Borgo Valbelluna


Comune di Borgo Valbelluna – (BL)

Informazioni

  • Numero abitanti: 13993
  • Superficie:

Storia dello stemma e del comune

Borgo Valbelluna è un Comune “sparso” formato dall’unione dei territori dei soppressi Comuni di Lentiai, Mel, Trichiana e istituito il 30 gennaio 2019 a seguito dell’esito favorevole del referendum consultivo indetto il 16 dicembre 2018. La sede del Municipio è stata posta a Mel.

Si trova al centro della Valbelluna, sulla sinistra orografica del fiume Piave.

 

 

LENTIAI

 

Fino al 1867 si denominava Cesana, dalla sede primitiva del Comune, parte della contea di Cesana, dove sorge ciò che rimane dell’antico castello, trasformato poi in residenza e rinascimentale Palazzo Pretorio.

Aveva un suo proprio stemma, che si blasonava: “D’azzurro, con castello cimato di tre torri, merlato alla guelfa, aperto e traversato da una fascia ristretta di scaglie ermellinate. Ornamenti esteriori da Comune”.

 

 

MEL

 

Il centro storico di Mel sorge su di un colle nelle vicinanze del Piave, un tempo fortificato e protetto da un castello.

Lo stemma del Comune di Mel deriva da quello adottato dalla Magnifica Comunità di Mel, organismo rappresentativo e amministrativo della valle, della quale il Comune è il diretto erede storico. L’esemplare più antico è datato 1520 è si trova scolpito sul basamento dell’antenna vessillifera in piazza Papa Luciani;  si ritiene sia l’esemplare più antico oggi esistente.

Di questo stemma se ne conoscono almeno quattro varianti, nelle più antiche la croce patriarcale ha il piede che raggiunge la punta dello scudo e i bracci uscenti dai lati, in altri è isolata (tecnicamente si dice “scorciata” e può avere le estremità patenti). L’inserimento nel cantone sinistro della punta di una torre, al naturale, è un’aggiunta recente, si blasona: “D’argento, alla croce patriarcale di rosso, sinistrata da una piccola torre merlata, al naturale, aperta e finestrata del campo terrazzata di verde, posta nel cantone sinistro della punta”, questa versione è stata sancita con la concessione del Regio Decreto del 2 maggio 1929, richiama l’antico castello di Zumelle, documentato nel 1170 come castrum Zumellarum, che prende nome dal latino “gemellus” (‘gemello’), in quanto contrapposto all’altro fortilizio di Castelvint.

 

 

TRICHIANA

 

Il toponimo è citato per la prima volta nel 1172 come Terkeana, diventa Tricana nel 1237 e assume l’odierna forma Trichiana nel 1286. Secondo il toponomasta Giovan Battista Pellegrini è un prediale derivato dal personale latino Tarquius o dal personale celtico TriccoTriccus. Improbabile una derivazione da santa Tecla, titolare di una chiesa oggi scomparsa.

 

Nel medioevo, pur facendo parte della diocesi di Ceneda (Vittorio Veneto) con sede in territorio trevigiano, Trichiana rimase sottoposta alla città di Belluno, che alla fine del XII secolo si era costituita in Comune. Fu tuttavia un periodo di grave instabilità politica, che vide anche l’alternarsi di varie signorie (Caminesi, Scaligeri, Carraresi, Visconti), sino al definitivo arrivo della Serenissima.

Di quest’epoca va ricordata la distruzione del Casteldardo, durante la battaglia che oppose i Bellunesi e i Trevigiani per il controllo delle contee di Cesana e Zumelle (fine XII secolo). L’esatta collocazione del fortilizio non è nota, ma doveva trovarsi nei pressi dell’omonima frazione, secondo Giorgio Piloni su un dirupo a picco sul torrente Ardo.

 

Quest’epoca vide anche la formazione, nel contado, delle cosiddette Regole, con cui veniva garantita ai villaggi una forma di autogoverno mediante i capifamiglia riuniti in assemblea. Un documento del 1424 ci offre un elenco delle regole che facevano riferimento alla pieve di San Felice: Pialdier, Cavassico, Trichiana, Casteldardo, Carfagnoi, Frontin e Morgan.

 

La prima dedizione di Belluno alla Repubblica di Venezia risale al 1404. Ne seguì una breve parentesi in cui governò il futuro imperatore Sigismondo d’Ungheria, ma tornò alla Serenissima nel 1420, rimanendovi ininterrottamente sino al 1797.

Venezia insediò a Belluno un proprio podestà, ma mantenne buona parte delle cariche e degli statuti locali, comprese le Regole: nell’Archivio notarile di Belluno si conservano ancora i manoscritti con la “carta di Regola” di Cavassico (1577) e di Pialdier (1601).

 

Con il Decreto Napoleonico del 1807 venne istituito il comune di Trichiana, inquadrato nel dipartimento della Piave, nel distretto di Belluno e nel cantone di Belluno.

 

Il Comune di Trichiana è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito nel 1987 della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

 

Trichiana è gemellato con il comune francese di Saubens, in Occitanie (Haute Garonne).

 

Lo stemma era stato concesso con R.D. del 12 aprile 1939, con il blasone: “Troncato: nel primo l’azzurro al castello di pietra al naturale, merlato di quattro pezzi, aperto e finestrato di nero; al secondo di verde al ponte di pietra di tre archi fondato su un fiume scorrente in sbarra, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune”.

Contestualmente venne concesso il gonfalone: “… Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata, in argento: “Comune di Trichiana”. Sul gonfalone ufficiale è affissa la medaglia di bronzo al Valor Militare, concessa con Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 1987.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi, Bruno Fracasso e Giancarlo Scarpitta

 

 

 

Bibliografia

 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

Burlon (Augusto), Pontin (Laura). ARALDICA DELLA PROVINCIA DI BELLUNO. Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, Belluno 2000.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
argento, azzurro, rosso
Partizioni:
inquartato

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo tagliato di rosso e di bianco…”

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,