Aurillac


Comune di Aurillac – (15)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Il noto stemma della città alverniate di Aurillac (Cantal) si blasona: De gueules, aux trois coquilles d’argent, au chef couzu d’azur, chargé de trois fleurs de lys d’or”. (Di rosso, a tre conchiglie d’argento, al capo cucito d’azzurro, caricato da tre gigli d’oro).

Non deve sorprendere che una città situata a 640 metri d’altitudine, ai piedi dei monti del Cantal  sulle rive della Jordanne, abbia tre conchiglie come emblema principale. Non si tratta di un riferimento all’origine sedimentaria del territorio, ma al fatto che fu una importante tappa della via Alverniate (Via Arvernha, proveniente da Clermont-Ferrand), uno dei principali percorsi verso San Giacomo di Compostela (il cui simbolo è, come noto, il pecten o “Conchiglia di San Giacomo”). Negli stemmi più antichi esse erano rappresentate in fascia, a simboleggiare proprio il cammino. Le composizioni di 3 figure (poste 2 e 1) sono molto diffuse in Francia, perché riecheggiano i fleurs-de-lys dell’emblema reale capetingio.

Secondo la tradizione il capo “di Francia” venne donato da re Carlo VII (1403-1461), in segno di ringraziamento alla città per avergli fornito una compagnia di duecento soldati nella guerra contro gli Inglesi.

Nell’856 è testimoniata l’esistenza del nome della città nei documenti, allorché vi nacque saint Géraud (morto nel 909),  figlio del sire del luogo con lo stesso nome, che nell’885 fondò l’abbazia benedettina di Aureliacum (cenobio che verrà preso poco tempo dopo a modello da Guglielmo I d’Aquitania per la fondazione di Cluny) e dove nacque Gerbert d’Aurillac (938-1003) celebre filosofo e matematico della sua epoca, precettore di Ugo Capeto, eletto primo papa francese col nome di Silvestro II.

L’abate-conte di Aurillac governerà un vasto territorio, entrando spesso in conflitto con i consoli del Comune, fino al 1255, quando i rapporti verranno regolamentati con un arbitrato, le cui sentenze andranno a formare gli statuti della città.

Lo stemma civico oggi si rappresenta con il solo scudo, se ne trovano però ancora diverse versioni “auliche”, dove lo stesso è caricato entro un complesso cartiglio decorato con racemi di quercia e alloro, e accompagnato da un nastro svolazzante sul quale è riportato il nome latino della città: AURELIACUM (“città di Aurelio” o, più esattamente, “della gens Aurelia”).

Papa Silvestro II non ebbe alcuno stemma, anche se gliene sono stati attribuiti diversi, tra i quali anche quello della città di Auriliacum. In alternativa, si è proposto quello dell’abbazia che si blasona: « Parti de gueules et de sinople, à la bordure engrêlée de l’un en l’autre » (Partito, di rosso e di verde, alla bordura spinata dell’uno nell’altro). Lo stemma, però, è successivo a Gerbert e, in origine, era la bandiera dell’abbazia (intorno al XV secolo il rosso verrà sostituito con l’oro), esso riprenderebbe i colori dinastici del conte Géraud ; da queste armi, attraverso successive trasfomazioni deriveranno quelle della Regione dell’Alvernia.

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso, a tre conchiglie d’argento, al capo cucito d’azzurro, caricato da tre gigli d’oro”.

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
capo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,