Canossa


Comune di Canossa – (RE)

Informazioni

  • Codice Catastale: C669
  • Codice Istat:
  • CAP: 42026
  • Numero abitanti: 3843
  • Nome abitanti: canossiani
  • Altitudine: 219
  • Superficie: 219
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 24.7

Storia dello stemma e del comune

Il comune di Canossa è un comune sparso con capoluogo nella frazione di Ciano d’Enza. Prima del 1991 il comune si denominava CIANO D’ENZA.

Il toponimo di CANUSIA, poi CANOSSA, deriva probabilmente da “canus” (bianco, per cui sarebbe da intendersi “biancheggiante”) con riferimento al fatto il castello locale fu costruito su di una roccia biancastra. Tuttavia, secondo altri studiosi, il nome potrebbe derivare anche dal fitonimo “canna”. La località apparteneva al Ducato di Parma dal 1612, divenne Comune indipendente nel 1805, con propria sede, poco lontano dal celebre castello.

Fu unito come frazione nel 1809 a Quattro Castella, nel 1815 a San Polo d’Enza e, dal 1861, fu aggregato al Comune di CIANO. Il quale dal 1873 ha assunto la denominazione di CIANO D’ENZA. Questo toponimo, citato nel 934 come CIBANUM, deriva forse dall’insediamento rurale di CILIANUM memore delle proprietà del romano Cælius (o da tale Acilius o Accius) presso l’antica località celtica di LUCERIA.

Nel 1992 il Consiglio Comunale di Ciano d’Enza decide di assumere la denominazione della località più nota del territorio: CANOSSA, pur mantenendo la sede a Ciano.

La località titolare fu sede di un munito castello eretto intorno al 940 da Atto (o Azzo) Adalberto, marchese di Toscana, e bisavolo di Matilde di Canossa. Centro strategico di un feudo immenso che comprendeva l’Italia centrale e la Pianura Padana. È legato al celebre episodio che avvenne (secondo la tradizione) il 25 gennaio 1077 e che vide l’imperatore Enrico IV (1050-1106) implorare perdono al papa Gregorio VII (Ildebrando di Sovana, 1020-1085, papa dal 1073) che glielo concesse solo dopo tre giorni di cruda penitenza, il 28 gennaio. Il conciliabolo fu possibile per merito della contessa Matilde, figlia di Bonifacio marchese di Toscana e di Beatrice di Lorena, nonché cugina di Enrico IV.

In seguito Enrico tentò di vendicarsi muovendo guerra contro Matilde e gli alleati del papa, dopo lo scontro con le truppe canossiane e uscendone sconfitto, nella località oggi detta Madonna della Battaglia, l’imperatore tornò in Germania e abdicò in favore del figlio Enrico V.

Successivamente fu feudo dei Da Correggio, dei Farnese e degli Estensi.

Lo stemma è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre 1961 all’allora Comune di Ciano d’Enza: “Semipartito troncato: al primo d’argento all’orso bruno ritto sulle zamnpe posteriori; al secondo d’argento alla croce di verde, al terzo d’azzurro alla rupe al naturale uscente dalla punta. Ornamenti esteriori da Comune”.

Il primo campo pare sia una cattiva interpretazione delle armi proprie della famiglia di origine veronese dei Da Canossa (arme parlante: cane+osso), che si ritenevano consanguinei della contessa Matilde, che hanno in originale il campo “di rosso, al cane d’argento collarinato d’oro, posto su un monte di tre cime all’italiana pure d’argento”. Ad esso è associata la croce verde di San Lazzaro, ma non ne siamo riusciti a scoprire la motivazione (alcuni vorrebbero che la croce fosse azzurra, anziché verde, a ricordo dello storica legame con il vicino Parmense, dal quale è separato dal corso dell’Enza).
Nella parte inferiore dello stemma comunale è una rappresentazione naturalistica della storica Rupe di Canossa dove tutt’ora sono visibili i resti del castello e dell’abbazia di Sant’Apollonio (del 1116).

Con o stesso Decreto presidenziale è stato concesso al Comune anche il gonfalone “… troncato di bianco e d’azzurro…”.

Note di Massimo Ghirardi, Giancarlo Scarpitta e Giovanni Giovinazzo.
Si ringrazia Chiara Panciroli della Biblioteca Comunale di Canossa-Ciano per la gentile collaborazione

Bibliografia

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Semipartito troncato: al primo d’argento all’orso bruno ritto sulle zampe posteriori, al secondo d’argento alla croce verde, al terzo d’azzurro alla rupe al naturale nascente dalla punta. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R.20 ottobre 1961

Colori dello scudo:
argento, azzurro
Partizioni:
semipartito troncato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo troncato di bianco e di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,