Città di Barletta (BT)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: A669
  • Codice Istat:
  • CAP: 70051
  • Numero abitanti: 94459
  • Nome abitanti: barlettani
  • Altitudine: 15
  • Superficie: 15
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Secondo la leggenda lo stemma di Barletta (Bardulos) sarebbe derivato dai segni lasciati sulla porta della citta’ dalle quattro dita insanguinate di un cavaliere che aveva ucciso un saraceno durante un combattimento particolarmente sanguinoso.

Stando allo Statuto: – “Il Comune ha diritto di fregiarsi del proprio stemma e gonfalone, approvati con le procedure di legge. Il Comune, per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunita’, e’ stato insignito del titolo di Citta’ con decreto di riconoscimento del 9 marzo 1935 e successive modifiche ed integrazioni” nello stesso documento si stabilisce che: “Il Comune di Barletta assume il titolo di Citta’ della Disfida a ricordo della storica Sfida del 13 febbraio 1503”. Mentre piu’ oltre riporta: “Lo stemma e’ su fondo bianco “d’argento”, a quattro burelle di rosso, sovrastato da una corona turrita e circondato da due rami di quercia e di alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Citta’ “ Mentre il gonfalone consiste in un “drappo rettangolare a forma di bandiera, di colore bianco, frangiato d’oro, caricato dello stemma comunale sopra descritto; il drappo attaccato ad un’asta di metallo sormontata da una freccia dorata con lo stemma del Comune. Nel drappo l’iscrizione centrata in oro: “Citta’ di Barletta”. Nastri e cravatta, tricolorati dai colori nazionali, frangiati d’oro”.

Lo stemma attuale, pur molto piu’ antico, e’ stato concesso nuovamente con Decreto del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dell’8 settembre 2000 che ha modificato anche la forma della corona, prescrivendo quella attualmente prevista dal Regolamento Tecnico-Araldico per i Comuni del rango di Citta’.


Da notare che, nel 1327, in seguito alla distruzione della cittadina palestinese di Nazareth, gli Arcivescovi si rifugiarono a Barletta, facendo diventare questa la loro sede fino alla soppressione di quel titolo episcopale, attuata da papa Pio VII nel 1818. Barletta ritorno’ ad essere sede episcopale con papa Pio IX nel 1860, che eresse la Diocesi di Barletta-Nazareth.


Nota di Massimo Ghirardi

In collaborazione con www.provanuova.myblog.it

Anticamente conosciuto come “Bardulos” o “Barulos”, il toponimo potrebbe derivare dalla base prelatina, forse illirica, “bard-” (fango). Tra l’ottavo e il nono secolo il toponimo figura sulle carte d’archivio come “Barolum” e “Varolum”; dal dodicesimo secolo cominciano le attestazioni del tipo “Barleti”, “Barleto” e, verso la fine del ‘200 come “Barlecta” e “Barletta”.

I comuni confinanti sono: Andria, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Trani, Trinitapoli.

Barletta dista 17.1 km da Andria e 16.1 km da Trani.

Profilo Araldico

“D’argento, a quattro burelle di rosso, sovrastato da una corona turrita e circondato da due rami di quercia e di alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Città.”
Tratto dallo statuto comunale.

Stemma ridisegnato

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: argento
Pezze onorevoli dello scudo: burella
Profilo Araldico

“Drappo rettangolare a forma di bandiera, di colore bianco, frangiato d’oro, caricato dello stemma comunale sopra descritto; il drappo attaccato ad un’asta di metallo sormontata da una freccia dorata con lo stemma del Comune. Nel drappo l’iscrizione centrata in oro: ” Città di Barletta “. Nastri e cravatta, tricolorati dai colori nazionali, frangiati d’oro”.
Tratto dallo statuto comunale.

Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 09/03/1935























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