. Papa Borgia inizia la sua politica nepotistica ed usurpa tutti i feudi prenestini dei Colonna, tra cui Capranica, assegnandoli al figlio Giovanni Borgia (per alcuni studiosi il nipote). 

 

Nel 1503 papa Giulio II, fermamente deciso a risollevare la Chiesa dall’orrore in cui era stata gettata dai Borgia, reintegra nei loro possedimenti i Colonna. Tuttavia la famiglia Colonna comincia a perdere l’importanza di un tempo e ciò determina il suo l’inarrestabile declino. Nel 1563 il feudo di Capranica viene venduto dai Colonna ai Massimo e a sua volta, Domenico Massimo, nel 1568, lo cede ad Angelo Capranica; nel 1654 Luigi Capranica vende il feudo a Carlo Barberini, fratello di papa Urbano VIII, a causa dei forti debiti. I Barberini, nel 1665, concedono il primo statuto e solo nel 1870 rinunciano ai diritti feudali concedendoli in enfiteusi perpetua al Comune di Capranica Prenestina, che poco dopo, sborsando il capitale enfiteutico, ne rimase libero ed assoluto padrone. 

 

Lo stemma del Comune si presenta: “d’argento, a tre cipressi al naturale nodridi dalla campagna di verde, intrecciati nei loro tronchi da una gomena, con l’ancora d’oro, legata e attraversante la campagna in banda alla base del tronco centrale”. riprende quello della famiglia Capranica che, però, aveva il campo d’oro e si blasona: “d’oro, a tre cipressi sradicati di verde, ordinati in fascia, intrecciati nei loro tronchi da una gomena di rosso, con l’ancora dello stesso, legata e attraversante la base del tronco centrale”.

 

Abbandonato il primitivo cognome Pantagati, i cardinali Domenico e Angelo, nominati da papa nel XV secolo, adottarono l’agnome del paese di origine

 

Il gonfalone è costituto da un “… drappo partito di giallo e di verde”.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di giallo e di verde…”

Colori del gonfalone: giallo, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 21/03/1997