Bellaria – Igea Marina


Città di Bellaria – Igea Marina – (RN)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: A747
  • Codice Istat:
  • CAP: 47814
  • Numero abitanti: 19358
  • Nome abitanti: bellariesi e igeani
  • Altitudine: 3
  • Superficie: 3
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 15.2

Storia dello stemma e del comune

Comune nato dall’unione dei territori di Bellaria, Igea Marina e delle località di Bordonchio, Bagno e Cagnona (già del Comune di Rimini) con Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi del 17 gennaio 1956.

Bordonchio è il centro più antico: erede dell’antica Burdunculum, dal nome della “lingua di bue” una pianta tipica delle zone umide che, nell’VIII secolo, è nominata come Burdunclo con la sua Pieve (Plebis Bordonchi).

Bellaria invece risale al XIV secolo (documenti la nominano nel 1371) e secondo la tradizione avrebbe preso il nome da una frase di papa Gregorio XII (Angelo Correr, 1325-1417) ospite nel castello presso Cesenatico dopo un naufragio che, durante una passeggiata, commentò il paesaggio dicendo: “Che BELL’ARIA!”.
Gregorio XII è ricordato perché, dopo Celestino V, fu l’altro papa che rinunciò alla carica pontificia nel 1415 (dopo esser stato deposto dal Concilio di Pisa insieme all’antipapa Benedetto XII) ritirandosi nel vescovado di Recanati, dove morì.

Igea Marina fu denominata così nel 1912 dal medico Vittorio Belli, in onore della divinità salutare ellenica Igea. Belli aveva intrapreso la bonifica del luogo e aveva promosso la pratica “salutistica” dei bagni marini.

Lo stemma è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 novembre 1959, che blasona: “Partito: all’ancora al naturale attraversante sulla partizione e poggiante sul lato inferiore dello scudo; il primo tagliato d’argento e d’azzurro; il secondo di rosso alla torre d’oro, aperta del campo, finestrata di due, merlata di tre alla ghibellina, col capo d’azzurro al sole d’oro nascente da un mare ondoso al naturale. Motto: VIRESQUE ACQUIRIT EUNDO”.

L’ancora posta sulla partitura col fuso (elemento verticale) che separa i campi e, con le marre (bracci) che circonda il margine inferiore dello scudo, è un elemento insolito e unico nel suo genere, che caratterizza lo stemma del Comune.

La figura della torre “Saracena” testimonia come l’antico borgo di pescatori e contadini si doveva difendere dalle scorrerie dei pirati musulmani; col tempo la costruzione è diventata il simbolo del paese, oggi località balneare, con eleganti isole pedonali immerse nel verde. L’ancora simboleggia l’attività marinara ancora presente su mare Adriatico dal quale sorge un sole figurato e benigno. Il motto si può tradurre con “acquista le forze procedendo” adatto ad un nuovo Comune che si è formato distaccandosi da quello antico di Rimini.

Nota di Massimo Ghirardi, Alessandro Savorelli e Giancarlo Scarpitta

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

  • Geografia: 15.2

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Partito, all’ancora al naturale attraversante sulla partizione e poggiante sul lato inferiore dello scudo; il primo tagliato d’argento e d’azzurro; il secondo di rosso alla torre d’oro, aperta del campo, finestrata di due, merlata di tre alla ghibellina, col capo d’azzurro al sole d’oro nascente da un mare ondoso al naturale. Motto: Viresque Acquirit Eundo”.

D.P.R. 18 novembre 1959

Colori dello scudo:
argento, azzurro, rosso
Partizioni:
partito

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e d’azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 23/01/2015