Barbara


Comune di Barbara – (AN)

Informazioni

  • Codice Catastale: A626
  • Codice Istat:
  • CAP: 60010
  • Numero abitanti: 1482
  • Nome abitanti: barbaresi
  • Altitudine: 219
  • Superficie: 219
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 51.0

Storia dello stemma e del comune

La figurazione dello stemma del Comune di Barbara deriva dal racconto della vita della santa omonima e patrona del paese.

Secondo la tradizione infatti la santa, di origine orientale (il cui culto venne diffuso dai Bizantini), era figlia del ricco pagano Dioscuro e sarebbe stata perseguitata dal padre per la sua fede. Inizialmente la rinchiuse in una torre per farla ravvedere (ragione per la quale è la patrona degli architetti) ma persistendo ella nella propria scelta la denunciò al prefetto Marciano che la sottopose a tortura: la fece rivestire di un abiti rozzi e urticanti, poi la fece straziare da ferri roventi, quindi con fiamme; nottetempo però un angelo la risanava delle ferite inferte. Venne quindi flagellata e trascinata nuda per le strade della città, ma il Signore fece scendere una fitta nebbia affinché nessuno potesse vederla. Esasperato il prefetto la condannò alla decapitazione che venne eseguita dallo stesso padre. Quest’ultimo però, mentre rincasava, venne colpito mortalmente da un fulmine (la santa è quindi invocata contro la morte improvvisa e senza sacramenti, oltre che contro i fulmini e le esplosioni). Per quest’ultimo patronato è protettrice degli artiglieri, degli artificieri, dei vigili del fuoco.

Il culto, considerata apocrifa la sua “passio”, è stato eliminato dal calendario liturgico ufficiale nel 1970.

La figura della torre è quindi un’allusione al carcere di Santa Barbara, nonché il simbolo diffusissimo dell’autonomia comunale e, in questo caso, un richiamo alla “città murata” di Barbara che è tutt’ora rinchiusa nella propria cerchia murata del XV secolo.

Lo stemma si blasona: “D’azzurro, alla torre di due palchi, merlata alla guelfa, di argento, murata di nero, il palco superiore merlato di quattro, finestrato di uno del campo, cimato dalla palma di verde e dalla spada d’argento, guarnita d’oro, decussate, la palma posta in sbarra e attraversante; il palco inferiore merlato di quattro e chiuso di oro, essa torre fondata sulla pianura diminuita, di verde. Ornamenti esteriori da Comune”.

Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Neri

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Cattabiani (Alfredo). SANTI D’ITALIA. Vita, leggende, iconografia, feste, patronati, culto. Vol. I. BUR, Milano 2004.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla torre di due palchi, merlata alla guelfa, di argento, murata di nero, il palco superiore merlato di quattro, finestrato di uno del campo, cimato dalla palma di verde e dalla spada d’argento, guarnita d’oro, decussate, la palma posta in sbarra e attraversante; il palco inferiore merlato di quattro e chiuso di oro, essa torre fondata sulla pianura diminuita, di verde. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di giallo bordato d’azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,