Comune di Campo nell’Elba (LI)

Informazioni

  • Codice Catastale: B553
  • Codice Istat:
  • CAP: 57034
  • Numero abitanti: 4651
  • Nome abitanti: campesi
  • Altitudine: 2
  • Superficie: 2
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 131.0
  • Distanza capoluogo: 131.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune è stato costituito col Regio Decreto di Umberto I n. 333 del 1894 distaccandone le frazioni di S. Ilario con Pila, S. Piero in Campo, Marina di Campo (destinata a sede del Municipio) e l’isola di Pianosa dal territorio da quello di Marciana Marina1.

Lo stemma è stato riconosciuto con il Regio Decreto del 22 aprile 1897, ed è costituito essenzialmente da una torre tonda merlata alla ghibellina fondata su un monte erboso, da alcune cime (simboleggianti le frazioni del Comune) digradanti verso il mare dal quale emerge l’isola di Pianosa.

Il capo rosso caricato da tre api d’oro è un richiamo all’araldica civica del periodo napoleonico, ma per distinguersi da quella le api sono state poste nel senso della banda (cioè inclinate verso la destra araldica) anziché “montanti” come d’ordinario.

Blasone: “Campo di cielo, al monte a tre vette declinanti, moventi dal fianco sinistro e uscenti da un mare; il monte caricato verso la punta a mare della figura del comune, più in alto, a sinistra, di quella della frazione di S. Pietro, più in alto a sinistra di quella di S. Ilario e coll’isoletta di Pianosa uscente dal mare, sull’orizzonte, il tutto al naturale; col capo di rosso carico di tre api d’oro, poste in banda ed ordinate in fascia. Lo scudo sarà sormontato da un cerchio di muro d’oro sormontato da otto merli uniti da muriccioli, il tutto d’argento”.

La corona, diversa da quella attualmente in uso per i Comuni italiani, era quella prevista dal Regolamento Tecnico-Araldico in vigore all’epoca per i Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti.

Nella immagine utilizzata sul gonfalone e nella comunicazione corrente il Comune alza uno scudo che, in luogo dell’isola di Pianosa mostra una imbarcazione a vela e, in altre immagini il capo compare “trinciato” d’oro e di rosso probabilmente in riferimento alla bandiera napoleonica dell’Elba (vedi più sotto).

Il gonfalone del Comune, attualmente costituito da un drappo d’azzurro con tre pendenti o bandoni, non è mai stato formalmente concesso dallo Stato, anzi: a seguito di una pratica in tal senso iniziata nel 1994 l’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il 3 maggio 1994 rispondeva al Comune: – Per la concessione del gonfalone si invia l’elenco degli adempimenti. Poiché il drappo del gonfalone deve riferirsi a uno o più “smalti” presenti nello scudo, e tenuto conto che si cerca un effetto “di contrasto” (per dare migliore visibilità allo scudo) il drappo sarà giallo (il giallo traduce sul drappo l’oro delle api poste sul “capo”)…”.

L’assenza di un decreto di concessione per il gonfalone è però compensata dall’autorizzazione del 24 agosto 1905 ad usare la BANDIERA del Comune di Campo nell’Elba “il cui drappo è trinciato di rosso e d’azzurro con tre api d’oro camminanti sulla partizione”.

Richiama l’antica bandiera che Napoleone aveva ideato per il suo piccole “Regno” dell’Elba prima di esservi esiliato (più antico esemplare è conservato nella residenza imperiale della Villa dei Molini a Portoferraio): “d’argento alla banda di rosso, carica di tre api d’oro, poste nel senso della pezza” essa fu issata su Forte Falcone nel punto più alto di Portoferraio il 4 maggio 1814, giorno dello sbarco dell’imperatore nell’isola; egli pensava che il vessillo dovesse essere innanzitutto simbolo di unità: quale migliore simbolo di quello delle api? A loro volta riprese dall’araldica imperiale ideata anch’essa da Napoleone, che le aveva sostituite ai precedenti fleur-de-lys capetingi e borbonici, ma sembra che nelle intenzioni dell’imperatore volesse richiamare anche l’unità e l’industriosità degli elbani, nell’adottare quel particolare disegno si ispirò agli antichi vessilli degli Stati Toscani, come testimonia l’ammiraglio Thomas Ussher, già capitano comandante della fregata inglese “Undaunted”, con l quale accompagnò all’Elba l’illustre prigioniero. Egli racconta che: “Napoleone aveva con sé un libro dove erano raffigurate tutte le bandiere della Toscana, antiche e moderne; mi chiese la sua opinione su quella che aveva scelto” in effetti richiama il vessillo mediceo dell’isola. Gabriele Mangoni, nella sua ricerca sulle origini del vessillo elbano, nota come esso sia lo stesso dell’ Escadron de Chevau-Légers Polonais (Squadrone dei Cavalleggeri Polacchi, un esemplare di tala bandiera è conservato a Parigi al “Museé de l’Armée”) della guardia di Napoleone, fra i più gloriosi e irriducibili della sua Grande Armée, si pensa che fu questo che motivò l’imperatore (che, all’Eba, conservò il suo titolo) a scegliere quella bandiera per l’Isola d’Elba.

 

1 Marciana aveva (e ha tutt’ora) quale emblema araldico un’incudine con due magli, allusivi alla estrazione e alla lavorazione del ferro delle miniere di Rio nell’Elba.

Vedi anche Marciana (LI), Campo nell’Elba (LI), Castelmaggiore (BO).

Note di Massimo Ghirardi e Francesco Maida

Bibliografia:

ARMI ANTICHE. In Vexilla Italica – 1, XXIV, 1997 e 2, XXIX (54), 2002.
AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Maida F. LO STEMMA DI CAMPO NELL’ELBA. Bergamo 2013 (non in commercio).
Mangoni G. LA BANDIERA NAPOLEONICA DELL’ISOLA D’LBA. Una nuova ipotesi sulla sua vera origine. In “ElbaReport” ed. 8 agosto 2012.
Pagnini G.P. (a cura di). GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa/Giunta Regionale Toscana, Firenze 1991.

Il comune di Campo nell’Elba fa parte della Comunità Montana dell’Elba e Capraia.

Profilo Araldico

“Campo di cielo, al monte a tre vette declinanti, moventi dal fianco sinistro ed uscenti da un mare; il monte caricato verso la punta a mare della figura del comune, più in alto, a sinistra, di quella della frazione di S. Pietro, più in alto a sinistra di quella di S. Ilario e coll’isoletta di Pianosa uscente dal mare, sull’orizzonte, il tutto al naturale; col capo di rosso carico di tre api d’oro, poste in banda ed ordinate in fascia”.

R.D. 27 aprile 1897

Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Profilo Araldico

“Drappo d’azzurro…”

Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,























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