Bronte


Comune di Bronte – (CT)

Informazioni

  • Codice Catastale: B202
  • Codice Istat:
  • CAP: 95034
  • Numero abitanti: 19100
  • Nome abitanti: brontesi
  • Altitudine: 760
  • Superficie: 760
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 55.1

Storia dello stemma e del comune

Bronte è un comune della provincia della Catania famoso in particolare per la repressione della sua rivolta, avvenuta nell’agosto 1860, ad opera del generale garibaldino Nino Bixio durante la spedizione dei Mille.

Il suo nome dovrebbe derivare dal greco bronte (tuono) in relazione ai boati dovuti dell’Etna, abbastanza frequenti nella zona.

Lo Statuto comunale non è (tecnicamente) molto preciso nella descrizione del proprio stemma, anche se, nella dichiarazione approvata nel 2005, si afferma che il Comune: “… ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone deliberati dal consiglio comunale e riconosciuti ai sensi di legge. Il gonfalone è di colore rosso con ricami in filo color oro , con al centro lo stemma rappresentato da un aquila, con due corone una sulla testa e l’altra al collo; nei quarti appaiono riuniti altri stemmi: a destra, in alto cinque palle sul fondo giallo, due aquilotti coronati e due striscie rosse; sul fondo nero un leoncino e un’aquila sul fondo giallo, l’intermezzo dei due stemmi è sparso di gigli: a sinistra, in alto sette gigli su fondo bianco, una torre e un leoncino; in basso leone su fondo roseo, tre liste gialle trasversali su fondo bianco; tre gigli su fondo giallo; nel mezzo a sinistra altri due quarti; uno con gigli a destra, l’altro con palle a sinistra e il motto “FIDELISSIMA BRONTIS UNIVERSITAS”. Lo stemma è attraversato da un monile di perle”.

Secondo le fonti “…lo stemma del Comune di Bronte non è originariamente proprio. Fu adottato alla fine del secolo XVIII ed è lo stemma di Carlo III di Borbone [primo Re “nazionale” dopo la fine della dominazione spagnola] ad indicare la dipendenza demaniale di Bronte dai re spagnoli [sic]… nel secolo scorso [dopo l’unità d’Italia] fu apposta [all’aquila] la croce dei Savoia”.

L’autore dell’adozione impropria dell’arma regia di Carlo III (già Carlo II duca di Parma) pare sia stato l’avvocato brontese Antonino Cairone, strenuo difensore – nel secolo XVIII – del diritto del Comune a divenire demaniale, “nobilitando” il piccolo centro (sorto dall’unione di alcuni casali tra il 1535 e il 1548) con l’adozione dello stemma regio, anche quale segno distintivo della sua aspirazione ad uscire dallo stato di infeudamento.

Lo storico Benedetto Radice sottolinea come questo stemma pretenzioso non abbia nessun nesso con la storia della cittadina: ”Non prosapia di re, di guerrieri, di nobili furono i fondatori dell’antico e nuovo Bronte, ma pastori, zappatori, borghesi”.

Nota di Massimo Ghirardi, Giovanni Giovinazzo e Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Un’aquila, con due corone una sulla testa e l’altra al collo; nei quarti dello stemma appaiono: a destra, in alto cinque palle sul fondo giallo, due aquilotti coronati e due strisce rosse; sul fondo nero un leoncino e un’aquila sul fondo giallo, l’intermezzo dei due stemmi è sparso di gigli: a sinistra, in alto sette gigli su fondo bianco, una torre e un leoncino; tre gigli su fondo giallo; nel mezzo a sinistra altri due quarti; uno con gigli a detsra, l’altro con palle a sinistra e il motto ‘Fidelissima Brontis Universitas’.”
Dallo statuto comunale.

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,