Città di Aulla – (MS)

Informazioni

  • Codice Catastale: A496
  • Codice Istat:
  • CAP: 54011
  • Numero abitanti: 11312
  • Nome abitanti: aullesi
  • Altitudine: 64
  • Superficie: 64
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 32.3

Storia dello stemma e del comune

Probabilmente il toponimo deriva dal latino “lacus” o “lacuna” attraverso il diminutivo “lacunola” col significato di “fossetta”. Il vescovo Sigerico di Canterbury (950-994), nel suo diario di viaggio lungo la Via Francigena, la annota come Aguilla, XXX tappa del suo itinerario.

 

Indicava un luogo preciso alla confluenza dell’Aulella nel Magra, dove Adalberto I, marchese di Toscana e conte di Lucca, fondò un castello e, successivamente, nell’884, l’abbazia benedettina di San Caprasio.

 

Nel 1306 fu possesso dei Malaspina, che nel 1522 vendettero a Giovanni de’ Medici (“Giovanni delle Bande Nere”) che intendeva farne un proprio stato e che fece edificare la fortezza “della Brunella”. Non incontrò il favore della popolazione e dell’abbazia e alla fine cedette tutto nuovamente ai Malaspina che, nel 1543 lo rivendette a Adamo Centurione (1486-1568) di Genova, amico di Andrea Doria, il quale ottenne l’erezione del territorio in marchesato dall’imperatore (dietro corresponsione di una forte somma) piazzaforte dipendente dalla Repubblica Genovese.

 

Nel 1710 ritornò ai Malaspina, del ramo di Podenzana, che riscattarono il feudo per trentamila fiorini d’oro, ai quali rimase fino al 1797.

 

L’amministrazione francese istituì il Comune di Aulla nei primi decenni del XIX secolo.

 

A causa delle sofferenze subite durante il secondo conflitto mondiale, ad Aulla è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile. Fu liberata, il 24 aprile 1945, dai reparti partigiani del battaglione Val di Vara, comandati da Daniele Bucchioni, al quale fu conferita nel dopoguerra la cittadinanza onoraria della città.

 

La rosa bianca dello stemma del Comune di Aulla si ricollega all’arma dell’abbazia benedettina di San Caprasio (dal nome del santo eremita dell’isole di Lérins), fondata da Adalberto I di Toscana il 27 maggio 884, successivamente data in “commenda” alla famiglia dei Centurione di Genova, che portavano la “rosa di macchia” (ossia la rosa selvatica, nota anche come “canina”, al naturale) come loro emblema il quale divenne quindi quello dell’abbazia attraverso i successivi “abati commendatari” appartenenti alla famiglia e quindi allo stemma del Comune.

 

In seguito la famiglia Centurione assunse l’arma nota anche oggi: “d’oro, alla banda scaccata di tre file d’argento e di rosso”, il ramo Centurione-Oltremarino mantenne il “capo di rosso alla rosa d’argento”. Gli Oltremarino erano, in origine, una famiglia di Paraggi (presso Rapallo) che si era consorziata in uno di quelli che, a Genova, erano detti “Alberghi” il nome, probabilmente, fa riferimento ai commerci della famiglia con i paesi “d’Oltremare” ossia, all’epoca, dell’Asia Minore. L’albergo Centurione era formato (a partire dal 1350) dagli Oltremarino, Becchignone, Bestagno e Cantelli, alle quali si aggiunsero i Traverso e gli Scotto

 

Nel 1859 il Comune, insieme agli altri della ex Lunigiana Estense e Parmense, già soggetta rispettivamente al Ducato di Modena e a quello di Parma, entrò a far parte della nuova provincia di Massa-Carrara.

 

Lo stemma attuale è stato concesso con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 23 luglio 1926 (“Di rosso alla rosa d’argento, gambata e fogliata di cinque di verde (due a destra e tre a sinistra”) in occasione della concessione del titolo di città ed è stato ridisegnato nella forma sannitica regolamentare, nonché insignito della corona d’oro del rango di città.

 

La rosa dà il nome anche al “Palio delle Rosa” che si tiene ogni anno e durante il quale si sfidano le compagnie della città e delle frazioni del Comune.

 

La città è gemellata con Villerupt, nel dipartimento francese della Meurthe et Moselle, dove emigrò un gran numero di aullesi tra il XIX e il XX secolo, tra i moltissimi italiani che ne ha fatto uno dei centri dell’immigrazione italiana in Francia (ogni anno vi si tiene il “Festival du film italien”).

 

 

Note di Massimo Ghirardi e Davide Papalini

 

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).
Casanova Maria Letizia (a cura di), MUSEO ITALIA. Vol. 5: Toscana, Curcio Editore, Roma 1985.
Pagnini (Gian Piero) a cura di, GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana, 1991

Angelo Scorza (Angelo), Le famiglie nobili genovesi, Trebaseleghe, Fratelli Frilli Editori, 2009.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso alla rosa d’argento, gambuta e fogliata di cinque di verde due a destra e tre a sinistra”.

Colori dello scudo:
rosso
Oggetti dello stemma:
rosa
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, fogliato, gambuto

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: www.radicedidue.com/Toscana

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Colori del gonfalone: rosso

Leggenda:

  • STEMMA
  • GONFALONE
  • BANDIERA
  • SIGILLO
  • CITTA'
  • ALTRO

    Decreto del Presidente della Repubblica (DPR)
    concessione
    27 Dicembre 1991

    Regio Decreto (RD)
    concessione
    5 Settembre 1929

    Regio Decreto (RD)
    concessione
    23 Luglio 1926

    Registrato alla Corte dei Conti il giorno 11 agosto 1926, Reg. Min. Fin. Foglio 9 e trascritto nel Libro araldico degli enti morali.