Audierne


Comune di Audierne – (29)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Audierne1 (Gwaien, in bretone) è un Comune del dipartimento del Finistère, nella regione della Bretagne, posto all’estuario del fiume Goyen (Gwaien in bretone, che dà il nome anche alla località) su una collina boscosa. L’attività più diffusa è la pesca (soprattutto dei gamberi, delle aragoste e dei granchi).

Anticamente era una località della parrocchia di Esquibien, col nome di Trève du Goyen (Trefgoazien, nome che compare all’inizio del XVI secolo). Nel 1321 compare il nome Odierna  nell’atlante veneziano di Pietro Vesconte, mentre su una carta olandese del 1580 compare come Odjern. Ma l’insediamento umano nella zona è molto più antico, risale almeno al neolitico, e in epoca gallo-romana venne creato il Vindana Portus, coincidente con il porto attuale.

Nel Medioevo, tra il XV e il XVI secolo, un periodo di grande prosperità per lo sviluppo della pesca e dell’essicazione del pescato, cominciò a svilupparsi un intenso commercio marittimo lontano da Audierne, che permise ai marinai locali di diventare i migliori piloti marittimi, grazie alla loro esperienza fu scoperta Terranova (dove un’isola porta il nome di Oderin, nome anglicizzato di Audierne). Assieme a Penmarch’h divenne uno dei due principali porti commerciali della Bretagna.

Nel XVIII secolo Audierne divenne la sede d una delle tre Capitanerie Generali dell’Ammiragliato di Cornovaglia (Capitaineries générales de l’Amirauté de Cornouailles), ma l’attività del porto cominciò una lunga decadenza, che verrà interrotta con l’adattamento portuale deciso nel periodo rivoluzionario quando, grazie anche alle nuove tecniche essiccative ideate da Nicolas Appert (con uso del riscaldamento), comincerà l’impianto di numerose industrie conserviere.

Lo stemma cittadino mostra figure legate alla marineria e alla pesca d’alto mare e dei crostacei. Si blasona: “D’or à une ancre de marine de sable accostée de deux homards de gueules et accompagnée en pointe d’un merlu d’azur, au chef d’hermine plain” (“D’oro, all’ancora di nero, accostata da due aragoste di rosso e accompagnata in punta da un merluzzo d’azzurro; capo d’armellino pieno”)2.

Esquibien

Esquibien (An Eskevien, in bretone) è oggi una frazione (Commune Déléguée) del Comune di Audierne, nel Dipartimento del Finistère, nella Regione della Bretagna, ma fino al 2015 fu un Comune autonomo (l’annessione è partita ufficialmente dal 1 gennaio 2016).

Il villaggio si trova in una zona di antichissimo insediamento come testimoniamo i numerosi dolmen e menhir del neolitico. A lungo una dipendenza della antica ed estesissima parrocchia dell’Armorique (Armorica), nella Diocesi della Cornouaille (Cornovaglia Francese).

La prima chiesa del primitivo villaggio fu dedicata a saint Onneau3, e sorgeva nella località di Cannaëc (o Gannaek), sulle dune sabbiose di Trez Goarem, ma nel XVII secolo venne abbandonata e spostata a causa dell’insabbiamento, in una zona più a nord.

Nel 1248, in ricompensa della sua partecipazione alla Crociata, il re Luigi IX (saint Louis) concesse al signore di Ménez, il territorio che si estendeva dall’estuario del Goyen fino a Loch, abitato da numerosi residenti “paysansmarins” (contadini-marinai) che vivevano alternativamente di pesca e di agricoltura.

Del 1294 sono i primi documenti che riportano “Kaer Hodiern” (contemporaneamente “Audierne” sostituisce l’antico toponimo di “Treff an Goezien” e acquisisce sempre più importanza, fino a diventare una comunità autonoma con la Rivoluzione nel 1793 e ad assorbire Esquibien nel 2016). Nel 1317 compare il nome Esquebyen, che testimonia la presenza di un territorio soggetto all’autorità vescovile (“escop”, in bretone, significa “vescovo”).

Aveva un suo stemma, regolarmente concesso, che si blasona: “D’azur à l’ancre de marine encordée d’or, surmontée d’une mitre du même métal décorée d’un galon de sable bordé d’or en pairle renversé, dont les fanons aussi de sable bordés et doublés aussi d’or délimitent un chef émanché de sinople, ladite mitre accostée de deux mouchetures d’hermine d’or” che si traduce in: “D’azzurro, all’ancora cordata d’oro, sormontata da una mitra dello stesso decorata da un gallone di nero bordato d’oro in forma di pergola rivoltata, con i fanoni pure di nero bordati e doppiati d’oro delimitanti un capo ripieno di verde, la mitra accostata da de moscature d’armellino d’oro”.

Lo stemma, fortemente stilizzato, venne adottato con Dichiarazione di registrazione presso la Prefettura del 24 giugno 1992 e mostra un’ancora, indicante il villaggio, poto sotto la protezione del patrono saint Onneau, rappresentato dalla mitra episcopale d’oro e di nero (colore diffuso nell’abbigliamento liturgico bretone), le due “moscature” indicano l’appartenenza alla Bretagna.

Nota di Massimo Ghirardi

1): con lo status amministrativo di “commune nouvelle” (“comune nuovo”) è attualmente la fusione dei territori dei comuni di Audierne e Esquibien.

2): l’armellino viene raffigurato solitamente fortemente stilizzato.

3): Santo totalmente sconosciuto, forse da identificare con saint Gueznou (o Woednovius), uno dei primi compagni di sanit Pol Aurélien, e suo successore sulla cattedra episcopale di Léon.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo araldico


“D’oro, all’ancora di nero, accostata da due aragoste di rosso e accompagnata in punta da un merluzzo d’azzurro; capo d’armellino pieno”.

Colori dello scudo:
argento, oro
Partizioni:
capo
Oggetti dello stemma:
ancora, aragosta, merluzzo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,