Benna


Comune di Benna – (BI)

Informazioni

  • Codice Catastale: A784
  • Codice Istat:
  • CAP: 13871
  • Numero abitanti: 1183
  • Nome abitanti: bennesi
  • Altitudine: 277
  • Superficie: 277
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 10.0
  • Distanza capoluogo: 10.0

Storia dello stemma e del comune

Si vuole che il nome di Benna derivi dalla voce celtica omofona benna che designa diversi oggetti, una specie di cesta, una casupola o capanna di paglia, e testimonierebbe le origini contadine dell’insediamento.

Altri lo fanno risalire all’epoca romana (Il Forcellini riporta un Bagiena, Baiena col valore di: “Gens romana… fortasse a Bagiennorum populo dicta”. Dai documenti il nome è attestato con lievi modifiche: Bagena (nel 1136), Beyna (1140), Baina (1171), Bagna (1192), Bena (1300).

La località è riportata in un diploma dell’imperatore Ottone III, del 7 maggio 999, col quale il vescovo di Vercelli Leone, riceveva il titolo di conte sui territori di Vercelli e Santhià, ivi compresi i borghi esistenti, fra cui Benna.

Il controllo di Benna, nel corso dei secoli passa a varie famiglie. Talvolta il feudo bennese è assegnato ad un solo titolare, talaltra la signoria assume le forme dell’infeudazione consortile, con più titolari di proprietà e diritti feudali.

Nel 1155 Federico Barbarossa concede il luogo a Giovanni e Bonifacio dei conti di Biandrate.

 

Nel XIII secolo su Benna si intrecciano attribuzioni di diritti assegnati a uno dei rami della famiglia Avogadro e ai marchesi di Cavaglià. Un ramo degli Avogadro con il predicato “di Benna”, prende avvio intorno al 1365.

Le guerre fra i Savoia e i Visconti coinvolgono il Biellese, e Benna subisce gravi distruzioni e lutti nel corso di un’incursione dei mercenari guidati da Facino Cane, al soldo di Milano: è il 1402. Due anni dopo gli Avogadro di Benna, prima, e la comunità successivamente, faranno atto di sottomissione ai Savoia, forse anche per ottenere maggiore protezione in caso di conflitto.

 

La prima citazione della Comunità di Benna si ritrova nell’atto di dedizione ai Savoia, compiuto il 21 settembre 1404.

 

Nel 1479, Sebastiano, dell’importante famiglia dei Ferrero, riceve l’investitura feudale di Benna. Il legame fra Benna e i Ferrero (in seguito Ferrero Fieschi, Principi di Masserano), durerà sino all’estinzione del casato.

 

L’epoca della dominazione napoleonica reca come ricordo un breve periodo in cui il
paese fu unificato al contermine Verrone, per formare il comune di Benna-Verrone, che non supererà, comunque, la Restaurazione.

Lo stemma di Benna è un classico esempio di “arme parlante”, il cui emblema principale corrisponde al nome (o al toponimo) del titolare: in questi caso si tratta di una capanna, che in piemontese si dice proprio “benna”.

Lo stemma è stato concesso per la prima volta, pressoché identico alla forma attuale, nel 1689 con le stelle “male ordinate”: locuzione tecnica araldica che non ha nulla di negativo si riferisce a 3 figure (o pezze) della stessa natura se posizionate 1,2 quando cioè quella centrale e alzata rispetto alle laterali. Convenzionalmente si ritiene che la disposizione “ordinaria” per 3 figure sia 2,1 perciò nella disposizione simmetrica si sono definite “male ordinate”. Comunque sia nella versione attuale che risale al 1931 esse sono nella stessa posizione (non più qualificata), in questa seconda concessione venne eliminata la colomba, forse elemento troppo “pacifico” per il periodo fascista…

 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne messo in uso uno stemma (e un gonfalone) sulla cui capanna, al posto della colomba, c’era un merlo nero.

 

Lo stemma in uso è stato istituito nel 1992, con nuovo conferimento ufficiale. Il blasone è il seguente: “D’azzurro alla capanna d’oro fondata su una campagna di verde, sostenente una colomba d’argento; il tutto accompagnato in capo da tre stelle d’oro a sei raggi, poste una, due”.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Pasquale Fiumanò

Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di azzurro, alla capanna aperta (benna) d’oro, formata dal tetto a due falde e da quattro sostegni verticali, fondata sulla campagna di verde e sostenente la colomba d’argento, posta in profilo; il tutto accompagnato in capo da tre stelle di sei raggi, poste una, due, d’oro”.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
campagna, capanna, colomba, falda, raggio, sostegno, stella, tetto
Attributi araldici:
accompagnato in capo, aperto, fondato, formato, posto 1-2, posto in profilo, sostenente, verticale
Profilo Araldico

“Drappo partito di azzurro e di giallo riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.”.

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
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Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: partito
Profilo Araldico

“Drappo troncato di azzurro e verde, bordato di giallo, alla croce di bianco…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 14/04/1992 Guarda il decreto
    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 08/08/1931